ERIK HASSLE - PIECES sabato, 27 febbraio 2010 16:00 by madseason

erik hassle pieces front cover

  • Release Date: 22 Febbraio 2010
  • Etichetta: Universal Island Records

 

[voto: 3]

 

 

 

 


Lo svedesotto Erik Hassle, forte dei consensi ricevuti in patria, prova a conquistare anche i mercati internazionali riproponendo a beneficio di tout le monde il suo debut album dell'anno scorso rafforzato da 4 tracce remixate ed una "brand new".
Erik è un ventunenne cantante/compositore originario di Katrineholm (paese a 150 Km sud-ovest di Stoccolma), londinese di stanza, che prova a distinguersi dalla selva di artisti (o pseudo tali) da chart mainstream, facendo leva sulla sua bella voce soul e su un songwriting elettropoprock, molto pop e poco rock, piuttosto scaltro ed arricchito da una produzione davvero grassa.

E' evidente che l'album ha come ascoltatori di riferimento i giovani in età da college, gente che può identificarsi in testi come "You don't know what you got till you're missing it a lot, I had to go throw it away, I was wrong from the start, from the bottom of my heart I apologize" (dal primo singolo "Hurtful", pubblicato lo scorso 8 Febbraio).
Ma è altrettanto evidente che "Pieces" è ricco di pezzi radiofonici molto catchy, costruiti su melodie cangianti che sfociano in grandi refrain che catturano all'istante qualsiasi ascoltatore, anche chi è solitamente avvezzo a sonorità più "adult oriented". Un paio di esempi? L'ironica "Don't Bring Flowers After I'm Dead", l'irresistibile opener "Bump In The Road" o la stessa "Hurtful".

Poi ci sono un paio di tracce in cui i produttori calcano troppo la mano e, con l'ansia di vendere un prodotto più che corroborare il sound di un artista, tirano fuori linee di basso ultramarcate, batterie sintetiche che pestano sopra le righe ed improbabili giri di synth che possono andare bene giusto in una discoteca tamarra della bergamasca. Ascoltate "Standing Where You Left Me" per credere.

Comunque sia, Erik Hassle è un giovane artista interessante. Lo affiancherei a un songwriter di peso, che lo aiuti a sviluppare il suo stile, e ad un buon parrucchiere, che gli sfoltisca quel ridicolo ciuffo che sfugge alla legge di gravità.


Tracklist di Pieces

  • 01. Bump In The Road   (Grizzly, Mack, Hassle) 4:00
  • 02. Hurtful   (Grizzly, Mack, Tommy Tysper, Hassle) 3:03
  • 03. Don't Bring Flowers (New Mix)   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:15
  • 04. Isn't It Obvious   (Fredrik Berger, Hassle) 3:26
  • 05. The Thanks I Get (New Mix)   (Grizzly, Hassle, Tysper, Mack) 4:33
  • 06. Standing Where You Left Me   (L. Kronlund, Grizzly, Hassle, Tysper, Mack) 3:20
  • 07. Bitter End (New Mix)   (Hassle, Tysper) 3:53
  • 08. First Time   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:05
  • 09. Love Me To Pieces   (Hassle, Tysper, Max Martin, Mack) 3:09
  • 10. Wanna Be Loved (New Mix)   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:59
  • 11. Back To Bed   (Berger, Grizzly, Hassle) 4:02
  • 12. Amelia   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:14


Discografia di Erik Hassle

  • Hassle (2009 Artist Company Ten)
  • Pieces (2010 Universal Island Records)


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STORY OF THE YEAR - THE CONSTANT venerdì, 26 febbraio 2010 22:37 by madseason

story of the year the constant front cover

  • Release Date: 16 Febbraio 2010
  • Etichetta: Epitaph Records
  • Produttore: Michael "Elvis" Baskette

 

  • Dan Marsala - vocals
  • Ryan Phillips - guitar
  • Philip Sneed - guitar, vocals
  • Adam Russell - bass, vocals
  • Josh Wills - drums, percussion

[voto: 2.5]


Non sono mai stato un fan degli Story Of The Year e del loro emo/post-hardcore alla Thrice, The Used, Breaking Benjamin e simili. Li ho sempre trovati poco originali ed eccessivamente ripetitivi; con le loro scariche di chitarre alternate a refrain ruffiani e derivativi e un'attitudine da rocker senza compromessi un po' posticcia, li trovo più adatti a ragazzini facilmente impressionabili che ad appassionati di rock navigati.

