DEPSWA - DISTORTED AMERICAN DREAM Friday, 19 March 2010 00:30 by madseason

depswa distorted american dream front cover

  • Release Date: 16 Marzo 2010
  • Etichetta: Tears & Smiles Recordings
  • Produttore: Toby Wright, Logan Mader

 

  • Jeremy Penick - vocals, guitars
  • Dan Noonan - guitars
  • Ryan Burchfield - bass
  • Steve White - drums

[voto: 3.7][EN]

 

Gli alternative rockers Depswa si rivelarono al grande pubblico nel 2003 con "Two Angels And A Dream", un ottimo disco in cui le influenze del nu-metal imperante nel lustro precedente venivano mediate da un suono più rotondo, ricco di elaborate melodie e con refrain "larger-than-life", memorabili grazie anche ad una produzione dinamica e lussuosa, opera della star della consolle Howard Benson.

Purtroppo le vendite di TAaaD, che uscì per l'importante major Geffen, furono deludenti e la band, stante lo scarso supporto da parte dell'etichetta, decise di intraprendere la strada indipendente.
Ora, dopo varie vicissitudini e un paio di modifiche di lineup, il gruppo originario di Modesto (California) si ripresenta con un nuovo album (inteso originariamente come EP a 7 tracce) che esce proprio in questi giorni grazie alla label Tears & Smiles Recordings, creata dagli stessi artisti.

Questa volta alle manopole troviamo Toby Wright e Logan Mader, che non saranno famosi come Benson ma hanno l'esperienza e la destrezza necessaria per muoversi con successo anche in ambiti che non prevedono budget faraonici.

L'onore di battezzare il ritorno sulla scena dei Depswa tocca alla spiazzante titletrack, "Distorted American Dream": un incrocio di midwestern rock'n'roll e potente hard rock con tanto di armonica che lascia sorpresi i vecchi fan ma che è solo parzialmente indicativa della nuova strada intrapresa dalla band. Anzi, già dalla successiva "Right Now" si ritorna indietro di 7 anni, con quelle chitarre fragorose e quella ritmica devastante che ci avevano annichilito ai tempi di TAaaD, e che si alternano ai momenti più melodici impreziositi dalla bella voce stentorea ed emozionante di Jeremy Penick.
Discorso analogo si potrebbe fare con la successiva, cadenzata e obliqua "Take It Back" e con "The Biggest Part", fulgido esempio di potenza asservita alla melodia di classe.

E non ci si discosta molto da sonorità già sperimentate neanche con le power ballad "10 Kinds Of Lonely" e "Hold On".

Invece la heavy e ripetitiva "Performance After The Show" ci porta in territori inconsueti per i californiani, alla frontiera dello stoner rock, mentre "Would I Lie", altra traccia "sinistra", rincorre i fantasmi blues dei Blind Faith, ma con un extra quid di potenza e il marchio inconfondibile di Penick a sigillare un'altra performance di qualità.
"Peace And Serenity" ha un titolo che parla da solo: un brano acustico, delicato, tranquillo e malinconico che i Depswa scelgono per chiudere l'album così come l'avevano aperto, disorientandoci.

Insomma, più che un nuovo punto di partenza, questo comunque ottimo Distorted American Dream sembra una tappa intermedia per i californiani, un tassello nella fase evolutiva di una band affamata, in cerca di rivincite, ma anche di una nuova identità.


Tracklist di Distorted American Dream

  • 01. Distorted American Dream   3:38
  • 02. Right Now   3:40
  • 03. Take It Back   3:39
  • 04. 10 Kinds of Lonely   4:28
  • 05. Performance After The Show   3:47
  • 06. Would I Lie   4:00
  • 07. The Way I Am   3:31
  • 08. Hold On   4:01
  • 09. Cut You Out   3:53
  • 10. One Drop   3:36
  • 11. Down In A Hole   3:55
  • 12. The Biggest Part   3:16
  • 13. Peace & Serenity   3:01


Discografia dei Depswa

  • Faithless ep (2000 Independent Release)
  • Two Angels And A Dream (2003 Geffen Records)
  • Distorted American Dream (2010 Tears & Smiles Recordings)


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CHASEN - THAT WAS THEN, THIS IS NOW Saturday, 13 March 2010 17:00 by madseason

chasen that was then this is now front cover

  • Release Date: 9 Marzo 2010
  • Etichetta: INO Records - Columbia Sony
  • Produttore: Rob Hawkins
  • Mixing engineer: Ainslie Grosser

 

  • Chasen Callahan – lead vocals, guitar
  • Evan Silver – guitar, background vocals
  • Jared Barber – bass, background vocals
  • Aaron Lord – drums

[voto: 4]

Ci vorrebbe una bella carrettata di faccine sorridenti per descrivere la qualità di questo disco: varrebbero sicuramente più delle parole che sto per scrivere.

