WE WILL ROCK YOU - THE MUSICAL Thursday, 24 December 2009 15:26 by maxare

we will rock you the musical flyer

"We Will Rock You", scritto da Ben Elton in collaborazione con i Queen superstiti Brian May e Roger Taylor, ha debuttato sui palcoscenici londinesi nel maggio del 2002 ed è tuttora in programmazione, oltre che al Dominion Theatre (dove è diventato il musical più rappresentato di sempre dello stesso teatro), in diversi Paesi europei.
E, finalmente, dal 4 dicembre, il musical ispirato a uno dei gruppi rock giustamente più amati di tutti i tempi è arrivato anche in Italia.
Devo ammettere che mi sono recato al Teatro Allianz con più di un pregiudizio, prima di tutto perchè quanto avevo letto della trama non brillava certo per originalità, secondo perchè Italia e Rock sono spesso due parole che non vanno d'accordo e infine, perchè, a priori, i musical mi spaventano un po', ho sempre paura che siano di una noia mortale. Certo, anche il fatto che ci fossero due canzoni "tradotte" in italiano non mi ha aiutato.
Fortunatamente tutti i miei pregiudizi sono stati smentiti e "We Will Rock You" si è rivelata una produzione divertente (demenziale direi), ben recitata e soprattutto ottimamente cantata.
L'adattamento italiano è stato fatto in maniera molto piacevole con continui riferimenti a canzoni e personaggi della musica popolare italiana, riferimenti che se fossero stati mantenuti in originale non avrebbero avuto alcun senso per la maggior parte degli spettatori.
Tutti i protagonisti hanno delle voci notevoli che meriterebbero forse più notorietà, in particolare spiccano su tutti Valentina Ferrari nella parte di Killer Queen e Salvo Vinci nella parte di Galileo Figaro, il protagonista principale.

La trama:
attorno al 2300, l'Italia è diventata il fulcro del pianeta Terra, rinominato pianeta Mall e controllato dalla multinazionale GlobalSoft; il divertimento è omologato e l'unica musica ascoltabile è la Musica Elettronica Registrata Da Anonimi, il rock è bandito come anche qualsiasi strumento musicale.
Galileo Figaro e la sua nuova amica Scaramouche sono due ragazzi che si ribellano a tutto ciò e in virtù delle visioni auditive di Galileo iniziano un cammino che li porta a incontrare casualmente la banda dei Bohemians, un gruppo di ragazzi i quali hanno preso i nomi delle rockstar trovati nei manifesti pubblicitari dei concerti del XX° secolo e che vivono nell'attesa del loro "messia", colui che li porterà al "living rock", ove si narra che alcuni strumenti musicali giacciano ancora nascosti.

La scelta delle canzoni è piuttosto ben bilanciata tra il repertorio degli anni '70 e quello degli anni '80 con quasi tutti classici (inutile citarli) e un paio di sorprese come "Headlong" e stacchi strumentali presi da "Death On Two Legs" e "Ogre Battle". Gli arrangiamenti sono stati leggermente modificati ma con gusto e qualche testo è stato riadattato, seppur in minima parte, per essere più in sintonia con la trama.
Le due canzoni tradotte in italiano sono "Radio Ga Ga" e "No One But You (Only The Good Die Young)"; se la prima è passabile anche in italiano, pur non essendo tra le mie canzoni preferite dei Queen, la seconda rivela ancora di più della versione in inglese la sua scarsa originalità, sembra una canzone degna del peggior Sanremo. D'altronde è utile alla trama in un momento in cui viene rivolto un omaggio a tutte le rockstar prematuramente scomparse come Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Michael Jackson e, ovviamente, Freddie Mercury.

La live band è veramente in gamba ed è stata nascosta tutto il tempo, si è fatta vedere solo verso la fine dello spettacolo (che, pausa compresa, è durato ben 2 ore e 40), forse un po’ più di spazio visivo se lo sarebbero meritato anche se avrebbero distratto dalla storia.
Nota di colore: il chitarrista, già presente nel cast canadese e invitato direttamente da Brian May a far parte di quello italiano, è Tristan Avakian, noto per aver suonato nella cult AOR band Red Dawn autori di un unico e ambito album.

