SONS OF SYLVIA - REVELATION

Tuesday, 22 June 2010 13:53 by amaranth

 

  • Release Date: April 27, 2010
  • Label: Interscope
  • Producer: Ryan Tedder, Jack Joseph Puig, Jeff Trott, Brian Howes, Gerald O’Brien, Catt Gravitt, Mike Shimshack

 

  • Style: Pop Rock, Country Pop
  • Related bands: Rascal Flatts, Gloriana, One Republic

[Voto:4.50]

Intro
La new sensation melodica del 2010!

Best tracks
Revelation, 50 Ways, I'll Know You, The War Within

Notes
Debutto di lusso per questi Sons Of Sylvia, combo formato da tre fratelli Ashley, Adam e Austin Clark, originari dello stato della Virginia con un'attività ormai decennale negli ambienti country statunitensi. Dapprima con una formazione denominata The Clark Family Experience, in pratica una all family band comprendente ben sei fratelli della famiglia Clark (a quanto pare un'autentica fucina di generazioni di musicisti) attiva in varie formazioni già dai primi anni novanta fino al 2002. Tempo in cui riescono anche a piazzare un singolo di discreto successo nelle charts country ("Meanwhile Back at the Ranch" estratto dal disco di debutto del 2000) e andare in tour con colossi del country-pop come Tim McGraw e Faith Hill. La band si scioglie però da li a poco e gli unici superstiti della formazione Adam, Ashley e Austin si ripropongono sotto il monicker "Clark Brothers" nel 2008 partecipando e vincendo il talent show "The Next American Band". Per i fratelli Clark è la seconda possibilità di ritornare sulle scene che contano e i tre non perdono tempo, prima si ridenominano "Sons Of Sylvia" e successivamente iniziano un'intesa attività live, con svariate apparizioni televisive e suonando, spesso e volentieri, sia su disco che dal vivo con l'American Idol Carrie Underwood.

Insomma con i contatti giusti nel music business guadagnano un deal con la Interscope che fornisce una produzione stellare per il disco di debutto, con la presenza di songwriters del calibro di Ryan Tedder (One Republic, nonchè cugino dei Clark!), Brian Howes (Hinder, Skillet) e Jeff Trott (Sheryl Crow). Undici le tracce che vanno a finire in questo splendido debutto a titolo "Revelation", la cui base di partenza è un country dalle melodie radiofoniche tra Gloriana, Keith Urban e gli ultimi Rascal Flatts. E' un sound pop e moderno che non scade quasi mai nel melenso, mixato sapientemente con atmosfere midwest e southern, mai sopra le righe e ben bilanciato, a cui i tre non disdegnano dare un tiro classicamente rock. Pochi i giri a vuoto in un platter che si mantiene su livelli medio-alti, partendo dai reticolati melodici dell'apripista "John Wayne" e dell'urgenza di "50 Ways" per giungere alla title track che vi conquisterà in tempo zero con quell'ambientazione da "Last Of The Runaways" in bilico tra una "Wanted Dead Or Alive" e il classico "Can't Find My Way Home". Quando irrompono le note di "I'll Know You", impossibile non capitolare se cercate il brivido melodico dell'AOR che fu questo è il brano che fa per voi, cosi come la stupenda "Ghost Town", mentre spetta all'epica "The War Within" alzare la cifra artistica del platter, con un'atmosfera drammatica e una prova vocale di Ashley Clark da brividi! Non sarà tutta farina del loro sacco direte, ma in definitiva "Revelation" è un album in bilico tra esigenze da classifica ("Love Left To Lose" e "Give Me Love" sono due facili hit single da classifica, che farebbero gola a tanti blasoni!) e la classe del migliore rock melodico. Chi si può forgiare di tale definizione nel 2010? Per noi di weChameleon uno dei dischi dell'anno a mani basse!


