PAIN OF SALVATION - ROAD SALT ONE

Friday, 11 June 2010 13:30 by schwarz

 

  • Release date: May 17, 2010
  • Label: Inside Out
  • Producer: Pain Of Salvation

 

  • Style: Prog Rock, Rock
  • Related bands: Faith No More, Pink Floyd, The Doors

[Voto: 2.5]

Intro
Scioccante ritorno sulle scene della band di Daniel Gildenlow.

Best tracks
Sisters, Linoleum

Notes
Per poter ascoltare questo disco è necessario fare uno sforzo. Notevole. Immaginate album come “Remedy Lane” oppure “One Hour By Concrete Lake”, ci siete? Benissimo, fate marcia indietro e pensate che non siano mai stati prodotti. Oppure pensate che i Pain Of Salvation non esistono più. O meglio, fate finta che oggi sotto il monicker PoS si celi una nuova band, la Daniel Gildenlow Band. Ecco, così va decisamente meglio. Questa premessa è doverosa prima di partire con l'ascolto di questo album che si potrebbe descrivere con tre aggettivi: rischioso, mellifluo, snervante. Scordatevi ogni trama che possa in qualche modo ricondurci a canoni progressive metal o semplicemente prog rock, il nuovo corso iniziato lentamente con Be trova qui pieno compimento spostandosi verso orizzonti blueseggianti, psichedelici passando per il classic rock anni settanta. In questo platter si sentono innumerevoli influenze quali Pink Floyd, The Doors, Steve Ray Vaughn, il tutto per un risultato assolutamente sotto ogni aspettativa, 12 brani fini a se stessi che hanno come unico risultato il desiderio dell'ascoltatore di arrivare presto alla fine, oppure quello di premere il tasto stop del proprio lettore. E lo dico con la tristezza nel cuore. Nemmeno dopo innumerevoli ascolti muta l'impressione di trovarsi di fronte ad un'involuzione senza via di uscita, un tentativo di produrre arte ma che assomiglia invece ad un'accozzaglia di idee mal assemblate e spacciate per “arte”. “Sisters” rimanda troppo apertamente a “Wuthering Heights” di Kate Bush, le dissonanze jazzate di “Sleeping Under The Stars” non hanno né capo né coda (il jazz è tutt'altra cosa), “She Likes To Hide” porta con sé tutti i clichè del rock di chiara matrice settantiana e questi sono solo alcuni esempi della scempio al quale ci si trova davanti. Fa paura pensare che a settembre verrà pubblicato la seconda parte di “Road Salt”.....

 

Band

  • Daniel Gildenlöw – Lead Vocals, Guitars
  • Johan Hallgren – Guitars, Backing vocals
  • Fredrik Hermansson - Keybords
  • Per Schelander – Bass, Backing Vocals
  • Léo Margarit – Drums

 

Tracklist

  • 01. No Way [5.26]
  • 02. She Likes to Hide [2.57]
  • 03. Sisters [6.15]
  • 04. Of Dust [2.32]
  • 05. Tell Me You Don't Know [2.42]
  • 06. Sleeping Under the Stars [3.37]
  • 07. Darkness of Mine [4.15]
  • 08. Linoleum [4.55]
  • 09. Curiosity [3.33]
  • 10. Where It Hurts [4.51]
  • 11. Road Salt [3.02]
  • 12. Innocence [7.13] 

 

Discography

  • Entropia (1997, Inside Out)
  • One Hour by the Concrete Lake (1998, Inside Out)
  • The Perfect Element Pt. I (2000, Inside Out)
  • Remedy Lane (2002, Inside Out)
  • 12:5 (2004, Inside Out)
  • BE (2005, Inside Out)
  • Scarsick (The Perfect Element Pt. II) (2007, Inside Out)
  • The Second Death of Pain of Salvation (2009, Inside Out)
  • Road Salt One (2010, Inside Out)

 

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DEAD LETTER CIRCUS - THIS IS THE WARNING

Tuesday, 25 May 2010 15:07 by schwarz

 

  • Release date: May 14, 2010
  • Label: Warner Bros.
  • Producer: Forrester Savell

 

  • Style: Alternative Rock, Progressive Rock
  • Related bands: Karnivool, Tool

[voto: 4]