I veri fan dei Queen non avranno certo bisogno del mio incoraggiamento per recarsi a vedere “We Will Rock You”, ma a tutti gli altri che, bene o male, conoscono e amano le canzoni del gruppo inglese consiglio vivamente di affrettarsi a comprare i biglietti, le date a disposizione in cartellone non sono molte:

 

  • dal 4 al 30 dicembre: Allianz Teatro, Milano
  • dal 27 al 31 gennaio: Teatro Rossetti, Trieste
  • dal 4 al 7 febbraio: Teatro Europa, Bologna
  • dall’11 al 21 febbraio: Teatro Brancaccio, Roma


Link suggeriti

[voto: 4]

THE QUEEN KILLING KINGS - TIDAL EYES Monday, 21 December 2009 22:29 by amaranth

the queen killing kings tidel eyes front cover

  • Release Date: 14 Luglio 2009
  • Etichetta: Wind-up Records
  • Produttore: Jason Finkel

 

  • Coley O'Toole - lead vocals, piano
  • Zac Clark - organ, vocals
  • Joe Ballaro - bass
  • Dan Duggins - drums

 

[voto:5]

Guardando la cover di “Tidal Eyes”, debutto degli americani dal pomposo monicker The Queen Killing Kings, è facile immaginarsi un qualsiasi disco di prog freakettone, dal sound datato e dalle composizioni elefantiache. La verità? I QKK suonano un eclettico piano rock, in cui le chitarre sono bandite e il piano (insieme ad un hammond!) non tratteggia solo melodie ma svolge un ruolo ritmico di prim’ordine, imbastendo un sound dai retaggi progressivi, a tratti solenne ed epico, che non disdegna aperture riflessive e dark.

L’opener “Dark Hearts” dall’incedere epico, frulla in un'unica miscela Atomic Rooster e Black Widow (non deliberatamente voluti ma si sentono!) con il singer Corey O'Toole che canta come se David Byron (Uriah Heep) fosse alle prese con un brano dei Dredg! Piano rock anni settanta, che suona fresco e al passo con i tempi, con il piglio di tanto modern rock “pianistico” (o preferite come etichetta modern pomp rock?) in linea con entità sonore quali Something Corporate/Jack’s Mannequin, Keane, Dropping Daylight e Death Cab For Cuties. Canzoni brevi ed essenziali ma dall'alta carica descrittiva, tanto che pezzi quali "Reinvented Language",  "Ivory", "Naked In The Rain", non sfigurerebbero affatto come soundtrack di uno stop motion timburtoniano!

Una band dall'enorme potenziale, che con la giusta promozione (Tidal Eyes è marchiato Wind-up Records) potrebbe davvero diventare la prossima next big thing sulla bocca di tutti. Uno dei dischi più originali di questo 2009.

 

Tracklist di Tidal Eyes

  • 01. Dark Hearts   3:17
  • 02. Like Lions   3:56
  • 03. Ivory   2:47
  • 04. Reinventing Language   3:33
  • 05. Into the Woods   2:49
  • 06. Naked in the Rain   2:28
  • 07. This Night   4:05
  • 08. Birds with Iron Wings   2:51
  • 09. The Streets   3:16
  • 10. Strangers in Love   3:04
  • 11. Warden   3:33

 

Discografia dei The Queen Killing Kings

  • The Queen Killing Kings - Tidal Eyes (2009 Wind-up Records)

 

Link suggeriti

 

editors in this light and on this evening front cover

  • Release Date: 12 Ottobre 2009
  • Etichetta: Kitchenware Records
  • Produttore: Flood

 

  • Tom Smith - lead vocals, keyboards, rhythm guitar
  • Chris Urbanowicz - lead guitar, synthesizer
  • Russell Leetch - bass
  • Edward Lay - drums

 

 

[voto:4]Sarà la vicinanza del Natale che mi rende particolarmente sentimentale o forse è solo il fatto che sono donna e quindi geneticamente predisposta a vivere ascoltando molto il cuore e le sensazioni. La musica oltre che passione è anche amore e in questo caso mi sento di paragonare In This Light And On This Evening, l'ultimo album degli Editors, a un corteggiatore insistente. Non conquista al primo ascolto, soprattutto se si era già affezionati ai primi due album, ma non è nemmeno così deludente da riporlo in un cassetto e dimenticarlo. Si ha subito voglia di ascoltarlo di nuovo e di nuovo ancora. Forse nella speranza di capire il perché le chitarre, che dal primo attacco urlavano "Editors!", siano quasi sparite. In This Light And On This Evening è un amante che ci spiazza mostrandoci un lato sconosciuto, inaspettato, ma che lentamente ci conquista e diventa affascinante e indispensabile per le nostre orecchie.