I Chasen vengono da Greenville, città di 50.000 anime della Carolina del Sud, e sono al loro esordio per la INO Records, etichetta di Nashville specializzata in CCM (Contemporary Christian Music), che gode dei canali di distribuzione della Sony.
Incidere per la INO vuol dire avere compagni di etichetta di successo come MercyMe, Decyfer Down, 33Miles, Building 429, The Afters, P.O.D., Stellar Kart e Flyleaf ma, credetemi, i Chasen non hanno nulla da invidiare a questi signori.

Intendiamoci, quello di Callahan e soci è pop rock, niente di rivoluzionario o particolarmente originale. No, pop rock e basta. Però lo sanno fare bene. Fottutamente bene (ok, non dovrei usare queste espressioni con un gruppo cristiano...). E con personalità e convinzione dei propri mezzi.
Basta ascoltare l'opener "Castaway", costruita su un trascinante riff di tastiere che, con il contributo delle chitarre e di una sezione ritmica pulsante, ci porta subito in territori da arena rock. Oppure il primo singolo, "On And On", con la sua bella trama acustica su cui si stende una linea melodica semplice ma avvincente, perfetta per i passaggi radio.

Il cantante e songwriter Chasen Callahan non fa nulla per nascondere il proprio credo nei testi delle dieci canzoni, ma il buon gusto ed il sound di derivazione secolare del gruppo diluiscono l'attitudine alla predica tipica di band di questo genere, rendendo le composizioni assolutamente digeribili anche a chi nutre diffidenza nei confronti del rock cristiano.

E d'altronde sarebbe un crimine rinunciare per "questioni di fede" a piccole gemme come la piano driven "Leave You Alone" o la hansoniana "One In A Million" .
Per non parlare dell'energica "Bullet", un anthem dal gran tiro e dalla costruzione squisita, o della oltremodo catchy "Eyes Of A Rescue", che non sfigurerebbe nel repertorio degli Switchfoot.

Mi fermo qui, le altre tracce scopritele voi dopo aver acquistato "That Was Then, This Is Now", un album che sarà tra i migliori del suo genere nel 2010.

Tracklist di That Was Then, This Is Now

  • 01. Castaway   3:13
  • 02. Love In Your Name   2:59
  • 03. On And On   3:36
  • 04. Leave You Alone   3:29
  • 05. Airplanes   3:42
  • 06. One In A Million   2:46
  • 07. Bullet   3:10
  • 08. Eyes Of A Rescue   3:17
  • 09. Slow Down   3:57
  • 10. There Is Love   4:01


Discografia dei Chasen

  • Another Way Of Life (2006 Independent Release)
  • Shine Through The Stars (2008 OMG Records)
  • That Was Then, This Is Now (2010 INO Records - Columbia)


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brothers at sea this is a redemption melody front cover

  • Release Date: 25 Febbraio 2010
  • Etichetta: Independent Release
  • Produttore: Kyle Black
  • Mixing engineer: Kyle Black

 

  • Carson Leith - vocals, guitar
  • Landon Maslyn - guitar, vocals
  • Jason Leith - keyboards, piano
  • Logan Post - bass
  • Hayden Coplen - drums

[voto: 3.5]
Carson, Landon, Jason, Logan e Hayden sono 5 amici losangeleni di neanche vent'anni che con "This Is A Redemption Melody" sono già alla seconda prova in studio, dopo il mini "Giants & Orphans" uscito sotto il monicker di Sun From Shadow due anni fa.

Quello che sorprende dei Brothers At Sea è come, nonostante la giovanissima età ed una identità musicale non ancora pienamente compiuta, siano in grado di comporre brani maturi, costruiti con abilità e confidenza nei propri mezzi, con arrangiamenti che la maggior parte delle band di liceali possono solo sognarsi.

Il sound del gruppo si muove su coordinate alternative rock e piano pop rock, con un debito da pagare a gruppi come Jimmy Eat World, The Fray, Jack's Mannequin e Better Than Ezra.