"The Constant", il loro nuovo album, prodotto in maniera ineccepibile dall'esperto Michael Baskette, non mi sembra che cambi le carte in tavola in maniera sostanziale: qualche pezzo tirato con aperture su chorus da "pugno al cielo" -"To The Burial" e "Time Goes On" i meglio riusciti- qualche altro più aggressivo -"Won Threw Ate", ad esempio- un paio di numeri più melodici -tipo "The Ghost Of You And I", che potrebbe funzionare come singolo per le radio rock- una power ballad pianistica anni '80 -"Holding On To You"- e il gioco degli SotY è fatto.

Insomma, anche con questo lavoro Dan Marsala e soci dimostrano di essere un gruppo più di maniera che di creatività. E se già non vi piacevano, non sarà "The Constant" a farvi cambiare idea. I fan, invece, sanno già cosa aspettarsi e non rimarranno delusi.

Tracklist di The Constant

  • 01. The Children Sing   4:07
  • 02. The Ghost Of You And I   3:55
  • 03. I'm Alive   4:15
  • 04. To The Burial   3:48
  • 05. The Dream Is Over   3:52
  • 06. Remember A Time   4:05
  • 07. Holding On To You   3:43
  • 08. Won Threw Ate   3:44
  • 09. Ten Years Down   3:53
  • 10. Time Goes On   4:06
  • 11. Eye For An Eye   2:15


Discografia dei Story Of The Year

  • Page Avenue (2003 Maverick)
  • In The Wake Of Determination (2005 Maverick)
  • The Black Swan (2008 Epitaph Records)
  • The Constant (2010 Epitaph Records)


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butch walker and the black widows i liked it better when you had no heart front cover

  • Release Date: 22 Febbraio 2010
  • Etichetta: One Haven
  • Produttore: Butch Walker


[voto: 3]

 

 

 

 

Ancora una volta l’hit-maker Butch Walker ci propone un album che poco o nulla ha a che spartire con il sound da classifica che lo caratterizza quando "regala" le sue canzoni ad artisti del calibro di Avril Lavigne, Pink, Bowling For Soup e Weezer, tanto per citarne alcuni.
Questo nuovo "I Liked It Better When You Had No Heart", uscito a nome di Butch Walker And The Black Widows, è un album pieno di semplici melodie che puntano diritte al cuore e, in questo, l’espressiva voce del quarantenne rocker, ispirante atmosfere malinconiche e sognanti, aiuta molto.

A dirla tutta, non sono rimasto estremamente colpito al primo ascolto da quest’ultima release, inizialmente mi è sembrato debole, ma ascolto dopo ascolto è cresciuto anche se rimane un lavoro nel complesso poco più che discreto.
Il disco, annunciato dallo stesso autore come "un incrocio di country classico e glam rock dei 70s", riprende il discorso musicale già intrapreso con "Sycamore Meadows" (e con il più vecchio "Letters"): canzoncine pop accattivanti accompagnate da arrangiamenti acoustic driven (con un vago sentore country).

Rispetto al precedente album c’è un maggiore uso della chitarra elettrica anche se rimane sempre uno strumento di secondo piano; protagonista di queste canzoni, infatti, è sempre e solo la melodia. Inoltre, è da sottolineare che diverse canzoni sono state scritte in compagnia del cantautore Michael Trent, al contrario di quanto è solito fare Butch Walker.
"Trash Day" è stato il primo singolo estratto dal'album ed è uno degli higlights del disco, un power pop ben confezionato totalmente riconducibile allo stile del cantante della Georgia.
La successiva canzone della tracklist è la stupenda "Pretty Melody": l’incedere della strofa, che è quasi un incrocio tra una habanera e un classico american pop dei 50s, trascina la canzone fino a un ritornello degno della migliore produzione easy listening degli anni ’70, con quei violini che fanno molto Barry Manilow.
"Temporary Title", "Days/Month/Years" e "Be Good Until Then" sono le altre canzoni da citare tra le migliori riuscite del lotto. La prima è un piacevole pop rock che diventa quasi un pezzo disco dance anni 70, la seconda è la canzone in cui maggiormente si sente l’influenza glam cui si accennava poco sopra, con un ritmo che ricorda la produzione dei T.Rex. "Be Good Until Then", invece, è una dolce ballata ultra-soft per sola chitarra e voce.

