ROONEY - EUREKA

Monday, 2 August 2010 13:38 by maxare
 

 

  • Release Date: June 8, 2010
  • Label: California Dreaming Records
  • Producer: Rooney

 

  • Style: Pop Rock, Powerpop
  • Related bands: The Beatles, The Click Five, The Beach Boys, Weezer

[voto: 3.5][EN]

Intro
Little "power" and a lot of "pop" are included in the come back of the "When Did Your Heart Go Missing"’s band.

Best tracks
Holdin’ On, Not In My House, Don’t Look At Me, The Hunch

Notes
When I first listened to this new CD I was very disappointed from the overall album.
What I enjoyed from the first two albums seemed to have disappeared: (almost) no more sparkling songs accompanied by simple but memorable arrangements of keyboards and electric guitar, inspired by 70s and 80s sounds. The melodic and energetic songs of the last EP "Wild One" were just a beautiful memory.
Since the first single "I Can not Get Enough" I was unhappy, in fact I find it is one of the less successful pieces.
Finally, after many listenings to "Eureka", I concluded that, although it is not up to the Californian band previous production, we are facing a more than pleasant record.
Schwarzman and company certainly know their stuff when it comes to composing melodies that leave a mark, just hear the opener "Holdin 'On" or "Don’t Look At Me”.
The album as a whole is much more laid back and sunny than the previous ones, acoustic atmospheres and vocal melodies that bring to mind the Beatles, the Beach Boys and more generally the Westcoast bands of the 60s, are the leitmotif of almost the entire platter.
A slightly different trend comes thank to "The Hunch”, sung by drummer Ned Brower, the Billy Joel inspired "Go On" and "Not In My House" where peeps out the spirit of Marc Bolan.
Not Rooney’s best but a good job indeed.

 

Band

  • Robert Schwarzman – lead vocals, rhythm guitar
  • Ned Brower – drums, vocals
  • Taylor Locke - guitars
  • Matthew Winter - bass
  • Louie Stephens - keyboards

 

Tracklist

  • 01. Holdin’ On   4:07
  • 02. I Can’t Get Enough   3:06
  • 03. Only Friend   3:51
  • 04. Into The Blue  3:33
  • 05. All Or Nothing   3:55
  • 06. The Hunch   2:30
  • 07. I Don’t Wanna Lose You   3:10
  • 08. Stars And Stripes   4:00
  • 09. Go On   3:20
  • 10. You’re What I’m Looking For   3:37
  • 11. Not In My House  3:29
  • 12. Don’t Look At Me   3:59 

 

Discography

  • Rooney (2003 Geffen)
  • Calling The World (2007 Geffen)
  • Wild One EP (2009 Independent release)
  • Eureka (2010 California Dreaming Records)

 

Suggested links

 

Tags:   , , , , ,
Categories:   Acoustic Pop Rock | Pop Rock
Actions:   Share on facebook | Comments (0) | E-mail | Permalink | Post RSS

ROONEY - EUREKA

Monday, 2 August 2010 13:26 by maxare
 

 

  • Release Date: June 8, 2010
  • Label: California Dreaming Records
  • Producer: Rooney

 

  • Style: Pop Rock, Powerpop
  • Related bands: The Beatles, The Click Five, The Beach Boys, Weezer

[voto: 3.5][EN]

Intro
Poco “power” e molto “pop” nel come back della band di “When Did Your Heart Go Missing”.