La voce di Tom Smith, a mio parere tra le migliori della nuova scena musicale, ci guida attraverso le nove tracce dell'album accompagnata da tastiere e sintetizzatori parlandoci di morte, Dio, dolore, sangue e delusioni. Tutti temi da sempre molto cari al gruppo londinese che nella loro tendenza a trattare argomenti tenebrosi lasciano intravedere qua e là un raggio di luce, forse a causa della loro profonda ammirazione per i R.E.M. che in quanto paladini della speranza si sentirebbero tranquilli anche di fronte alla fine del mondo. Gli Editors restano però più cupi sia nei testi che nelle musiche per comunicare un profondo senso di disagio e alienazione comune a molti. Chi di noi non ha mai pensato almeno una volta nella vita "I don't wanna be left out, or get fucked" come recita un verso di "Eat Raw Meat = Blood Drool", decisamente tra le migliori dell'album. Essenziale nel testo, ma sicuramente d'effetto. E' il brano che evoca le immagini più forti del cd, in pieno stile Editors. Le mosche attirate dal sangue che cola dalla bocca mentre viene masticata carne cruda non sembra certo un'illustrazione tratta da un libro di favole per bambini.

E' pero nei cinque cuttings pubblicati nell'ormai d'obbligo special edition che troviamo i pezzi migliori. Il basso in A Life As A Ghost fa rivoltare le budella (tanto per restare in tema) e lo sfogo di chitarre, tenute troppo in disparte per tutto l'album, in This House Is Full Of Noise soddisfa tutta la nostalgia maturata per loro dall'ascolto della prima traccia.

A questo punto la fase di innamoramento è conclusa e mette in mostra i suoi risultati. In This Light finisce sul lettore mp3 in modalità repeat.

 

Tracklist di In This Light And On This Evening

Disc 1

  • 01. In This Light And On This Evening   4:23
  • 02. Bricks & Mortar   6:23
  • 03. Papillon   5:26
  • 04. You Don't Know Love   4:41
  • 05. The Big Exit   4:46
  • 06. The Boxer   4:42
  • 07. Like Treasure   4:54
  • 08. Eat Raw Meat = Blood Drool   4:55
  • 09. Walk The Fleet Road   3:47


Disc 2 (deluxe edition)

  • 01. This House Is Full Of Noise   6:23
  • 02. I Want A Forest   4:00
  • 03. A Life As A Ghost   4:35
  • 04. Human   3:14
  • 05. For The Money   5:53

 

Discografia degli Editors

  • The Back Room (2005 Kitchenware Records)
  • An End Has A Start (2007 Kitchenware Records)
  • In This Light And On This Evening (2009 Kitchenware Records)

 

Link suggeriti

 

THE YEAH YOU'S - LOOKING THROUGH YOU Saturday, 19 December 2009 21:07 by madseason

the yeah you's looking through you front cover

  • Release Date: 28 Settembre 2009
  • Etichetta: Universal Island Records
  • Produttore: Greg Wells, The Yeah You's

 

  • Nick Ingram - lead vocals, guitar
  • Mike Kintish - piano, vocals

 

 

 

[voto:4.5]

Parlare dell'album d'esordio di questo duo inglese è facile come ascoltare le loro canzoni.
I The Yeah You's di strambo hanno solo il nome. Tutto il resto è "easiness".
Il loro disco, a detta del cantante e chitarrista Nick - che cita tra le proprie influenze Tears For Fears, Duran Duran, Madness, Police e Beach Boys - è "pieno di brani pop catchy e uptempo che fanno felice la gente e fanno venir voglia di cantare".

C'è poco da aggiungere: se artisti pop che hanno fatto delle coinvolgenti armonie vocali un marchio di fabbrica, come ELO, Supertramp, Queen, Jellyfish, Take That, The Feeling, Mika sono di vostro gusto, lo saranno anche gli YY's. Altrimenti li odierete (ufficialmente, perchè poi senza dirlo a nessuno l'album glielo ciuccierete e lo canticchierete sotto la doccia da qui al prossimo autunno, codardi!).

