JUST JINJER - JUST JINJER

Wednesday, 28 July 2010 17:30 by amaranth

 

  • Release Date: Jan 10, 2010
  • Label: Curb
  • Producer: Michael Lloyd / Ard Matthews

 

  • Style: Modern Melodic Rock
  • Related bands: U2, Vertical Horizon, Jeff Buckley

[Voto:4.00]

Intro
E se la nuova frontiera del rock fosse l'emisfero australe?

Best tracks
Time Of Your Life, What He Means, Steady, Home

Notes
Lo sostengo da anni, se vogliamo ascoltare quanto di meglio la musica Rock ci può offrire oggi, bisogna rivolgersi a band minori, meglio se provenienti da paesi lontani dall’asse anglo/americano/europeo. Nell’anno dei mondiali di calcio in Sudafrica, la vera rivelazione musicale di questo paese (per noi di weChameleon, altri vi avranno pompati a dismisura i The Parlotones) sono senza ombra di dubbio i Just Jinjer. Non è nè la prima nè l’ultima band interessante proveniente dall’emisfero australe, ricordo con piacere l’originalità dei Tribe After Tribe di Robbi Robb, o ancora in là nel tempo il prog/pomp degli Stingray, e per guardare al futuro all'orizzonte c'è il debutto, con tanto di produzione a cura del navigato Kevin Shirley, dei promettenti Prime Circle. I Just Jinjer sono un trio già attivo dalla metà degli anni novanta, con una folta discografia e un successo di vendite nel paese di origine con 250mila copia vendute. Emigrati prima in UK e ora in California si accasano oggi sotto la Curb Records e ri-editano il loro ultimo full-length album del 2006 aggiungendo una manciata di inediti per farne una release internazionale. Una ghiotta occasione per chi ama questo tipo di sonorità, un rock melodico a cavallo tra post grunge e frequenze modern, con canzoni che fanno perno su melodie mai stucchevoli o edulcorate. Seppur lo stile non sia originalissimo, i Just Jinjer hanno un approccio caldo a queste sonorità, figlio di un background culturale e sociale non proprio “convenzionale”, che si esplica in una sensibilità non solo sonora, ma fatta anche di liriche impegnate, che trasudano spiritualità, cantate dal bravissimo Ard Matthews, dotato di un timbro caldo e passionale. Personalità e canzoni ispirate, da ascoltare a tutto spiano, per una band tutta da scoprire, valida alternativa alle nuove proposte che spuntano come funghi dagli States o dall'Inghilterra spacciate come irrinuciabili new sensation. Austral Soul Rock.


Band

  • Ard Matthews (vocals, acoustic guitar)
  • Brent Harris (drums, vocals),
  • Denholm Harding (bass, vocals)


Tracklist

  • 01. Steady (4:06)
  • 02. Home  (3:44)
  • 03. Time Of Your Life (3:30)
  • 04. Can I Have More (3:43)
  • 05. She Knows (4:05)
  • 06. Milk & Honies (3:04)
  • 07. What He Means (4:47)
  • 08. Till I’m Done (3:37)
  • 09. The Spy Who Gave A Damn (4:05)
  • 10. Shine On You (3:56)
  • 11. Subject (4:37)
  • 12. Safer (3:46)
  • 13. Take Me There (4:50)

 

Discography

  • All Comes Round (1997)
  • Something for Now (1998)
  • Here's to You (1999)
  • Strange World (2000)
  • Greatest Hits (2001)
  • Bootleg Album (2004)
  • Just Jinjer (2006, Colossal)
  • Milk & Honies EP (2009, Curb)
  • Just Jinjer (International release) (2010, Curb)

 

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POETS OF THE FALL - TWILIGHT THEATER

Wednesday, 31 March 2010 01:30 by max.murgia

poets of the fall twilight theater

  • Release Date: 17 Marzo 2010
  • Etichetta: Insomniac
  • Produttore: Poets Of The Fall

 

  • Marko Saaresto - lead vocals, guitar
  • Olli Tukiainen - guitar
  • Markus Kaarlonen - keyboards


[Voto: 4]



E' con malcelato gaudio che accolgo la quarta release dei Poets Of The Fall, trio finlandese ben noto in seno ai patri confini ma pressoché sconosciuto nel resto del mondo, se non per aver prestato la propria musica ad un noto videogame.