Best tracks
Holdin’ On, Not In My House, Don’t Look At Me, The Hunch

Notes
Al primo ascolto di questo nuovo CD sono rimasto oltremodo deluso dall’andamento globale dell’album.
Quello che mi aveva fatto apprezzare i primi due album pareva essere scomparso: niente più (o quasi) frizzanti canzoni accompagnate da semplici ma memorabili arrangiamenti di tastiere e chitarre elettriche ispirati da sonorità a cavallo tra i ‘70 e gli ‘80. I melodici ma energici brani contenuti nell’ultimo EP “Wild One” erano solo un bel ricordo.
Già dal primo singolo “I Can’t Get Enough” sono rimasto scontento, infatti lo trovo uno dei pezzi meno riusciti.
Alla fine, ascoltando e riascoltando “Eureka”, sono giunto alla conclusione che, pur essendo inferiore alla precedente produzione della band californiana, siamo davanti a un disco più che gradevole.
Schwarzman e compagni sanno sicuramente il fatto loro quando si tratta di comporre melodie che lasciano il segno, vi basti ascoltare l’opener “Holdin’ On” o “Don’t Look At Me”.
L’album nel suo complesso è molto più rilassato e solare dei precedenti, atmosfere acustiche e melodie vocali che portano alla mente Beatles, Beach Boys e più in generale i gruppi WestCoast degli anni ’60, sono il leitmotiv di quasi tutto il platter.
A variare leggermente la tendenza del CD, ci sono “The Hunch”, se non altro perché cantata dal batterista Ned Brower, la billyjoeliana “Go On” e “Not In My House” in cui fa capolino lo spirito di Marc Bolan.
Non è il meglio dei Rooney ma rimane un buon lavoro, ad essere sinceri.

 

Band

  • Robert Schwarzman – lead vocals, rhythm guitar
  • Ned Brower – drums, vocals
  • Taylor Locke - guitars
  • Matthew Winter - bass
  • Louie Stephens - keyboards

 

Tracklist

  • 01. Holdin’ On   4:07
  • 02. I Can’t Get Enough   3:06
  • 03. Only Friend   3:51
  • 04. Into The Blue  3:33
  • 05. All Or Nothing   3:55
  • 06. The Hunch   2:30
  • 07. I Don’t Wanna Lose You   3:10
  • 08. Stars And Stripes   4:00
  • 09. Go On   3:20
  • 10. You’re What I’m Looking For   3:37
  • 11. Not In My House  3:29
  • 12. Don’t Look At Me   3:59 

 

Discography

  • Rooney (2003 Geffen)
  • Calling The World (2007 Geffen)
  • Wild One EP (2009 Independent release)
  • Eureka (2010 California Dreaming Records)

 

Suggested links

 

Tags:   , , , , ,
Categories:   Acoustic Pop Rock | Pop Rock | reviews
Actions:   Share on facebook | Comments (0) | E-mail | Permalink | Post RSS

DAVID FORD - LET THE HARD TIMES ROLL

Saturday, 13 February 2010 18:07 by madseason

david ford let the hard times roll front cover

  • Release date: 3 Febbraio 2010 (iTunes) - 15 Febbraio 2010 (cd)
  • Etichetta: The Magnolia Label
  • Produttore: David Ford

 

 

 

 

 

[voto: 4]

Come adoro i dischi che si recuperano al buio per due soldi, ispirati dalla copertina, o dal titolo dell'album, e che si rivelano delle autentiche chicche!

E' il caso del nuovo album di David Ford, artista inglese che ha nel suo carnet un'esperienza non esattamente memorabile come frontman degli Easyworld e tre studio album solisti, totalmente indipendenti. A dispetto del fatto che per i più sia il classico signor nessuno, in realtà David può vantare una voce bellissima, corposa, lievemente roca, e capacità di songwriter navigato che farebbero invidia a molti midwestern rocker americani.

Ed in effetti, sebbene Ford siano nato nel Kent e viva nel Sussex, la sua musica è affine a quella di artisti a stelle e strisce come Augustana, Will Hoge, Gin Blossoms, John Mellencamp, The Alternate Routes, Tom Petty, The Wallflowers. Insomma, american rootsy rock in cui gli effetti speciali delle grandi produzioni da classifica cedono il passo ad un sound schietto e vibrante, e i racconti di ragazzetti ipervitaminizzati che sognano puttanelle sculettanti con le tette rifatte fanno strada a storie mature, intimiste, mai noiose, con un'innervatura di ironia e malinconia che porta linfa vitale alla narrazione di ricordi emozionanti. "British hearts, American roads and Irish sadness", per dirla con le parole dello stesso cantautore.