Infine, due appunti molto importanti che dovete prendere: primo, sul sito ufficiale di Butch Walker potete sentire in streaming tutto l’album, operazione geniale per far decidere i fans se l’acquisto s’ha da fare o meno; secondo, non perdetevi Butch Walker dal vivo: infatti, tra maggio e giugno, sarà lo special guest della tournée europea di Pink (tutte le date nella sezione concerti).

Tracklist di I Liked It Better When You Had No Heart

  • 01. Trash Day   (Walker) 3.07
  • 02. Pretty Melody   (Walker, Trent) 4.22
  • 03. Don't You Think Someone Should Take You Home   (Walker, Trent) 4.37
  • 04. Stripped Down Version   (Walker, Trent) 3.32
  • 05. Canadian Ten   (Walker) 4.27
  • 06. Temporary Title   (Walker) 3.13
  • 07. She Likes Hair Bands   (Walker) 2.58
  • 08. House of Cards   (Walker, Trent) 2.30
  • 09. They Don't Know What We Know   (Walker, Trent) 3.45
  • 10. Days/Months/Years   (Walker, Trent) 3.34
  • 11. Be Good Until Then   (Walker) 4.06


Discografia di Butch Walker

  • SouthGang - Tainted Angel (1991 Atlantic)
  • SouthGang - Group Therapy (1992 Virgin Records)
  • Floyd’s Funk Revival - Creamy (1995 Alliance Trax)
  • The Floyds - The Floyds (1997 Deep South Records)
  • Marvelous 3 - Math And Other Problems (1997 Deep South Records)
  • Marvelous 3 - Hey! Album (1999 Elektra)
  • Marvelous 3 - Ready Sex Go (2000 Elektra)
  • Butch Walker - Left Of Self-Centered (2002 BMG)
  • Butch Walker - Letters (2004 Epic)
  • Butch Walker And The Let’s-Go-Out-Tonites! - The Rise And Fall Of… (2006 Epic)
  • 1969 - Maya (2008 Power Ballad)
  • Butch Walker - Sycamore Meadows (2008 Original Signal Recordings - Power Ballad)
  • Butch Walker And The Black Widows - I Liked It Better When You Had No Heart (2010 One Haven)


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SCANNERS - SUBMARINE mercoledì, 24 febbraio 2010 20:45 by madseason

scanners submarine front cover

  • Release Date: 16 Febbraio 2010
  • Etichetta: Dim Mak LLC
  • Produttore: Stephen Hague

 

  • Sarah Daly - vocals, bass, violin
  • Matthew Mole - guitar, vocals, synth
  • Amina Bates - guitar, keyboards, background vocals
  • Tom Hutt - drums


[voto: 3.5]

 

Secondo album per gli Scanners, quartetto londinese con un sound che affonda le proprie radici nel postpunk/darkwave di Joy Division, Siouxsie and the Banshees, Bauhaus, The Chameleons e in quel synth-pop degli eighties riscoperto recentemente dal grande pubblico grazie al successo dei vari Bloc Party, Shiny Toy Guns, the Killers, the Sounds, the Bravery e compagnia briscola.

L'indie rock band britannica, guidata dalla rising star Sarah Daly -un incrocio tra Siouxsie Sioux, Gwen Stefani e Chrissie Hynde, vocalmente parlando- si rivela molto abile a bilanciare sonorità elettroniche synth driven con un indie rock tosto, lunare e appassionato.

I frutti di questo matrimonio di stili sono 11 composizioni assolutamente convincenti: dal synth-punk dell'opener "Jesus Saves" all'ipnotica armonia della chitarra di "Baby Blue", dalla melodica e aperta "A Girl Like You" alla pulsante ed ossessiva "Salvation" (primo video/singolo estratto dall'album) è un susseguirsi di momenti affascinanti e sensuali che sapranno ammaliare i fan dei gruppi sopracitati.
Consigliati!