Intro
Elettrizzante album di debutto per questa giovanissima band australiana

Best tracks
One Step, Space On The Wall

Notes
Questo quartetto australiano arriva al debutto con "This Is The Warning" dopo ben 2 Ep e svariati tour in lungo ed in largo per l'Australia di supporto a Judas Priest, Cog, Karnivool, The Butterfly Effect, Chevelle ed Helmet, grazie ai quali riescono a destare l'interesse della major Warner. Forti di un buon seguito in patria i Dead Letter Circus entrano in studio e producono un album dal songwriting d'alto livello, tutt'altro da band alle prime armi. “Here We Divide” mette subito in chiaro la proposta dei Dead Letter Circus, irrompendo con un mostruoso suono di chitarra e con la voce del bravissimo Kim Benzie, che dimostra un range vocale abbastanza ampio riuscendo a rendere uniche le tracce dell'album facendole suonare una diversa dall'altra. La band stupisce per un sound sullo stile dei vari Tool, Karnivool e The Mars Volta, un alternative rock che non cerca di seguire strade ampiamente battute da miriadi di alternative bands, “tingendo” il proprio sound con alcune tinte dal sapore progressive rock che rende la proposta interessante dall'inizio alla fine. Da sottolineare il lavoro intenso e mai banale di una sezione ritmica che è il vero cuore pulsante della band. Non troverete virtuosismi esasperati oppure trame intricate a condire i dodici brani di questo debutto, anche se non tutte 12 le tracce fanno gridare al miracolo (come ad esempio Cage e The Drum). "This Is The Warning" è in definitiva un buonissimo debut-album che fa presagire un buon futuro al quartetto australiano. E se il buon giorno si vede dal mattino...

Band

  • Kim Benzie – Vocals
  • Rob Maric – Guitar
  • Stewart Hill - Bass
  • Luke Williams - Drums


Tracklist

  • 01. Here We Divide  5:07
  • 02. One Step  3:29
  • 03. Big  3:42
  • 04. The Space On The Wall  3:57
  • 05. This Long Hour  4:28
  • 06. Cage  4:45
  • 07. Reaction  3:45
  • 08. The Drum  6:16
  • 09. The Design  5:46
  • 10. Next In Line  3:23
  • 11. Walk  4:11
  • 12. This Is The Warning  4:46


Discography

  • Dead Letter Circus (EP 2007, MGM Distribution)
  • Next In Line (EP 2008, MGM Distribution)
  • This Is The Warning (2010, Warner) 



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COHEED AND CAMBRIA - YEAR OF THE BLACK RAINBOW

Wednesday, 7 April 2010 00:33 by max.murgia

coheed and cambria year of the black rainbow front cover

  • Release date: April 13, 2010
  • Label: Roadrunner Records
  • Producer: Atticus Ross, Joe Barresi

 

  • Style: Hard Rock, Progressive Rock, Progressive Metal, Alternative Rock, Classic Rock
  • Related bands: Dream Theater, Rush, Mars Volta


[Voto: 3.5]



Intro
Più che di concept album, è il caso di parlare di concept discography: siamo infatti arrivati al quinto capitolo delle "Amory Wars", anche se a tutti gli effetti "Year Of The Rainbow" ne rappresenta il prequel.

Best tracks
The Broken, This Shattered Symphony, World Of Lines, When Skeletons Live, Pearl Of The Stars

Notes
Con la consumata abilità di chi ha preso fin troppa confidenza con il genere che propone, Claudione Sanchez trasfonde in questo ennesimo concept album un pò tutte le peculiarità che hanno reso unico il sound della band.[preview] Le tonalità emo che spiccavano nei primi lavori si amalgamano piacevolmente con la vena progressiva evidenziata in tempi più recenti, dando vita ad un disco ambiguo, a volte ridondante ma in ogni caso sempre, inconfondibilmente Co&Ca. Il primo impatto potrebbe non trasmettervi sensazioni positive, ma l'apprezzamento cresce con il ripetuto ascolto. Non siamo comunque di fronte al capolavoro della band, questo è poco ma sicuro. Sugli scudi il drumming ad assetto variabile  di Chris Pennie (ex-Dillinger Escape Plan), e quella manciata di brani in cui, premendo sull'acceleratore, la band riesce davvero a brillare.
In uscita anche una versione de-luxe superaccessoriata, che oltre al cd offre un bonus dvd ed il romanzo (352 pagine!) scritto da Sanchez insieme a Peter David che con l'album condivide titolo e tematiche.

The Band

  • Claudio Sanchez – lead vocals, lead and rhythm guitar, keyboards, synthesizer, theremin, programming, lyrics
  • Travis Stever – lead and rhythm guitar, lap steel guitar, background vocals, synthesizer
  • Michael Todd – bass, background vocals
  • Chris Pennie – drums, percussion


Tracklist

  • 01. One   1:54
  • 02. The Broken   3:53
  • 03. Guns Of Summer   4:47
  • 04. Here We Are Juggernaut   3:44
  • 05. Far   4:54
  • 06. This Shattered Symphony   4:26
  • 07. World Of Lines   3:17
  • 08. Made Out Of Nothing (All That I Am)   4:39
  • 09. Pearl Of The Stars   5:05
  • 10. In The Flame Of Error   5:28
  • 11. When Skeletons Live   4:16
  • 12. The Black Rainbow   7:33