Con il supporto della sua voce calda e di strumenti tradizionali - chitarra acustica, piano, basso, batteria, con qualche comparsata di violoncello, armonica a bocca, slide, contrabbasso acustico, lap steel - David Ford confeziona 13 canzoni appassionate e appassionanti, tra ballad elettroacustiche e rockers da saloon, tra numeri tinti di country-folk e melliflui slow con tutto il gusto del bourbon del Kentucky.

David è un perdente di lusso, di quelli a cui non si può non affezionarsi: dimostrategli tutta la vostra stima sganciando qualche svanzica per uno dei suoi lavori. Saprà ringraziarvi calorosamente, senz'altro.


Tracklist di Let The Hard Times Roll

  • 01. Panic   3:45
  • 02. Making Up For Lost Time   3:00
  • 03. Waiting For The Storm   4:44
  • 04. Surfin' Guantanamo Bay   2:21
  • 05. To Hell With The World   4:09
  • 06. Stephen   3:19
  • 07. Nothing At All   2:14
  • 08. Sylvia   2:58
  • 09. Meet Me In the Middle   3:50
  • 10. Missouri   1:30
  • 11. She's Not The One   3:38
  • 12. Hurricane   4:18
  • 13. Call To Arms   5:00


Discografia di David Ford

  • I Sincerely Apologise for All the Trouble I've Caused (2005 Independent Release)
  • Songs For The Road (2007 Independent Release)
  • Let The Hard Times Roll (2010 The Magnolia Label)


Link suggeriti

 

Tags:   , , ,
Categories:   Acoustic Pop Rock | Alternative Pop Rock | American Traditional Rock | reviews
Actions:   Share on facebook | Comments (0) | E-mail | Permalink | Post RSS

DASHBOARD CONFESSIONAL - ALTER THE ENDING

Saturday, 23 January 2010 18:45 by madseason

dashboard confessional alter the ending front cover

  • Release Date: 10 Novembre 2009
  • Etichetta: Vagrant Records - Universal Music 
  • Produttore: Butch Walker, Adam Schlesinger

 

  • Chris Carrabba - vocals, guitar
  • John Lefler - guitar, piano
  • Scott Schoenbeck - bass
  • Mike Marsh - drums

 

[voto:3.5]

Il mio primo pensiero all'ascolto del sesto album dei Dashboard Confessional è quello che Chris Carrabba non abbia preso bene il non eccellente successo commerciale del precedente "The Shade Of Poison Trees" e che abbia reagito scegliendo un approccio scaltro e sopra le righe per il suo nuovo lavoro.
D'altronde non ti porti a casa un produttore come l'ex-Marvelous 3 Butch Walker (Avril Lavigne, Lindsay Lohan, Pink, Katy Perry, Weezer, Fall Out Boy tra le sue infinite collaborazioni) se le intenzioni sono quelle di tenere un basso profilo.

La sfida di Chris è stata evidentemente quella di riuscire a riconquistare un posto al sole nelle classifiche di vendita - con una bella rimpolpata di portafoglio - mantenendo al contempo la credibilità acquisita negli anni.
La Top Ten di Billboard, il numero uno nelle chart canadesi e britanniche ed una popolarità in crescendo in Europa - tanto che il singolo "Belle Of The Boulevard" ha cominciato a fare proseliti anche da noi - suggeriscono che la prima parte della sfida è stata vinta.
E' la seconda parte che sta dando qualche grattacapo in più ai Dashboard: non sono pochi i fan della prima ora che hanno gridato al tradimento, accusando Carrabba di essersi messo in competizione con gli idoli pop dei teenager americani, sacrificando integrità e genuinità sull'altare del dio dollaro.

Io sono meno categorico e più accondiscendente nei confronti dell'ex-emo rocker della Florida (qualcuno si ricorda quando "emo" non era ancora e solo un termine modaiolo per descrivere il look dei ragazzini col ciuffo?).
In fondo la buona qualità del songwriting di Carrabba mi pare innegabile, e brani come "Get Me Right", "Belle Of The Boulevard", "I Know About You", "Alter The Ending", "The Motions", per quanto ruffiani, sono costruiti con abilità ed eseguiti con un'energia e un trasporto che dona loro una buona dose di credibilità.