Volessi citare qualche pezzo particolarmente degno di nota, potrei tirare in ballo i primi tre singoli - "15 Minutes", "Getting Up With You" e "Ready To Love Again" (quest'ultimo di imminente pubblicazione) - o il gioiello "Clifftop", ma farei torto alle rimanenti sette composizioni.
No, ascoltatelo tutto dall'inizio alla fine perchè questo è un raro esempio di pop album perfetto, tutto killer tracks e zero filler.
D'altronde non sarà un caso se la Island (mica la Sfigus Records) li ha scritturati a solo un anno e mezzo dalla nascita del gruppo!

 

Tracklist di Looking Through You

  • 01. 15 Minutes   3:28
  • 02. Getting Up With You   3:21
  • 03. If I Could   3:21
  • 04. Won't Be Long   3:40
  • 05. It's Happening To Me   3:24
  • 06. Ready To Love Again   4:01
  • 07. Clifftop   3:48
  • 08. Dive In   3:25
  • 09. If I'd Only Said Hello   3:31
  • 10. If It All Runs Out   4:12
  • 11. Carry Me Home   4:41

 

Discografia dei The Yeah You's

  • 15 Minutes EP (14/06/2009 Universal Island Records)
  • Getting Up With You EP (13/09/2009 Universal Island Records)
  • Looking Through You (28/09/2009 Universal Island Records)

 

Link suggeriti

 

 

A SOUND MIND - HARMONIA Wednesday, 16 December 2009 18:08 by madseason

a sound mind harmonia front cover

  • Release Date: 16 Novembre 2009
  • Etichetta: 7us Media Group (H'ART distribution)
  • Produttore: A Sound Mind

 

  • Anthony Kupinic - vocals, keyboards
  • Glenn Parkinson - guitar
  • Andrew Bishop - bass
  • Kiran Khan - drums

 

[voto: 4.5]

Questi cangurini sono bravi davvero. Non è da tutti esordire sulla lunga distanza con un disco di pop rock orchestrale e alternativo di tale maturità e bellezza.

Gli A Sound Mind vengono da Melbourne e hanno già venduto nella sola città natale oltre 15.000 copie del loro disco senza il supporto di una major, senza promozione, senza un tubo, solo grazie al passaparola degli appassionati. E lo stesso stanno facendo in Europa, dove il loro album full lenght è appena stato pubblicato, a poco più di un anno dalla data di uscita della release australiana.

E si capisce perchè gli ASM stanno andando così bene: innanzitutto sono guidati dal talentuoso cantante/tastierista Anthony Kupinic, che ha una voce espressiva, originale, che usa in modo molto vario. Un sogno per la maggior parte dei gruppi in circolazione. E poi hanno questa capacità di fondere suoni orchestrati e strumenti acustici in un grandioso pop rock sinfonico a volte epico, a volte intimistico, a volte potente, a volte leggero ma sempre e comunque fresco, coinvolgente e mai pretenzioso.

Come se non bastasse, Kupinic e soci sono anche dei generosi; oltre ad autoprodursi, hanno creato anche un network di distribuzione online: la parte di soldi di ogni disco venduto da destinare alla casa discografica che dovrebbe occuparsi della distribuzione, viene invece destinata ad un ente benefico a scelta del cliente!

Una nota: la versione europea di Harmonia contiene la bonus "Ash To Flame", recuperata dal mini "So Thankful", pubblicato nel 2006 e prodotto da Adrian Hannon.

 

Tracklist di Harmonia

  • 01. Medulla   1:23
  • 02. Empathy   5:49
  • 03. The Power To Dream   5:11
  • 04. Grace   4:18
  • 05. Fall For You   3:19
  • 06. Enjoying The Pain   4:10
  • 07. Comma Hiatus   0:57
  • 08. Venus & Mars   6:38
  • 09. So Thankful   3:50
  • 10. Catharsis   5:26
  • 11. The Horizon   5:55
  • 12. Always & Forever   3:45
  • 13. Harmonia   1:27
  • 14. Ash To Flame (bonus track)   4.56

 

Discografia degli A Sound Mind

  • So Thankful EP (2006 Dark Chocolate)
  • Harmonia (2007 Word Of Mouth Music)
  • Harmonia (2009 7us Media Group)

 

Link suggeriti

 

PAINKILLER HOTEL - BLACK ROSES Sunday, 13 December 2009 22:00 by madseason

painkiller hotel black roses front cover

  • Release Date: 27 Ottobre 2009
  • Etichetta: Rock Ridge Music
  • Produttore: Chris Sevier
  • Mixing Engineer: George Tutko
  • Mastering Engineer: Rodney Mills

 