Affascinato dalle vibrazioni autunnali evocate dal loro nome, approcciai senza grande aspettative il debut-album "Sign Of Life" solo per trovarmi tra le mani un gioellino rock che faceva fatica ad abbandonare il lettore. 5 anni e tre album dopo, la fascinazione non solo continua, ma viene ulteriormente consolidata da questo "Twilight Theater", intrigante fin dall'immagine di copertina, dalla quale occhieggia un inconsueto jester, strappato quasi di peso dall'iconografia neo-progressive.
Ma è l'album nella sua globalità che colpisce positivamente, risultando per quanto mi riguarda il loro parto meglio riuscito, in virtù di un song-writing maturo e melodico quanto basta per non scivolare nella banalità.

Una maggior raffinatezza di suoni, sostenuti in alcuni brani da un efficiente sottofondo di archi, ed una qualità complessiva decisamente elevata rendono "Twilight Theater" un disco di sostanza, emotivamente coinvolgente e musicalmente appagante.
Tra le dieci tracce incluse (buona la decisione di non strafare aggiungendo inutili fillers) risulta difficile indicare le migliori; diciamo che i miei gusti vengono maggiormente soddisfatti dall'opener "Dreaming Wide Awake", con quel chorus assassino che ti si stampa nella testa, dalla suadente "Given And Denied", vagamente in stile Marillion era-Hogarth, e dalla coinvolgente "War", liricamente forse quanto di meglio possano offrire i poeti autunnali.

Gran disco, purtroppo non facilmente reperibile sul mercato e quindi destinato ad un mercato di nicchia. Peccato, perché quanto di buona la band sta offrendo meriterebbe maggior visibilità.
In ogni caso, agli interessati sarà sufficiente una carta di credito ed un veloce passaggio sul loro sito. Se non altro, farete in modo che i vostri soldi finiscano direttamente nelle tasche della band.

Tracklist di Twilight Theater

  • 01. Dreaming Wide Awake   4:22   
  • 02. War   5:03   
  • 03. Change   4:43    
  • 04. 15 Min Flame   4:58    
  • 05. Given And Denied   4:15    
  • 06. Rewind   4:20    
  • 07. Dying To Live   3:44    
  • 08. You're Still Here   3:25    
  • 09. Smoke And Mirrors   5:15    
  • 10. Heal My Wounds   5:53    


Discografia dei Poets Of The Fall

  • Sign Of Life (2005 Insomniac)
  • Carnival Of Rust (2006 Insomniac)
  • Revolution Roulette (2008 Insomniac)
  • Twilight Theather (2010 Insomniac)


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FIREFLIGHT – FOR THOSE WHO WAIT

Wednesday, 24 March 2010 00:27 by maxare

fireflight for those who wait front cover

  • Release Date: 9 Febbraio 2010
  • Etichetta: Flicker Records
  • Produttore: Rob Hawkins

 

  • Dawn Michele – lead vocals
  • Justin Cox – guitar, background vocals
  • Glenn Drennen – guitar
  • Wendy Drennen – bass, background vocals
  • Phee Shorb - drums

[Voto: 3.5]

 

I Fireflight escono con la quarta release sulla lunga distanza e terza per la Flicker Records, nota etichetta cristiana: questo nuovo For Those Who Wait potrebbe avere un discreto successo in tutto il mondo ma, chissà perchè, il rock di matrice non secolare, al di fuori dei confini USA, non è praticamente considerato. Anzi, i pochi gruppi contemporanei che riescono a sfondare anche al di qua dell'oceano cercano spesso di scrollarsi di dosso l'etichetta di band cristiana, vedi gli esempi passati di Evanescence, P.O.D. e Switchfoot.

Diversi i pezzi da novanta in questo CD, come l'epica title track e opener, che inizia con un arrangiamento d'archi che mi ricorda vagamente una certa "Eleanor Rigby", il primo singolo "Desperate", che è entrato in heavy rotation in tutte le radio rock cristiane, l'orchestrale ballad "Name", che racconta di tragici accadimenti in ospedale o ancora la melodia urgente di "Core Of My Addiction".

La band è spesso e inevitabilmente comparata agli Evanescence, ma rispetto a questi ultimi ha mediamente più brani heavy rock in repertorio e meno ballad. Inoltre, dalla loro, questi cinque ragazzi della Florida hanno diversi fattori: una cantante straordinaria come la ventottenne Dawn Michele, dalla voce potente e pulita (a cui fa occasionalmente da contraltare quella del chitarrista Justin Cox), un muro sonoro di forte impatto grazie alla super produzione di Rob Hawkins e, non ultimo, il fatto che i testi non siano esplicitamente evangelici.