Personalmente ho un debole per il rock pulsante di "On My Shoulder" e per la delicata e bucolica "Sad Freedom", ma tutte e 5 le tracce che compongono questo ep hanno valore.
E considerato che i Brothers At Sea mettono a disposizione "This Is A Redemption Melody" per il download gratuito, l'imperativo diventa d'obbligo: scaricatelo!

 

Tracklist di This Is A Redemption Melody

  • 01. For Being Brave   03:38
  • 02. The Atlantic   03:45
  • 03. On My Shoulder   03:23
  • 04. Sun In Her Eyes   03:33
  • 05. Sad Freedom   04:34


Discografia dei Brothers At Sea

  • Giants & Orphans (2008 Independent Release) come Sun From Shadow
  • This Is A Redemption Melody (2010 Independent Release)


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ART OF CHAOS - DREAMS ep Sunday, 7 March 2010 20:36 by madseason

art of chaos dreams front cover

  • Release Date: 16 Febbraio 2010
  • Etichetta: Art Of Chaos
  • Produttore: Lee Miles

 

  • Brian Torres - vocals, guitar, bass, drums


[voto: 3.5]

 

 

 

Gli Art Of Chaos sono una rock band di Los Angeles che ha alle spalle un paio di EP e un full length indipendenti usciti tra il 2005 e il 2007.
Parlare di gruppo è forse un po' improprio, considerate le defezioni che hanno trasformato, sul finire del 2008, gli AoC in una one-man band in cui il cantante Brian Torres si occupa anche di tutti gli strumenti e del songwriting.

E' Brian stesso che ci spiega perchè ha ritenuto opportuno continuare la sua carriera artistica mantendendo l'attuale monicker: "Art of Chaos riflette la volontà di trovare la forza per continuare nel tuo lavoro. C'è ancora spazio per credere negli ideali dell'infanzia. Creare arte dal caos... La musica si crea prendendo gli aspetti negativi della vita, scoprendo in questi i risvolti positivi e, quindi, inseguirli. Voglio portare la gente a questa catarsi ed aiutarla a non sentirsi sola in questo universo travolgente."

Data per buona la mission di Torres, resta ora da capire con che strumenti intende portarla a termine.
Musicalmente parlando, "Dreams" è un EP di rock alternativo che fonde un sound più canonico con melodie talora oblique, talora sognanti, ma sempre aperte, a dare la portata della dimensione ambientale in cui si muovono i ritmi vibranti e gli anthem epici dei 6 brani inclusi.
Difficile trovare qualche esplicito riferimento a band similari. Si potrebbero citare gli Incubus per la loro capacità di rendere commerciale il loro tosto e intelligente alternative rock, gli Evanescence più slow per la spazialità e l'evocatività del sound, oppure pensare ad un ardito incontro tra la poesia di Jeff Buckley e il vigore di Alanis Morissette.

Comunque sia, questo è un EP di indubbio valore, e mi auguro già da ora un'ulteriore, definitiva evoluzione della "band" in vista del prossimo full length.


Tracklist di Dreams

  • 01. Dreams   5:05
  • 02. Tightrope   3:17
  • 03. Obsession (Surrender Me)   3:48
  • 04. Sweet Chariot   4:05
  • 05. Just Like You   3:28
  • 06. Hide And Seek   4:57


Discografia degli Art Of Chaos

  • Art Of Chaos EP (2005 Independent Release)
  • Lucid EP (2006 Independent Release)
  • Crimson And Catharsis (2007 Independent Release)
  • Dreams EP (2010 Independent Release)


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THE DREAMS - REVOLT Friday, 5 March 2010 01:14 by madseason

the dreams revolt front cover

  • Release Date: 22 February 2010
  • Etichetta: Black Pelican Entertainment
  • Produttore: Chief 1

 

  • Hans Edward Andreasen - lead vocals, guitar
  • Heini Gilstón Corfitz Andersen - guitar, background vocals
  • Eirikur Gilstón Corfitz Andersen - bass, background vocals
  • Heini Mortensen - drums, percussion

 

[voto: 4]

I The Dreams sono una band di punky alternative rock, originaria delle Isole Fær Øer, in cui si è costituita nel 2004 per poi rilocarsi in Danimarca, assieme al fido produttore Chief 1, nel 2006.

Il loro primo album, "Tazy", è una raccolta di traditional della loro terra d'origine riadattate con spirito rock, mentre il primo disco di canzoni originali è "Den Nye By", pubblicato in Danimarca nel 2008 per l'etichetta indipendente Apache e cantato interamente in danese.
Non so nulla di questi primi due lavori a parte le note biografiche che ho letto in giro, quindi mi sono accostato a questo nuovo "Revolt" con orecchie vergini e una discreta dose di curiosità.