Band

  • Ashley Clark – Vocals
  • Adam Clark – Guitar
  • Austin Clark - Bass


Tracklist

  • 01. John Wayne       4:28
  • 02. Love Left to Lose       3:16
  • 03. Revelation      3:21
  • 04. 50 Ways                 3:04
  • 05. Song of Solomon      4:56
  • 06. Give Me Love      3:17
  • 07. Ghost Town     3:09
  • 08. Long Beach     3:38
  • 09. I'll Know You      4:10
  • 10. The War Within       6:10
  • 11. It's Only Love (iTunes Bonus Track) 3:33
  • 12. Really Need to Know (Amazon Bonus Track)   3:15
  • 13. Here the Angels Sing (Napster Bonus Track) 3:29


Discography

  • Revelation (2010, Interscope)


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VV.AA. - ALMOST ALICE

Thursday, 11 March 2010 13:55 by maxare

almost alice

  • Release Date: 2 Marzo 2010
  • Etichetta: Buena Vista

[voto: 4]

 

 

 

 

 

Iniziamo subito precisando che "Almost Alice" non è la colonna sonora dell’ultimo blockbuster di Tim Burton "Alice In Wonderland", ma una raccolta di inediti semplicemente ispirati alle avventure di Alice raccontate su carta da Lewis Carroll.

Solo una canzone è presente nel film ed è "Alice" di Avril Lavigne, il primo singolo estratto da questo CD e di cui è stato prodotto anche un bel video con diversi riferimenti alla stessa pellicola (Video della Settimana su queste pagine, poco tempo fa). E’ un brano molto ispirato e intenso; pare che Avril abbia messo da parte le divagazioni bambinesche (ma divertenti) dell’ultimo CD e sia tornata ad un sound più introspettivo, in linea con quello del secondo album "Under My Skin".

Tutte le canzoni della raccolta, eccetto due, sono inediti scritti per l’occasione; la prima delle due eccezioni è un brano già presente nella versione animata da Walt Disney nel 1951 delle storie di Alice: "Very Good Advice" è qui interpretata da Robert Smith, leader dei Cure, il quale con la sua stralunata voce, la prende e ne restituisce una versione trasognata e bislacca, trasformando la protagonista in una Alice in veste dark. Il secondo brano non inedito è interpretato da Grace Potter And The Nocturnals, i quali coverizzano, senza stravolgerla, la lisergica "White Rabbit", storico inno hippy dei Jefferson Airplane, all'epoca interpretato da molti come un invito all'utilizzo di droghe.

Il resto dell'album alterna artisti mainstream ad altri più di culto o in fase di maturazione. Di questi ultimi segnalo l'ottima "The Technicolor Phase" della electropop one-man band Owl City, quasi dei Buggles del nuovo millennio; o ancora i Metro Station, composti dai fratelli di Miley Cyrus e Mitchell Musso (protagonisti di "Hannah Montana"), i quali con "Where's My Angel" offrono un catchy electropop ballabile.

La band pop punk All Time Low esegue la decisa semi-ballad "Painting Flowers", mentre i Motion City Soundtrack offrono un ottimo power pop dal sapore acustico con "Always Running Out Of Time". "Follow Me Down" dei 3OH!3 ft. Neon Hitch (co-autrice del successo "Blah Blah Blah" della nuova stella del pop Kesha) è stato pubblicato come secondo singolo con scarso successo. Infine, la popstar estone Kerli è presente in ben due brani (staranno mica cercando di lanciarla negli USA?!): il primo è un duetto con i Tokio Hotel in una canzone scritta da Andreas Carlsson e Desmond Child, "Strange", un bell’anthem dal flavour vagamente gotico; la seconda canzone è il divertente pop dance "Tea Party", uscito come terzo singolo della compilation.

Dal lato "artisti noti" abbiamo i Plain White T’s che presentano "Welcome To Mystery", brano che evoca atmosfere magiche e rende bene l’idea del mondo immaginato da Lewis Carroll; "The Poison" dei The All-American Rejects, invece, esula dallo standard della band ed è divisa in due parti: inizia come una bellissima ballad pop-folk e tutto d’un tratto diventa una marcia inquietante e malsana.

Mark Hoppus dei Blink-182 e Pete Wentz dei Fall Out Boy si alleano nella discreta emo-song "In Transit": da personaggi di questo calibro ci si deve aspettare di meglio. I Franz Ferdinand si esibiscono in un brano piuttosto particolare: "The Lobster Quadrille" è la loro personale versione dark di un brano da cartone animato, operazione riuscita in pieno.