Insomma, un gruppo con tante doti, a cui manca giusto qualche melodia ancora più memorabile per fare il definitivo salto di qualità.

Vi segnalo, infine, un link dove potrete ascoltare l'album per intero: come sempre, se vi piace, compratelo!

Tracklist di For Those Who Wait

  • 01. For Those Who Wait   4:07
  • 02. Desperate   2:54
  • 03. Fire In My Eyes   2:59
  • 04. Core of My Addiction   3:14
  • 05. What I've Overcome   3:05
  • 06. Name   3:49
  • 07. New Perspective   3:20
  • 08. You Give Me That Feeling   3:23
  • 09. All I Need To Be   3:35
  • 10. Recovery Begins   4:54


Discografia dei Fireflight

  • Glam-rok (2002 Eight Track Records)
  • On The Subject Of Moving Forward EP (2004 Independent Release)
  • The Healing Of Harms (2006 Flicker Records)
  • Unbreakable (2008 Flicker Records)
  • For Those Who Wait (2010 Flicker Records)


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THE DREAMS - REVOLT

Friday, 5 March 2010 01:14 by madseason

the dreams revolt front cover

  • Release Date: 22 February 2010
  • Etichetta: Black Pelican Entertainment
  • Produttore: Chief 1

 

  • Hans Edward Andreasen - lead vocals, guitar
  • Heini Gilstón Corfitz Andersen - guitar, background vocals
  • Eirikur Gilstón Corfitz Andersen - bass, background vocals
  • Heini Mortensen - drums, percussion

 

[voto: 4]

I The Dreams sono una band di punky alternative rock, originaria delle Isole Fær Øer, in cui si è costituita nel 2004 per poi rilocarsi in Danimarca, assieme al fido produttore Chief 1, nel 2006.

Il loro primo album, "Tazy", è una raccolta di traditional della loro terra d'origine riadattate con spirito rock, mentre il primo disco di canzoni originali è "Den Nye By", pubblicato in Danimarca nel 2008 per l'etichetta indipendente Apache e cantato interamente in danese.
Non so nulla di questi primi due lavori a parte le note biografiche che ho letto in giro, quindi mi sono accostato a questo nuovo "Revolt" con orecchie vergini e una discreta dose di curiosità.

Per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, vi dico subito che questa volta il cantato è in lingua inglese: scelta che si è resa obbligatoria per poter puntare ad un mercato internazionale, come è intenzione dei 4 nordici e della nuova etichetta Black Pelican, che distribuisce l'album sfruttando i canali della Sony Denmark.

Mi piace l'attitudine dei Dreams: schietta e diretta come si conviene ad una punk band, anche se alle composizioni dei "rivoltosi" non mancano influenze più variegate, una certa scaltrezza tecnico-compositiva ed una buona dose di melodia che le rende fruibili da un pubblico eterogeneo.

Il primo singolo estratto da "Revolt", "Under The Sun" è, ad esempio, un rock melodico moderno debitore del sound dei The Rasmus, con l'addizione di una cantilena africana a dare un tocco esotico al brano, mentre il secondo singolo, nonché title track dell'album, è una sparata di melodic punk rock dal buon appeal commerciale. "We Are The Murderers" è un attacco frontale che incrocia i Lostprophets con i rocker americani Luna Halo. Curiosa "Black Sheep", un'incalzante marcetta da Oktoberfest con refrain tormentone, impreziosita da un assolo tagliente. "United We Fall" ha un gran tiro ma, tutto sommato, è trascurabile. "Not Sad Forever" è uno slow con un refrain che ibrida gli Hanoi Rocks e gli HIM (curiosamente, due band finniche), mentre "The Optimist" è un brano dall'ampio respiro melodico, tosto nella non banale costruzione. "Too Late To Cry", uno scandi-rock moderno e godibilissimo, lascia velocemente il posto all'elettropunk ipnotico di "This Is Not A Lovesong", cover di un pezzo del 1983 dei P.I.L. di Johnny Rotten; a chiudere questo lavoro arriva "Insomnia Suite", un brano di oltre 7 minuti che contiene tutti gli elementi che caratterizzano il sound di "Revolt": praticamente, una summa dell'album.

I The Dreams sono la prima vera sorpresa di questo inizio di 2010 e non esito un istante a caldeggiarveli.