Discography

  • The Second Stage Turbine Blade (2002 Equal Vision Records)
  • In Keeping Secrets Of Silent Earth: 3 (2003 Equal Vision Records)
  • Good Apollo, I'm Burning Star IV, Volume One: From Fear Through The Eyes Of Madness (2005 Columbia Records)
  • Good Apollo, I'm Burning Star IV, Volume Two: No World For Tomorrow (2007 Columbia Records)
  • Year Of The Black Rainbow (2010 Roadrunner Records)


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TRANSATLANTIC - THE WHIRLWIND

Thursday, 14 January 2010 00:35 by max.murgia

transatlantic the whirlwind front cover

  • Release Date: 26 Ottobre 2009
  • Etichetta: InsideOut Music
  • Produttore: Transatlantic
  • Mixing engineer: Richard Mouser

 

  • Neal Morse - vocals, keyboards
  • Roine Stolt - guitar
  • Pete Trewavas - bass
  • Mike Portnoy - drums

[voto: 3]

Dischi come questo dovrebbero essere venduti solo dietro presentazione di ricetta medica, specie a chi poi quel disco lo dovrà anche recensire. Ok, quest'ultimo potrebbe anche non averlo fisicamente pagato, ma già il solo fatto di doverne scrivere rappresenta di per sé uno scotto non da poco.
I motivi? Sono molteplici, a partire dalla caratura dei musicisti coinvolti per proseguire con la qualità del materiale proposto. E' facile dire supergruppo, ancora più semplice è farsi cogliere da un attacco di orticaria non appena questo termine, spesso abusato, viene pronunciato. Ma se è vero come è vero che se assomiglia ad un coniglio, ha le orecchie da coniglio ed il muso da coniglio molto probabilmente si tratta effettivamente di un coniglio, allora i Transatlantic - quanto meno in ambito prog - sono un supergruppo. E come tale si porta dietro un mondo di aspettative, spesso e volentieri destinate a dissolversi come neve al sole.
 
Pur uscendo a circa 8 anni dal precedente lavoro in studio, "The Whirlwind" non sposta di una virgola quanto di positivo ma anche quanto di negativo i Transatlantic hanno espresso fin dall'esordio. Tecnicamente ineccepibili, Portnoy e compagni ci propongono il solito golem a matrice progressiva di cui si fatica a parlarne male, ma che raramente suscita entusiasmo. Il compito viene svolto come sempre con estrema accuratezza, nello spirito di ricreare atmosfere e sonorità di un tempo che fu con la solita cura maniacale a cui i quattro ci hanno sempre abituato. Che poi tutto ciò al giorno d'oggi abbia anche un senso, è tutto da dimostrare.

Resta l'indiscutibile coerenza con cui questo discorso musicale viene portato avanti, e l'indubbia qualità del materiale proposto. A proposito di quest'ultimo, è bene precisare che siamo di fronte all'ennesimo concept-album che si consuma nel "breve" volgere di un'ottantina di minuti in cui vengono visitati e rivisitati tutti gli stilemi e le peculiarità del rock progressivo, incluso il tema principale dell'album che tipicamente torna a farsi vivo ogni quarto d'ora o poco più. Tutto bello, bellissimo ma... che noia! Pur adorando il prog, sciropparsi 77 minuti di suite, per quanto ben suonata e musicalmente non scevra di momenti di vera eccellenza, mette le gonadi a serio rischio di orchite.

Per la cronaca, nell'edizione per ricchi nababbi troviamo anche un bonus disc con altri 4 inediti ed alcune cover, tra cui una buona versione di "The Return Of The Giant Hogweed" dei Genesis.

Detto questo, sono convinto che i quattro abbiano realizzato esattamente l'album che volevano realizzare, francamente sbattendosene anche un po' di quello che critica e pubblico potranno dire. Peccato però che al lato pratico "The Whirlwind" nulla aggiunga e nulla tolga a quanto già sapevamo, e da questo punto di vista, purtroppo, il disco rappresenta una buona occasione persa.

 
Tracklist di The Whirlwind

  • 01. Overture / Whirlwind   09:54
  • 02. The Wind Blew Them All Away   06:10
  • 03. On The Powl   06:03
  • 04. A Man Can Feel   06:35
  • 05. Out Of The Night   04:22
  • 06. Rose Colored Glasses   07:54
  • 07. Evermore   04:10
  • 08. Set Us Free   05:03
  • 09. Lay Down Your Life   05:11
  • 10. Pieces Of Heaven   02:17
  • 11. Is It Really Happening   08:11
  • 12. Dancing With Eternal Glory / Whirlwind (Reprise)   12:04


Discografia dei Transatlatic

  • SMTPe (2000 InsideOut Music)
  • Bridge Across Forever (2001 InsideOut Music)
  • The Whirlwind (2009 InsideOut Music)


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