Da rilevare che i Dashboard hanno pubblicato "Alter The Ending" anche in una deluxe edition che include un secondo cd in cui vengono riproposti tutti i brani dell'album in chiave acustica: forse solo una democristianata per tenersi buoni i fans più integralisti. Di certo c'è che, sulla scia di questo cd "alternativo", Chris Carrabba e John Leffler sono in tour con uno show dalla natura intima - solo voce, chitarra e pianoforte - che toccherà anche l'Italia con una data alla Salumeria della Musica di Milano, il prossimo 3 Febbraio. Un'ottima occasione per toccare con mano la reale consistenza della band, al di là delle superproduzioni da studio works.

 

Tracklist di Alter The Ending

  • 01. Get Me Right   3:15
  • 02. Until Morning   3:44
  • 03. Everybody Learns From Disaster   3:33
  • 04. Belle Of The Boulevard   4:02
  • 05. I Know About You   3:07
  • 06. Alter The Ending   3:24
  • 07. Blame It On The Changes   4:11
  • 08. Even Now   2:43
  • 09. The Motions   4:02
  • 10. No News Is Bad News   3:54
  • 11. Water And Bridges   3:36
  • 12. Hell On The Throat   3:10


Discografia dei Dashboard Confessional

  • The Swiss Army Romance (2000 Fiddler - Vagrant Records)
  • The Places You Have Come To Fear The Most (2001 Vagrant Records)
  • A Mark, A Mission, A Brand, A Scar (2003 Vagrant Records)
  • Dusk And Summer (2006 Vagrant Records)
  • The Shade Of Poison Trees (2007 Vagrant Records)
  • Alter The Ending (2009 Vagrant Records - Universal)


Link suggeriti

 

Tags:   , , , , ,
Categories:   Emo Rock | Pop Rock | Acoustic Pop Rock | reviews
Actions:   Share on facebook | Comments (1) | E-mail | Permalink | Post RSS

WILL HOGE - THE WRECKAGE

Sunday, 27 December 2009 16:58 by madseason

will hoge the wreckage front cover

  • Release Date: 29 Settembre 2009
  • Etichetta: Rykodisc Records
  • Produttore: Ken Coomer, Charlie Bracco
  • Mixing engineer: Jim Scott

 

  • Will Hoge - vocals, guitar
  • Devin Malone - electric guitar, pedal steel, mandolin, keyboards, vocals
  • Adam Beard - bass, trumpet, vocals
  • Sigurdur Birkis - drums

 

[voto: 4]

Will Hoge, trentaseienne da Nashville, Tennessee, è un artista esperto, sincero, diretto, senza fronzoli.
Le peculiarità della sua musica le ritroviamo tutte in questo nuovo "The Wreckage", titolo che fa riferimento al brutto incidente che Will ha avuto in scooter nell'agosto del 2008, mentre tornava a casa dallo studio presso cui stava preparando il suo disco.
Dopo una serie di operazioni e una lunga attività di fisioterapia, Hoge è tornato al suo lavoro, nella Primavera del 2009, provato nel fisico, ma non nello spirito.

Accostabile ad artisti di rock tradizionale americano come Bruce Springsteen, Tom Petty, The Wallflowers, Tony Carey e John Mellencamp, Will Hoge non smentisce neanche in questa occasione la sua attitudine schietta e genuina da autentico spirito libero, servendoci quaranta minuti di storie che raccontano amori persi e amori trovati, cuori infranti e cuori rappezzati, tra rockers ruvidi da viaggi senza fine su strade polverose, e ballate malinconiche da suonare attorno a un fuoco, con una chitarra acustica e una bottiglia di whiskey a portata di mano.

Will è un artista con un cuore grande così, innamorato del rock'n'roll come pochi: non snobbatelo, non lo merita.