Per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, vi dico subito che questa volta il cantato è in lingua inglese: scelta che si è resa obbligatoria per poter puntare ad un mercato internazionale, come è intenzione dei 4 nordici e della nuova etichetta Black Pelican, che distribuisce l'album sfruttando i canali della Sony Denmark.

Mi piace l'attitudine dei Dreams: schietta e diretta come si conviene ad una punk band, anche se alle composizioni dei "rivoltosi" non mancano influenze più variegate, una certa scaltrezza tecnico-compositiva ed una buona dose di melodia che le rende fruibili da un pubblico eterogeneo.

Il primo singolo estratto da "Revolt", "Under The Sun" è, ad esempio, un rock melodico moderno debitore del sound dei The Rasmus, con l'addizione di una cantilena africana a dare un tocco esotico al brano, mentre il secondo singolo, nonché title track dell'album, è una sparata di melodic punk rock dal buon appeal commerciale. "We Are The Murderers" è un attacco frontale che incrocia i Lostprophets con i rocker americani Luna Halo. Curiosa "Black Sheep", un'incalzante marcetta da Oktoberfest con refrain tormentone, impreziosita da un assolo tagliente. "United We Fall" ha un gran tiro ma, tutto sommato, è trascurabile. "Not Sad Forever" è uno slow con un refrain che ibrida gli Hanoi Rocks e gli HIM (curiosamente, due band finniche), mentre "The Optimist" è un brano dall'ampio respiro melodico, tosto nella non banale costruzione. "Too Late To Cry", uno scandi-rock moderno e godibilissimo, lascia velocemente il posto all'elettropunk ipnotico di "This Is Not A Lovesong", cover di un pezzo del 1983 dei P.I.L. di Johnny Rotten; a chiudere questo lavoro arriva "Insomnia Suite", un brano di oltre 7 minuti che contiene tutti gli elementi che caratterizzano il sound di "Revolt": praticamente, una summa dell'album.

I The Dreams sono la prima vera sorpresa di questo inizio di 2010 e non esito un istante a caldeggiarveli.

Tracklist di Revolt

  • 01. Revolt   3:30
  • 02. We Are The Murderers   3:27
  • 03. Under The Sun   3:51
  • 04. Black Sheep   2:57
  • 05. United We Fall   3:17
  • 06. Not Sad Forever   3:25
  • 07. The Optimist   3:37
  • 08. Too Late To Cry   3:11
  • 09. This Is Not A Lovesong   2:13
  • 10. Insomnia Suite   7:09


Discografia dei The Dreams

  • Tazy (2006 Independent Release)
  • Den Nye By (2008 Apache Records)
  • Revolt (2010 Black Pelican)


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TURIN BRAKES - OUTBURSTS Wednesday, 3 March 2010 01:45 by madseason

turin brakes outbursts front cover

  • Release Date: 1 Marzo 2010
  • Etichetta: Cooking Vinyl
  • Produttore: Turin Brakes

 

  • Olly Knights - vocals, guitars
  • Gale Paridjanian - vocals, guitars

[voto: 3.5]

 

 


I Turin Brakes sono spesso stati comparati alle molte band di stampo acustico emerse sul finire degli anni 90, come Elbow, Puressence e Starsailor, sicuramente per "colpa" del primo album, quel "The Optimist LP" che portava un contributo elettrico piuttosto modesto. Ma i TB hanno costantemente cercato di evolvere il proprio sound: già il secondo album "Ether Song" presentava molte più chitarre elettriche, oltre che ad un suono meno solare. Il terzo lavoro, "JackInABox" era una sintesi dei primi due, con l'aggiunta di qualche influenza funky. Il successivo "Dark On Fire" presentava una produzione più brillante e corposa, nonostante fosse un disco registrato prevalentemente in presa diretta davanti ad un'audience.

Su questo nuovo "Outburst", scritto, suonato e prodotto quasi interamente da Olly e Gale, i due britannici di Balham (Londra) riscoprono il sound dell'esordio, acustico, malinconico e meditativo, senza perdere la sensibilità pop che ha fatto la fortuna della loro hit "Painkiller" (dal secondo album).
Ora i TB, giunti alla piena maturità artistica, possono finalmente lasciare da parte le politiche commerciali delle case discografiche e le conseguenti ricche produzioni - un inutile orpello per il loro sound - e concentrarsi sulla loro ispirazione originale, su quella spontaneità che aveva così ben caratterizzato "The Optimist".