La traccia degli Shinedown "Her Name Is Alice" è una ballad dall’atmosfera maligna con pianoforte e voce di Brent Smith (più hetfieldiano che mai) in bella evidenza.

Last but not least, gli australiani Wolfmother che attaccano con un riff settantiano la loro "Fell Down A Hole", una delle canzoni migliori di questa band.

Magari nessuna di queste canzoni entrerà tra i classici del rock, ma devo ammettere che l’ascolto ripetuto dell’album non mi ha stancato anzi, mi ha divertito e spesso trasportato mentalmente nel paese delle meraviglie, tra bianconigli e cappellai matti. Mediamente la qualità è piuttosto alta e anche i pezzi più pop, pur adolescenziali, sono piacevoli da ascoltare.

Se siete tra coloro i quali pensano che la musica debba seguire sempre uno scopo più "alto" che non sia solo quello di intrattenere e divertire, ebbene, state alla larga da questa compilation; altrimenti, entrate in questo mondo incantato e …enjoy!

 

Tracklist di Almost Alice

  • 01. Avril Lavigne "Alice"   3:35 
  • 02. The All-American Rejects "The Poison"   3:53 
  • 03. Owl City "The Technicolor Phase"   4:27 
  • 04. Shinedown "Her Name Is Alice"   3:38 
  • 05. All Time Low "Painting Flowers"   3:25 
  • 06. Metro Station "Where's My Angel"   3:39 
  • 07. Tokio Hotel and Kerli "Strange"   3:51 
  • 08. 3OH!3 featuring Neon Hitch "Follow Me Down"   3:23 
  • 09. Robert Smith "Very Good Advice"   2:58 
  • 10. Mark Hoppus with Pete Wentz "In Transit"   4:02 
  • 11. Plain White T's "Welcome to Mystery"   4:28 
  • 12. Kerli "Tea Party"   3:29 
  • 13. Franz Ferdinand "The Lobster Quadrille"   2:08 
  • 14. Motion City Soundtrack "Always Running Out of Time"   3:00 
  • 15. Wolfmother "Fell Down a Hole"   5:04 
  • 16. Grace Potter and the Nocturnals "White Rabbit"   3:21


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ERIK HASSLE - PIECES

Saturday, 27 February 2010 16:00 by madseason

erik hassle pieces front cover

  • Release Date: 22 Febbraio 2010
  • Etichetta: Universal Island Records

 

[voto: 3]

 

 

 

 


Lo svedesotto Erik Hassle, forte dei consensi ricevuti in patria, prova a conquistare anche i mercati internazionali riproponendo a beneficio di tout le monde il suo debut album dell'anno scorso rafforzato da 4 tracce remixate ed una "brand new".
Erik è un ventunenne cantante/compositore originario di Katrineholm (paese a 150 Km sud-ovest di Stoccolma), londinese di stanza, che prova a distinguersi dalla selva di artisti (o pseudo tali) da chart mainstream, facendo leva sulla sua bella voce soul e su un songwriting elettropoprock, molto pop e poco rock, piuttosto scaltro ed arricchito da una produzione davvero grassa.

E' evidente che l'album ha come ascoltatori di riferimento i giovani in età da college, gente che può identificarsi in testi come "You don't know what you got till you're missing it a lot, I had to go throw it away, I was wrong from the start, from the bottom of my heart I apologize" (dal primo singolo "Hurtful", pubblicato lo scorso 8 Febbraio).
Ma è altrettanto evidente che "Pieces" è ricco di pezzi radiofonici molto catchy, costruiti su melodie cangianti che sfociano in grandi refrain che catturano all'istante qualsiasi ascoltatore, anche chi è solitamente avvezzo a sonorità più "adult oriented". Un paio di esempi? L'ironica "Don't Bring Flowers After I'm Dead", l'irresistibile opener "Bump In The Road" o la stessa "Hurtful".

Poi ci sono un paio di tracce in cui i produttori calcano troppo la mano e, con l'ansia di vendere un prodotto più che corroborare il sound di un artista, tirano fuori linee di basso ultramarcate, batterie sintetiche che pestano sopra le righe ed improbabili giri di synth che possono andare bene giusto in una discoteca tamarra della bergamasca. Ascoltate "Standing Where You Left Me" per credere.