 

Tracklist di The Wreckage

  • 01. Hard To Love   03:24
  • 02. Long Gone   02:52
  • 03. The Wreckage   03:33
  • 04. Favorite Waste Of Time   03:12
  • 05. Even If It Breaks Your Heart   03:44
  • 06. What Could I Do   04:29
  • 07. Goodnight Goodbye   04:25
  • 08. Just Like Me   03:28
  • 09. Highway Wings   03:25
  • 10. Where Do We Go From Down   03:45
  • 11. Too Late Too Soon   04:01


Discografia di Will Hoge

  • Spoonful - Tales Begin To Spin (1997 Independent Release)
  • Carousel (2001 Atlantic)
  • Blackbird On A Lonely Wire (2003 Atlantic)
  • The America EP (2004 Independent Release)
  • The Man Who Killed Love (2006 Independent Release)
  • Draw The Curtains (2007 Rykodisc)
  • The Wreckage (2009 Rykodisc)


Link suggeriti

Tags:   , , , , ,
Categories:   Acoustic Pop Rock | Alternative Pop Rock | Indie Pop Rock | American Traditional Rock | reviews
Actions:   Share on facebook | Comments (0) | E-mail | Permalink | Post RSS

THE ELMS - THE GREAT AMERICAN MIDRANGE

Sunday, 27 December 2009 15:15 by madseason

the elms the great american midrange front cover

  • Release Date: 15 Settembre 2009
  • Etichetta: Trust Incorporated
  • Produttore: Brent Milligan, The Elms
  • Mixer engineer: Adam Kasper
  • Mastering engineer: Bob Ludwig

 

  • Owen Thomas - vocals, guitar     
  • Thomas Daugherty - guitar, vocals Produced by Brent Milligan, The Elms
  • Nathan W. Bennett - bass, vocals  Label: Trust Incorporated
  • Christopher Thomas - drums, vocals

[voto: 4]

 

Quarto album per gli Elms, dall'Indiana, ed un ritorno in piena forma, dopo i dubbi suscitati da "The Chess Hotel", cd non pienamente riuscito.
Il titolo, "The Great American Midrange", è indicativo del contenuto lirico dell'album; gli Elms raccontano storie di vita vissuta in cui molti americani della lower middle class possono riconoscersi: non solo questioni sentimentali, ma anche la rabbia che scaturisce dalle frustrazioni della vita di tutti i giorni.

Ma il titolo è appropriato anche per il contenuto musicale: melodici rock anthemici, classici ed energici mid-tempo tinti di blues e di country, ballate pigre venate di soul, sonorità insomma che aiutano a definire la classe media americana.

Spesso paragonati ad artisti "rootsy" come Tom Petty, The Black Crowes e John Mellencamp, gli Elms ci mettono di loro versatilità e freschezza nell'approccio moderno al songwriting; ma mi piace anche evidenziare la qualità compositiva che si mantiene elevata per tutta l'opera.
Un disco che merita l'acquisto immediato da parte degli appassionati del genere e un approfondimento da parte di tutti gli altri.

 

Tracklist di The Great American Midrange

  • 01. Strut   3:25
  • 02. Unless God Appears First   4:15
  • 03. County Fair   2:47
  • 04. The Wildest Heart   3:58
  • 05. Long Gone   4:12
  • 06. The Shake   2:26
  • 07. The Good Guys   4:05
  • 08. The Little Ways   3:47
  • 09. Back To Indiana   3:30
  • 10. This Is How The World Will End   4:37
  • 11. Thunderhead   3:46
  • 12. A Place In The Sun   3:51

 

Discografia dei The Elms

  • The Elms EP (2000 EMI - Sparrow)
  • Big Surprise (2001 EMI - Sparrow)
  • Truth, Soul, Rock and Roll (2002 EMI - Sparrow)
  • The Chess Hotel (2006 Universal South)
  • The Great American Midrange (2009 Trust Incorporated)


Link suggeriti

Tags:   , , , ,
Categories:   Disco della settimana | Pop Rock | Acoustic Pop Rock | Rock | American Traditional Rock | reviews
Actions:   Share on facebook | Comments (0) | E-mail | Permalink | Post RSS