Il brano d'apertura di Outburst, nonché primo singolo "Sea Change", dà il via ad una collezione di brani apparentemente semplici, immediati, ma che rivelano, ascolto dopo ascolto, nuove sfumature e una profondità che sfugge alla prima impressione.
"Sea Change" è aperta da chitarrine acustiche che intessono una classica trama folk, che le voci e le percussioni conducono successivamente in territori "Fleetwood Mac", in un piacevolissimo crescendo epico. Crescendo che caratterizza anche la deliziosa e vigorosa (in termini turinbrakesi, si intende) "Rocket Song", mentre la successiva "Paper Heart" è un delicato valzer che ben rappresenta la capacità della band di costruire ballate intense e non banali.
"Will Power" rivela influenze U2, con il suo svolgimento alla "With Or Without You"; più avanti nella scaletta, "Never Stops" ibrida il sound classico del gruppo con sonorità country, mentre in "The Letting Down" è un gospel quasi sussurrato a lasciare il suo marchio su una linea melodica blues.

Le altre chicche del disco ve le lascio scoprire da soli, con un'avvertenza per quei frequentatori di weChameleon avvezzi a sonorità ben più fragorose: approach with care!


Tracklist di Outbursts

  • 01. Sea Change   4:02
  • 02. Mirror   2:56
  • 03. Rocket Song   3:23
  • 04. Paper Heart   3:46
  • 05. The Invitation   3:29
  • 06. Will Power   3:59
  • 07. Apocolips   3:39
  • 08. Embryos   3:11
  • 09. Never Stops   4:11
  • 10. The Letting Down   4:03
  • 11. Radio Silence   4:06
  • 12. Outbursts   5:05


Discografia dei Turin Brakes

  • The Optimist LP (2001 Source/Astralwerks)
  • Ether Song (2003 Source/Astralwerks)
  • JackInABox (2005 Source/Astralwerks)
  • Dark On Fire (2007 Source/Astralwerks)
  • Outbursts (2010 Cooking Vinyl)


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STARFIELD - THE SAVING ONE Sunday, 28 February 2010 15:00 by madseason

starfield the saving one front cover

  • Release date: 23 Febbraio 2010
  • Etichetta: Sparrow Records
  • Produttore: Ian Eskelin, Starfield

 

  • Tim Neufeld - lead vocals, guitars
  • Jon Neufeld - guitars, vocals
  • James Johnston - bass
  • Dave Lalonde - drums

 


[voto: 2.5]

La recensione del nuovo album degli Starfield mi dà l'occasione di spendere due parole sul rock d'ispirazione cristiana, movimento che origina alla fine degli anni '60 del novecento in contrapposizione al rock secolare, la "musica di satana" per antonomasia, e si consolida nel tempo grazie ad artisti dal rilevante successo commerciale, come Petra, Stryper, Amy Grant, White Heart, Jars Of Clay, Creed, Skillet e tanti altri.
Un fenomeno che, nella conservatrice America del nord, terra in cui i pastori evangelici proliferano come ratti, assume dimensioni tali da portare Billboard a includere, negli anni 80, tra le sue chart, anche classifiche dedicate esplicitamente ad artisti cristiani.

Tra questi, è opportuno fare un distinguo tra quelli che citano esplicitamente nei loro testi il proprio credo, si considerano parte dell'industria cristiana contemporanea (CCM) e, cucendosi addosso un ruolo evangelico, suonano prevalentemente per il mercato cristiano; e quelli che, pur avendo radici non secolari e scrivendo spesso brani dal contenuto spirituale, considerano il loro mercato di riferimento quello "laico" e si rivolgono ad un'audience che trascende i confini religiosi (vedi Switchfoot, Evanescence, Creed, in una certa misura anche Collective Soul e Lifehouse).

I canadesi Starfield appartengono alla prima categoria, e d'altronde i titoli delle loro canzoni ("No Other Saviour", "Rediscover You", "Glory Is Rising"...) lasciano pochi dubbi in merito.
Provo a valutare il loro sound scorporandolo dalle liriche intrise di fede: sicuramente siamo al cospetto di brani di valido pop-rock radiofonico contemporaneo, spesso anthemico, in qualche caso più intimistico, brillantemente eseguiti, con arrangiamenti impeccabili e una produzione allo stato dell'arte. Insomma, musica che farà la felicità di chi ama artisti come Building 429, MercyMe, Across The Sky, Matthew West e Julian Drive.