Comunque sia, Erik Hassle è un giovane artista interessante. Lo affiancherei a un songwriter di peso, che lo aiuti a sviluppare il suo stile, e ad un buon parrucchiere, che gli sfoltisca quel ridicolo ciuffo che sfugge alla legge di gravità.


Tracklist di Pieces

  • 01. Bump In The Road   (Grizzly, Mack, Hassle) 4:00
  • 02. Hurtful   (Grizzly, Mack, Tommy Tysper, Hassle) 3:03
  • 03. Don't Bring Flowers (New Mix)   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:15
  • 04. Isn't It Obvious   (Fredrik Berger, Hassle) 3:26
  • 05. The Thanks I Get (New Mix)   (Grizzly, Hassle, Tysper, Mack) 4:33
  • 06. Standing Where You Left Me   (L. Kronlund, Grizzly, Hassle, Tysper, Mack) 3:20
  • 07. Bitter End (New Mix)   (Hassle, Tysper) 3:53
  • 08. First Time   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:05
  • 09. Love Me To Pieces   (Hassle, Tysper, Max Martin, Mack) 3:09
  • 10. Wanna Be Loved (New Mix)   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:59
  • 11. Back To Bed   (Berger, Grizzly, Hassle) 4:02
  • 12. Amelia   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:14


Discografia di Erik Hassle

  • Hassle (2009 Artist Company Ten)
  • Pieces (2010 Universal Island Records)


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HIM - SCREAMWORKS: LOVE IN THEORY & PRACTICE

Sunday, 14 February 2010 00:01 by madseason

him screamworks front cover

  • Release Date: 8 Febbraio 2010
  • Etichetta: Sire Records - Warner Bros.
  • Produttore: Matt Squire
  • Mixing engineer: Neal Avron

 

  • Ville Valo - lead vocals, acoustic guitar
  • Mikko "Linde" Lindström - lead guitar, acoustic guitar
  • Janne "Burton" Puurtinen - keyboards, background vocals
  • Mikko "Migé" Paananen - bass, background vocals
  • Mika "Gas Lipstick" Karppinen - drums, percussion

[voto: 3.5]

"There are wounds that are not meant to heal at all, In venere veritas" canta Ville nell'opener del nuovo disco degli HIM, per introdurci al tema che accompagna la settima uscita in studio del gruppo finlandese: gi aspetti teorici e pratici di una relazione e la difficoltà, se non impossibilità di trovare una soluzione ai problemi che inevitabilmente sorgono. Il cantante ci presenta "Screamworks" come un catartico, rabbioso grido primevo, un "vaffanculo, voglio fare quello che mi pare" che sgorga spontaneo alla fine di una storia come quella tra Valo e la sua ex-fidanzata.

E per sottolineare questi argomenti gli HIM scelgono un sound molto vivace, una serie di uptempo pop rock dalla facile presa, con la presenza non occasionale di un synth ruffiano che fa molto "style". Insomma, dopo il controverso, non facile e sicuramente profondo "Venus Doom", i finnici recuperano alcuni elementi degli anni 80 e sfornano il loro disco più accessibile, anthemico e solare.

Non so quanto i fan gradiranno questa svolta, e d'altro canto non si può biasimare un gruppo che prova a rimodellare il proprio sound per non rimanere troppo legato al proprio passato.
Certo che l'ispirazione non sembra essere ai massimi livelli; i brani, pur tutti gradevoli presi singolarmente, tendono a confondersi tra di loro nello svolgersi dell'album, senza contare che quell'alone di magica, romantica decadenza che ha sempre accompagnato il percorso musicale degli HIM sin dagli esordi, su "Screamworks" si è fatto quanto mai pallido.

Leggo che questo è il primo album che Ville ha scritto da sobrio: ragazzo, forse è meglio se ti riattacchi alla bottiglia...