Tracklist di Submarine

  • 01. Jesus Saves   4:11
  • 02. We Never Close Our Eyes   3:28
  • 03. Salvation   3:25
  • 04. Baby Blue   4:20
  • 05. Sick Love   3:30
  • 06. A Girl Like You   3:33
  • 07. Strangelovehate   4:31
  • 08. Goodbye   4:14
  • 09. Half A Mind (Dreamer Forever)   3:30
  • 10. Sleepwalking Life   3:46
  • 11. Halfway Home   3:30


Discografia degli Scanners

  • Violence Is Golden (2006 Dim Mak - 2008 Dim Mak/Influx)
  • Submarine (2010 Dim Mak)


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THE KILLERS - GOODNIGHT, TRAVEL WELL lunedì, 22 febbraio 2010 16:21 by elleonthemoon

the killers day and age front cover

  • Album: Day & Age
  • Release date: 21 Novembre 2008
  • Etichetta: Island, Vertigo
  • Produttore: Stuart Price

 

  • "Goodnight, Travel Well" written by The Killers (Brandon Flowers, Dave Keuning, Ronnie Vannucci and Mark Stoermer)

 

 

 

"Goodnight, Travel Well" è uno di quei pochi brani che adoro, ma che difficilmente riesco ad ascoltare con una certa frequenza. Questo piccolo capolavoro dei Killers è tanto personale per il frontman Brandon Flowers e il chitarrista Dave Keuning, quanto lo possa diventare per chiunque abbia perso qualcuno di importante nella propria vita. Va ascoltato in totale silenzio. "Ascoltare" è la parola chiave. Non si può metterlo come sottofondo e dire di averlo "ascoltato".

La sacralità che caratterizza l’apertura della canzone ci introduce ad una visione collettiva del dolore della perdita, una prospettiva cosmica che si trasforma poi in una umana disperazione e totale impotenza davanti all'inevitabile morte fisica.

"Stay, don't live me the stars can wait for your sign, don't signal now" è il verso che più mi stringe il cuore. Un grido disperato, un’ultima preghiera rivolta al cielo dove la speranza riesce ancora a vivere nonostante tutto. Già perché in quei momenti non c'è proprio niente che si possa dire o fare per cambiare le cose. Tutti guardano e piangono di fronte alla morte che non lascia spazio d'azione a nessuno di noi.

La musica, quanto mai efficace in ogni suo passaggio, accompagna questo processo di "liberazione dell’anima", dapprima con suoni cupi e un ticchettio che sottolinea l'instancabile trascorrere del tempo che tutto dà e tutto toglie. Lentamente l’intensità cresce insieme alle parole, rendendole ancora più forti e potenti, pur nella loro più totale semplicità. Il tutto esplode poi nel finale quando lo sconforto lascia il posto al triste distacco corporeo e all'inizio del viaggio dell'anima verso l'aldilà.

Quella di "Goodnight, Travel Well" è evidentemente una visione religiosa della morte. Il corpo muore per sempre, ma l'anima continua ad esistere e una volta liberatasi, inizia il proprio viaggio verso l'ignoto. I Killers non sono certo nuovi a immagini bibliche sapientemente infilate tra i versi delle loro canzoni e anche in questo caso credo che le trombe, che tanto ricordano le famose sette del libro dell'Apocalisse, non siano state inserite a caso in un brano dove si narra della morte terrena e dell’anima immortale che libera continua a vivere e a viaggiare.

 

Buonanotte, fai buon viaggio

La distanza sconosciuta per l’aldilà
Scruta da lontano la mia figura afflitta
Per gettare la mia ombra accanto al santo sole
Il mio spirito piange di un dolore sacro

È tranquillo adesso
L’universo resta immobile
E non c’è nulla che io possa dire
Non c’è nulla che possiamo fare ora
E non c’è nulla che io possa dire
Non c’è nulla che possiamo fare ora

E tutto questo fa parte della liberazione dell’anima
Questa carne e ossa temporanee
So che ora è finita
Sento che la mia mente sempre più fievole inizia a vagare
Ogni volta che cadi, ogni volta che ci provi,
Ogni sogno sciocco, ogni compromesso,
Ogni parola che hai pronunciato, tutto quello che hai detto,
Tutto quello che mi hai lasciato mi risuona in testa

E non c’è niente che io possa dire,
Niente che io possa fare ora
Non c’è niente che io possa dire,
Niente che io possa fare ora