Personalmente, trovo quest'attitudine da predicatori alla lunga stucchevole, e mi chiedo fino a che punto si tratti di sincera ispirazione che viene dai Cieli e se non sia piuttosto una mossa scaltra per mantenersi ben ancorati ad un mercato importante come quello della CCM.


Tracklist di The Saving One

  • 01. The Saving One   4:05
  • 02. Rediscover You   3:19
  • 03. Declaration Of Dependence   4:21
  • 04. No Other Saviour   4:22
  • 05. Something To Say   3:52
  • 06. Absolutely   3:58
  • 07. Overwhelm   3:57
  • 08. Top Of Our Lungs   3:15
  • 09. Glory Is Rising   3:42
  • 10. I Need A Father   3:27


Discografia degli Starfield

  • Starfield (2004 Sparrow Records)
  • Beauty In The Broken (2006 Sparrow Records)
  • I Will Go (2008 Sparrow Records)
  • The Saving One (2010 Sparrow Records)


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ERIK HASSLE - PIECES Saturday, 27 February 2010 16:00 by madseason

erik hassle pieces front cover

  • Release Date: 22 Febbraio 2010
  • Etichetta: Universal Island Records

 

[voto: 3]

 

 

 

 


Lo svedesotto Erik Hassle, forte dei consensi ricevuti in patria, prova a conquistare anche i mercati internazionali riproponendo a beneficio di tout le monde il suo debut album dell'anno scorso rafforzato da 4 tracce remixate ed una "brand new".
Erik è un ventunenne cantante/compositore originario di Katrineholm (paese a 150 Km sud-ovest di Stoccolma), londinese di stanza, che prova a distinguersi dalla selva di artisti (o pseudo tali) da chart mainstream, facendo leva sulla sua bella voce soul e su un songwriting elettropoprock, molto pop e poco rock, piuttosto scaltro ed arricchito da una produzione davvero grassa.

E' evidente che l'album ha come ascoltatori di riferimento i giovani in età da college, gente che può identificarsi in testi come "You don't know what you got till you're missing it a lot, I had to go throw it away, I was wrong from the start, from the bottom of my heart I apologize" (dal primo singolo "Hurtful", pubblicato lo scorso 8 Febbraio).
Ma è altrettanto evidente che "Pieces" è ricco di pezzi radiofonici molto catchy, costruiti su melodie cangianti che sfociano in grandi refrain che catturano all'istante qualsiasi ascoltatore, anche chi è solitamente avvezzo a sonorità più "adult oriented". Un paio di esempi? L'ironica "Don't Bring Flowers After I'm Dead", l'irresistibile opener "Bump In The Road" o la stessa "Hurtful".

Poi ci sono un paio di tracce in cui i produttori calcano troppo la mano e, con l'ansia di vendere un prodotto più che corroborare il sound di un artista, tirano fuori linee di basso ultramarcate, batterie sintetiche che pestano sopra le righe ed improbabili giri di synth che possono andare bene giusto in una discoteca tamarra della bergamasca. Ascoltate "Standing Where You Left Me" per credere.

Comunque sia, Erik Hassle è un giovane artista interessante. Lo affiancherei a un songwriter di peso, che lo aiuti a sviluppare il suo stile, e ad un buon parrucchiere, che gli sfoltisca quel ridicolo ciuffo che sfugge alla legge di gravità.


Tracklist di Pieces

  • 01. Bump In The Road   (Grizzly, Mack, Hassle) 4:00
  • 02. Hurtful   (Grizzly, Mack, Tommy Tysper, Hassle) 3:03
  • 03. Don't Bring Flowers (New Mix)   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:15
  • 04. Isn't It Obvious   (Fredrik Berger, Hassle) 3:26
  • 05. The Thanks I Get (New Mix)   (Grizzly, Hassle, Tysper, Mack) 4:33
  • 06. Standing Where You Left Me   (L. Kronlund, Grizzly, Hassle, Tysper, Mack) 3:20
  • 07. Bitter End (New Mix)   (Hassle, Tysper) 3:53
  • 08. First Time   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:05
  • 09. Love Me To Pieces   (Hassle, Tysper, Max Martin, Mack) 3:09
  • 10. Wanna Be Loved (New Mix)   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:59
  • 11. Back To Bed   (Berger, Grizzly, Hassle) 4:02
  • 12. Amelia   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:14


Discografia di Erik Hassle

  • Hassle (2009 Artist Company Ten)
  • Pieces (2010 Universal Island Records)


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