Tracklist di Screamworks: Love In Theory & Practice

  • 01. In Venere Veritas   3:35
  • 02. Scared To Death   3:40
  • 03. Heartkiller   3:29
  • 04. Dying Song   3:32
  • 05. Disarm Me (With Your Loneliness)   4:01
  • 06. Love, The Hardest Way   3:19
  • 07. Katherine Wheel   3:26
  • 08. In The Arms Of Rain   3:46
  • 09. Ode To Solitude   3:58
  • 10. Shatter Me With Hope   3:51
  • 11. Acoustic Funeral (For Love In Limbo)   3:57
  • 12. Like St. Valentine   3:14
  • 13. The Foreboding Sense Of Impending Happiness   3:14


Discografia degli HIM

  • Greatest Love Songs Vol. 666  (1997 BMG)
  • Razorblade Romance (1999 Supersonic Records)
  • Deep Shadows And Brilliant Highlights (2001 GUN Records)
  • Love Metal (2003 BMG)
  • Dark Light (2005 Sire Records)
  • Venus Doom (2007 Sire Records)
  • Screamworks: Love in Theory and Practice, Chapters 1–13 (2010 Sire Records)


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ORIANTHI - BELIEVE

Saturday, 23 January 2010 18:00 by amaranth

orianthi believe front cover

  • Release Date: 26 Ottobre 2009
  • Etichetta: Geffen Records
  • Produttore: Chris Braide, David Eriksen, Thomas Eriksen, Josef Larossi, Andreas Romdhane

 

  • Orianthi - vocals, guitars

 

 

 

[voto:3.5]

Il destino è stato beffardo con Miss Orianthi Panagaris. Australiana, d'origine greca, a soli 24 anni già vanta un curriculum di tutto rispetto, avendo già nel proprio carniere collaborazioni con Prince, Eric Clapton, Santana, nonchè varie comparsate con gli ultimi American Idol Carrie Underwood (ormai in pianta stabile nella sua band) ed Adam Lambert. Tra tutte le collaborazioni quella più importante, quella che ha messo il nome di Orianthi sulla bocca di tutti, è stata quella con Michael Jackson (il quale ha sempre avuto gran gusto per chitarriste in gonnella vi dice niente il nome di Jennifer Batten?) in preparazione del tour mai partito di "This Is It". Un classico treno che avrebbe portato la biondocrinita guitarplayer a suonare in ogni angolo del globo. Insomma l'occasione di una vita, scemata per sempre con la morte del Re del Pop lo scorso giugno.

Oggi Orianthi pubblica il suo secondo disco "Believe" (il debutto indipendente Violet Journey è di qualche anno fa) che porta il marchio Geffen e può usufruire di tutto il battage promozionale possibile oltre ad una produzione a cinque stelle e il solito manipolo di hit-makers tra cui vale la pena segnalare Desmond Child ed Andreas Carlsson che firmano la bellissima "Bad News". Non siamo di fronte al classico disco studiato a tavolino, il talento c'è e si sente (a livello strumentale basta ascoltare il duello con il maestro Steve Vai in "Highly Strung") e canzoni come "According To You", "Believe" e "Suffocated" (rispolverata dal repertorio dei Sound The Alarm) sono pregevoli numeri di pop/rock con inserti di chitarra agili e ficcanti, tanto da fare Orianthi (che sfodera anche una voce niente male) una sorta di Avril Lavigne/Kelly Clarkson più rock con le virtù di un Joe Satriani.

Orianthi Rocks!

 

Tracklist di Believe

  • 01. According to You   (Steve Diamond, Andrew Frampton) 3:20
  • 02. Suffocated   (Joe Brule, Brian Chiusano, Colin Ellis, Cody Jancovic, Frederick Stephans) 3:03 (Sound The Alarm cover)
  • 03. Bad News   (Orianthi, Andreas Carlsson, Desmond Child) 3:10
  • 04. Believe   (Lars Halvor Jensen, Martin M. Larsson, Ronan Keating) 3:40
  • 05. Feels Like Home   (Orianthi, Anthony Mazza, Stefanie Ridel) 4:16
  • 06. Think Like a Man   (Orianthi, Martin Birley, Dana Calitri, Nina Ossoff) 3:36
  • 07. What's It Gonna Be   (Orianthi, Jimmy Messer) 2:49
  • 08. Untogether   (Orianthi, Jodi Marr, Greg Wells) 3:53
  • 09. Drive Away   (Orianthi) 4:17
  • 10. Highly Strung   (Orianthi, Steve Vai) 4:08
  • 11. God Only Knows   (Orianthi, David Bassett, Tommy Lee James, Stefanie Ridel) 3:55