Tracklist di Revolt

  • 01. Revolt   3:30
  • 02. We Are The Murderers   3:27
  • 03. Under The Sun   3:51
  • 04. Black Sheep   2:57
  • 05. United We Fall   3:17
  • 06. Not Sad Forever   3:25
  • 07. The Optimist   3:37
  • 08. Too Late To Cry   3:11
  • 09. This Is Not A Lovesong   2:13
  • 10. Insomnia Suite   7:09


Discografia dei The Dreams

  • Tazy (2006 Independent Release)
  • Den Nye By (2008 Apache Records)
  • Revolt (2010 Black Pelican)


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LIFEHOUSE – SMOKE AND MIRRORS

Monday, 1 March 2010 18:15 by maxare

lifehouse smoke & mirrors front cover

  • Release Date: 1 marzo 2010
  • Etichetta: Dreamworks/Geffen
  • Produttore: Jude Cole

 

  • Jason Wade - vocals, guitars
  • Ben Carey - guitars
  • Rick Woolstenhulme Jr. - bass
  • Bryce Soderberg - drums


[voto: 4.5]

Finalmente è giunto il momento per i Lifehouse di dare un naturale successore a quel "Who We Are" che, uscito ormai nel 2007, ha venduto più di tre milioni di copie nel mondo, mica noccioline di questi tempi.
Nel nuovo "Smoke & Mirrors" - di cui è stata rimandata più volte l’uscita - sono poche le novità introdotte: su tutte, l’ingresso ufficiale in formazione del chitarrista Ben Carey e l’aggiunta al songwriting di una spruzzatina di elettronica e di ritmi più "ballabili", come testimoniano le anthemiche "Here Today Gone Tomorrow" e "Halfway Gone", quest'ultima primo singolo estratto dall'album.

Anche questa volta il rocker di culto Jude Cole produce e scrive buona parte dell’album, tanto da poterlo considerare un membro aggiuntivo a tutti gli effetti.

Fin dalle note iniziali del disco, i Lifehouse lasciano intuire che non hanno intenzione di andare a caccia di melodie particolarmente ricercate, e non a caso si parte subito con una "All In" da cantare a squarciagola con le braccia alzate al cielo. Tuttavia, si può dire che siamo in presenza di un lavoro piuttosto vario: "Nerve Damage" è un blues moderno che parte da un arpeggio rubacchiato a "Stairway To Heaven" e giunge a un ritornello (appunto) nervoso; la title track, invece, è un midwestern rock nella più classica tradizione americana.
In "Had Enough" abbiamo addirittura una collaborazione in fase di scrittura con Richard Marx e, soprattutto, con Chris Daughtry, il quale impreziosisce uno dei pezzi più pregiati dell’album con una performance degna della sua discografia.

La voce graffiante di Jason Wade è, per chi scrive, tra le migliori del nuovo millennio: il trentenne californiano è in grado di cantare le tracce più rock con una grinta senza pari e, allo stesso tempo, sa dare calore alle ballad più intense, che su S&M non mancano di certo: "It Is What It Is" e "By Your Side" sono le più emozionanti, anche se nessuna delle due eguaglia la bellezza di "Broken" dal precedente album.

Chi ha amato "Who We Are" del 2007, non potrà fare a meno di apprezzare anche quest’ultima release che finirà, a meno di colossali sorprese, nella mia Top10 del 2010.


Tracklist di Smoke & Mirrors

  • 01. All In   (Jason Wade, Jude Cole) 3.54
  • 02. Nerve Damage   (Jason Wade, Jude Cole 4.27
  • 03. Had Enough   (feat. Chris Daughtry) (Jason Wade, Chris Daughtry, Richard Marx) 3.45
  • 04. Halfway Gone   (Jason Wade, Jude Cole, Kevin Rudolf, Jacob Kasher) 3.14
  • 05. It Is What It Is   (Jason Wade, Jude Cole) 3.20
  • 06. From Where You Are   (Jason Wade) 3.06
  • 07. Smoke & Mirrors   (Jason Wade, Jude Cole) 4.25
  • 08. Falling In   (Jason Wade, Kevin Rudolf) 3.44
  • 09. Wrecking Ball   (Jason Wade)  4.24
  • 10. Here Tomorrow Gone Today   (Jason Wade)  3.09
  • 11. By Your Side   (Jason Wade) 4.08
  • 12. In Your Skin   (Jason Wade, Jude Cole) 3.24


Discografia dei Lifehouse

  • No Name Face (2000 DreamWorks)
  • Stanley Climbfall (2002 DreamWorks)
  • Lifehouse (2005 Geffen)
  • Who We Are (2007 Geffen)
  • Smoke & Mirrors (2010 Geffen)


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