  • Kevin "Eddie Prez" Presbrey - vocals, guitar
  • Klaus Luchs - lead guitar
  • Adam Harker - bass
  • Nate Green - drums

[voto: 4]

Scelta controcorrente quella degli americani (da Aurora, Illinois) Painkiller Hotel, di seguire le orme di gruppi come Tonic, Greenwheel, Live, Creed, Matchbox Twenty, Better Than Ezra, protagonisti della scena rock melodico/alternativa a cavallo dell'anno 2000, piuttosto che lanciarsi nell'odierno e remunerativo corporate rock alla Nickelback/Daughtry/3 Doors Down, nel synth rock tanto in voga ultimamente o nel melodic (finto)punk modaiolo e facilone.

Il risultato, al di là di qualche prevedibile ovvietà per un gruppo all'esordio, è più che buono e il frontman Kevin Presbrey (co-autore di tutti i brani assieme al produttore, nonché aiuto-chitarra/tastiere, Sevier Becoming) riesce, con il suo trasporto lirico e spirituale, a coinvolgere ed appassionare l'ascoltatore. Come prova, prestate orecchio a "Becomig Someone Else", figlia bastarda di Even Flow dei Pearl Jam e Home dei Dream Theater, oppure il primo singolo estratto dall'album, "Lead Me On", che sembra uscito dalla penna di Kevin Griffin, o ancora la matchboxtwentyana opener "How Was I Supposed To Know".

Un plauso per finire alla resa sonora del disco, merito del già citato Chris Sevier, scelto da Presbrey con la volontà di assicurare al suo progetto "un producer alla Desmond Child, in grado di dare un aiuto nel perfezionare i brani" e di George Tutko, abile uomo-mixer dalla comprovata esperienza (tra le sue infinite collaborazioni, John Mellencamp, Duran Duran, Kiss, Alias, Blondie, Rod Stewart, Rolling Stones, XYZ).

Una nota: Black Roses uscì originariamente nel maggio del 2007 per la Severe Records di Nashville, per poi essere stampato a beneficio di un'audience più vasta dalla Rock Ridge, casa di, tra gli altri, Sister Hazel, Mr. North, Stroke 9 e Chris Volz.

 

Tracklist di Black Roses

  • 01. How Was I Supposed To Know   4:00
  • 02. Brightest Flame   4:19
  • 03. Voice In My Head   2:49
  • 04. You Don't Know What You're Missing   2:58
  • 05. Becoming Someone Else   4:07
  • 06. All I Ever Wanted   4:02
  • 07. Lead Me On   4:18
  • 08. Changes   3:56
  • 09. Weakness   4:08
  • 10. So Far Away   4:41

 

Discografia dei Painkiller Hotel

  • Black Roses (2007 Severe Records)
  • Black Roses (2009 Rock Ridge Music)

 

Link suggeriti

CARPARK NORTH - GRATEFUL Friday, 11 December 2009 22:17 by amaranth

carpork north grateful front cover

  • Release Date: 8 Settembre 2008
  • Etichetta: Copenhagen Records
  • Produttore: Carpark North

 

  • Lau Højen - vocals, guitar
  • Søren Balsner - bass, synthesizers
  • Morten Thorhauge - drums

 

 

[voto: 5]

Questo trio danese aveva già fatto parlare di se con il precedente "All Things to All People", trascinato dal singolo "Human", all'insegna di un pop rock elettronico melodicamente "nordico", ma questo terzo studio album "Grateful" supera di gran lunga le più rosee aspettative! 11 Canzoni, 11 gioielli di synth rock dove melodie, ricerca sonora, produzione e arrangiamenti sono miscelati e bilanciati alla perfezione.

Lau Højen (voce, chitarra), Søren Balsner (basso, synth), Morten Thorhauge (batteria), al secolo Carpark North, scrivono a loro modo il rock del terzo millennio, dove l'elettronica è al servizio delle ritmiche rock e le melodie incontrano arrangiamenti sofisticati senza mai soffocare la dinamica delle canzoni. "The power of AC/DC, the soundscapes of Jean Michel Jarre, the simplicity of Kraftwerk and the melodies of the Beatles and Mozart", cosi cita la loro bio, ma a mio parere c'è molto di più, ogni singola influenza si incontra e si fonde in un songwriting unico e fantasioso nella stesura. Immaginate dei Muse in piena folgorazione electro rock, meno ruffiani e artisticamente più profondi ed elaborati, ma nello stesso tempo senza barocchismi e con un senso melodico pop dal trademark tipicamente nordeuropeo.