Discografia di Orianthi

  • Violet Journey (2007 Universal)
  • Believe (2009 Geffen)


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ADAM LAMBERT - FOR YOUR ENTERTAINMENT

Friday, 8 January 2010 00:30 by amaranth

adam lambert for your entertainment front cover

  • Release Date: 23 Novembre 2009
  • Etichetta: RCA
  • Produttore: Rob Cavallo, Dr. Luke, Max Martin, Shellback, Greg Wells, Linda Perry, Jeff Bhasker, Ryan Tedder, Howard Benson

 

 

 

 

[voto: 3]

Pare che l'American Idol sia diventato il passaggio obbligatorio per scoprire nuovi talenti nel mondo della musica pop/rock. Una volta era il cantante a fare grande una band, buona o mediocre che fosse. Oggi invece il fenomeno, o meglio i fenomeni, sfornati dall’Idol, sono "personaggi" fatti e finiti con capacità vocali di prim’ordine, solisti su cui vengono cucite addosso delle canzoni, meglio se composte da hit-makers di grido!

Adam Lambert (superato all'ultima edizione dell'Idol da Kris Allen) è un cantante al di sopra delle righe, con un'immagine da pop star consumata. Eccessivo nelle pose quanto dotato da madre natura di un'espressività vocale fuori dal comune, ha conquistato oltre che milioni di spettatori dell'Idol anche un certo Brian May, che ne ha tessuto le lodi lasciando anche intravedere un futuro interessamento. Come dargli torto ascoltando la stupefacente "Music Again", il brano che tutti i wannebies "queeniani" vorrebbero scrivere da tempo… da Robbie Valentine ai Darkness.. ops il pezzo è proprio scritto da Justin Hawkins! Limite e forza allo stesso tempo di "For Your Entertainment", è l'enorme eterogeneità: si passa quindi con disinvoltura dal pop edulcorato ai ritmi dance (e tra i songwriters c’è anche Lady Gaga!) fino a tracce più rock oriented, con due gemme del calibro di "Soaked" (100% Muse composta per l'appunto dallo stesso Bellamy), e "Aftermath" un concentrato di esplosivo modern rock.

Il dispiegamento di forze in sede di produzione è a dir poco stellare (basta dare una sbirciata ai credits!), cosi come la "carne al fuoco" è fin troppa e disorienta l'ascoltatore da un brano all'altro. Ciò non toglie che "FYE" sia un disco che meriti tutta la vostra attenzione, non sia mai che Adam Lambert sappia stupirci con altri "effetti speciali" nell'immediato futuro!

 

Tracklist di For Your Entertainment

  • 01. Music Again   (Justin Hawkins, Rob Cavallo) 3:16
  • 02. For Your Entertainment   (Claude Kelly, Dr. Luke) 3:35
  • 03. Whataya Want From Me   (Pink, Max Martin, Johan Shellbeck) 3:47
  • 04. Strut   (Adam Lambert, Kara DioGuardi, Greg Wells) 3:29
  • 05. Soaked   (Matthew Bellamy, Rob Cavallo) 4:33
  • 06. A Loaded Smile   (Linda Perry) 4:04
  • 08. If I Had You   (Max Martin, Johan Shellback, Savan Kotecha) 3:48
  • 09. Pick U Up   (Rivers Cuomo, Greg Wells, Adam Lambert) 4:00
  • 10. Fever   (Lady Gaga, Jeff Bhasker) 3:26
  • 11. Sleepwalker   (Ryan Tedder, Aimee Mayo, Chris Lindsey) 4:25
  • 12. Aftermath   (Adam Lambert, Alisan Porter, Ferras, Ely Rise, Howard Benson) 4:26
  • 13. Broken Open   (Greg Wells, Adam Lambert, Evan Bogart) 5:03
  • 14. Time For Miracles   (Alain Johannes, Natasha Shneider, Rob Cavallo) Bonus Track 4:43
  • 15. Down The Rabbit Hole   (Adam Lambert, Evan Bogart, Greg Wells) iTunes Bonus Track 4.:04

 

Discografia di Adam Lambert

  • Take One (2009 RCA)
  • For Your Entertainment (2009 RCA)

 

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