Su in cima al mondo, così in alto

Tutto ciò che amavi, e ogni volta che ci provi
Tutti stanno guardando, tutti piangono
Resta, non lasciarmi, le stelle possono aspettare il tuo segnale, non avvertirle adesso

Non c’è niente che io possa dire,
Niente che io possa fare ora
E non c’è niente che io possa dire
Non c’è niente che io possa fare ora

Buonanotte, fai buon viaggio
Buonanotte, fai buon viaggio

Non c’è niente che io possa dire,
Niente che io possa fare ora

Buonanotte, fai buon viaggio
Fai buon viaggio
Fai buon viaggio


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Goodnight, Travel Well

The unknown distance to the great beyond
Stares back at my grieving frame
To cast my shadow by the holy sun
My spirit moans, with a sacred pain

It's quiet now
The universe is standing still
And there's nothing I can say
There's nothing we can do now
And there's nothing I can say
There's nothing we can do now

And all that stands between the soul's release
This temporary flesh and bone
And know that it's over now
I feel my fading mind begin to roam
Every time you fall, and every time you try
Every foolish dream, and every compromise
Every word you spoke, and everything you said
Everything you left me, rambles in my head

And there's nothing I can say
There's nothing I can do now
And there's nothing I can say
There's nothing I can do now

Up above the world, so high

Everything you loved, and every time you try
Everybody's watching, everybody cry
Stay, don't leave me, the stars can wait for your sign, don't signal now

There's nothing I can say
There's nothing I can do now
And there's nothing I can say
There's nothing we can do now

Goodnight, travel well
Goodnight, travel well

There's nothing I can say
Nothing I can do now

Goodnight, travel well
Travel well
Travel well

 

 

ANGELS & AIRWAVES - LOVE sabato, 20 febbraio 2010 23:52 by madseason

angels and airwaves love front cover

  • Release Date: 14 Febbraio 2010
  • Etichetta: Independent Release
  • Produttore: Tom DeLonge, Critter

 

  • Tom DeLonge - vocals, guitar
  • David Kennedy - guitar
  • Matt Wachter - bass
  • Atom Willard - drums

 


[voto: 2.5]

Innanzitutto qualche doverosa nota: "LOVE", il nuovo album degli Angels & Airwaves di Tom DeLonge (Blink 182) è uscito il giorno di San Valentino in versione indipendente e digitale scaricabile gratuitamente dal sito della band. Successivamente verrà venduta una copia "fisica" dell'album, la cui pubblicazione sarà curata dalla Geffen, per cui sono usciti anche i precedenti lavori della band californiana.
Aggiungo che LOVE è concepito come colonna sonora di un film che porta lo stesso titolo, realizzato anch'esso dagli AVA.

Veniamo alla sostanza di "LOVE", con una premessa: non amo la voce nasale di Tom DeLonge e quel suo modo di cantare monotono, sempre con la stessa inflessione, che finisce con il mortificare anche i brani più interessanti e a ridurli a cantilene ipnotiche simili tra loro.

A beneficio di chi la pensa diversamente dico che "LOVE" presenta alcuni aspetti interessanti, come il massiccio utilizzo dell'elettronica, che dona a brani di pop rock alternativo d'atmosfera una profondità spaziale che prova a bilanciare in qualche modo la piattezza del cantato di DeLonge.
I pezzi che più beneficiano di questa "scoperta degli effetti speciali" sono l'epica "Shove" e "Hallucinations", che potrebbe avere fortuna come singolo.
Altro fatto degno di nota è la presenza di un paio di brani, come "The Flight Of Apollo" e "Epic Holiday", in cui le chitarre, solitamente relegate ad un ruolo di cesello, diventano protagoniste del suond, concedendo all'album un gradito cambio di passo.

A parte questo, però, non mi sembra che gli AVA abbiano fatto particolari progressi a livello di songwriting: stringi stringi è un po' sempre la solita solfa e, se tenete conto anche delle mie considerazioni sulle performance vocali di Tom, potete ben immaginare come "LOVE" non sia tra i miei dischi preferiti del momento.