L'urgenza di "More" setta subito toni e frequenze del disco per i 43 minuti dell'opera, che si susseguono con enfasi dal trascinante singolo "Shall We Be Grateful" alla tensione melodica di "Save Me From Myself", dai girotondi elettronici di Lost (Peace), alla potenza delle melodie nella siderale "The Everlasting Tie" e nel riff synth rock definitivo di "Last Song". Tutto è magicamente elaborato in unico flusso sonoro dove tutti gli strumenti sono accordati come se fossero una vera e propria orchestra. Ma ancora, la vorticosa "Bring The Lights" con il suo refrain simmetrico scuote i sensi prima di scardinare le ultime resistenze emotive dell'ascoltatore sulle note di "Cancer". A chiusura, in calce a cotanta grazia musicale, ancora gran dispiego di tastiere e synth su "Shutdown": i ritmi rallentano e una progressione di note estasianti crea quell'atmosfera tipica di qualcosa di imponente che sta per finire.

Se siete stanchi della solita musica, se vi lamentate che non escono più i dischi di una volta, sappiate che al sottoscritto (e a tutta la redazione di weChameleon) l'ascolto di "Grateful" ha provocato la sensazione di esser al cospetto di qualcosa di effettivamente unico, tipico di quei dischi che ti inchiodano al primo ascolto e che si lasciano ascoltare per molti anni a venire. Il rock del futuro si ferma al "parcheggio nord".


Tracklist di Grateful

  • 01. More   3:26
  • 02. Shall We Be Grateful   3:24
  • 03. Save Me From Myself   4:04
  • 04. Leave My Place   4:37
  • 05. Lost (Peace)   4:12
  • 06. Last Song   3:51
  • 07. The Everlasting Tie   3:57
  • 08. Within My Reach   4:00
  • 09. Bring The Lights   3:16
  • 10. Cancer   4:00
  • 11. Shutdown   4:13


Discografia dei Carpark North

  • Carstereo (Demo) (2000 Independent Release)
  • 40 Days (EP) (2002 EMI-Medley)
  • Carpark North (2003 EMI-Medley)
  • All Things To All People (2005 EMI)
  • Grateful (2008 Copenhagen Records)


Link suggeriti

TRAIN - SAVE ME SAN FRANCISCO Thursday, 10 December 2009 20:24 by madseason

train save me san francisco front cover

  • Release Date: 27 Ottobre 2009
  • Etichetta: Columbia Records
  • Produttore: Martin Terfe

 

  • Pat Monahan - vocals
  • Jimmy Stafford - guitars
  • Scott Underwood - drums

 

[voto: 4]

 

Buona parte della critica è stata dura, se non impietosa, con "For Me, It's You", il precedente disco dei Train. Io lo apprezzai, pur considerandolo inferiore a "My Private Nation" che continuo a considerare il loro lavoro migliore.

Il suono meno iperprodotto di questo nuovo album sembra aver parzialmente riconciliato i critici con il gruppo di Pat Monahan, che è tornato in alcuni frangenti al rock più "rootsy" dei primi cd, mentre in altri frangenti ritroviamo i Train più maturi e patinati della seconda parte di carriera.

Non tutte le composizioni di SMSF sono memorabili, un paio strappano qualche sbadiglio (vedi "Breakfast In Bed"), però quando i Train si lanciano in pezzi come la titletrack - clamorosa - o "You Already Know", guidate dalla splendida voce soulrock di Monahan, è una festa.

Dategli una chance!

 

Tracklist di Save Me San Francisco

  • 01. Save Me, San Francisco   4:09
  • 02. Hey, Soul Sister   3:36
  • 03. I Got You   3:47
  • 04. Parachute   3:30
  • 05. This Ain't Goodbye   4:23
  • 06. If It's Love   3:59
  • 07. You Already Know   4:42
  • 08. Words   3:29
  • 09. Brick By Brick   3:39
  • 10. Breakfast In Bed   4:54
  • 11. Marry Me   3:25

 

Discografia dei Train

  • Train (1998 Aware - Columbia Records)
  • Drops of Jupiter (2001 Columbia Records)
  • My Private Nation (2003 Columbia Records)
  • Alive At Last (2004 Columbia Records)
  • For Me, It's You  (2006 Columbia Records)
  • Save Me San Francisco (2009 Columbia Records)

 

Link suggeriti