Tracklist di LOVE

  • 01. Et Ducit Mundum Per Luce   2:34
  • 02. The Flight of Apollo   6:15
  • 03. Young London   5:03
  • 04. Shove   6:34
  • 05. Epic Holiday   4:38
  • 06. Hallucinations   4:39
  • 07. The Moon-Atomic   ...Fragments and Fictions   6:17
  • 08. Clever Love   4:27
  • 09. Soul Survivor   ...2012   4:04
  • 10. Letters To God, Part II   4:06
  • 11. Some Origins of Fire   5:20


Discografia degli Angels & Airwaves

  • We Don't Need To Whisper (2006 Geffen)
  • I-Empire (2007 Geffen)
  • LOVE (2010 Independent Release)


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FAIR - DISAPPEARING WORLD mercoledì, 17 febbraio 2010 17:36 by madseason

fair disappearing world

  • Release Date: 9 Febbraio 2010
  • Etichetta: Tooth & Nail Records
  • Produttore: Aaron Sprinkle

 

  • Aaron Sprinkle - lead vocals, guitar
  • Erick Newbill - guitar, vocals
  • Nick Barber - bass, vocals
  • Joey Sanchez - drums, percussion


[voto: 4]

 

Aaron Sprinkle è un bravo e famoso produttore di Seattle con un carnet che può vantare nomi del calibro di Anberlin, Mae, Eisley, Number One Gun, Jeremy Camp, Falling Up e Kutless, solo per citarne alcuni.
Come se non fosse sufficientemente impegnato, Aaron ha anche una sua band, i Fair, in cui ricopre il ruolo di cantante, chitarrista, songwriter e, ovviamente, produttore. Non so se, come dice qualcuno, i Fair siano meglio della maggior parte delle band che produce, di certo non sembrano un progettino esile buttato giù solo per manie di protagonismo.

Il primo disco della band, uscito nel giugno del 2006, raccolse i favori della critica, un po' meno quelli del pubblico, forse anche a causa di una promozione non adeguata.
Vediamo come si muoverà sul mercato l'appena uscito "Disappearing World", che del debutto raccoglie l'eredità del sound, un pop rock alternativo alla Ben Folds, Death Cab For Cutie e The Fray, calato ora in un contesto più solido, che esclude quasi totalmente quei pezzi riempitivo di cui non era certo esente "The Best Worst-Case Scenario".

Le dieci tracce del nuovo lavoro evidenziano la grande abilità di Sprinkle di prendere il meglio delle sue abilità di produttore e "uomo consolle" a 360 gradi e coniugarle con un songwriting brillante, creativo, sincero, che non ha bisogno di ghirigori estetici o effetti speciali per raggiungere il cuore dell'ascoltatore.
No, Aaron non esagera mai con le manopole, né cade mai nella trappola del tecnicismo strumentale autoindulgente o dei luoghi comuni e, con la sua emozionante voce melodiosa - pensate a un incrocio tra l'intensità di Stephen Christian degli Anberlin e la levigatezza di Aaron Marsh dei Copeland - ci guida in un viaggio ricco di fascinose armonie, forme vibranti e vividi colori, che ha il solo difetto di durare poco: quaranta minuti, ma ne vorremmo il doppio!


Tracklist di Disappearing World

  • 01. Disappearing World   3:24
  • 02. Wayside   4:43
  • 03. Walking in My Sleep   4:26
  • 04. One Last Time   3:15
  • 05. Take Some Risks   5:13
  • 06. The Escape Artist   3:14
  • 07. It's Doubtful   3:17
  • 08. The Worst of Your Wear   3:39
  • 09. Great Divide   3:53
  • 10. Anymore   4:20


Discografia dei Fair

  • The Best Worst-Case Scenario (2006 Tooth & Nail)
  • Disappearing World (2010 Tooth & Nail)


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DESTINE – LIGHTSPEED martedì, 16 febbraio 2010 21:57 by maxare

destine lightspeed front cover

  • Release Date: 1 Febbraio 2010
  • Etichetta: Sony Music
  • Produttore: James Paul Wisner

 

  • Robin van Loenen - lead vocals
  • Hubrecht Eversdijk - guitars
  • Tom Vorstius Kruijff - bass
  • Laurens Troost - keyboards
  • Robin Faas - drums

 

[voto: 2]

Niente di nuovo sotto il sole d’Olanda: il debutto sulla lunga distanza dei Destine è senza arte né parte, pur essendo il frutto di un lungo lavoro on the road, ben quattro anni passati in giro per l’Europa, anche in compagnia di stelle quali New Found Glory e Fall Out Boy.

Il genere è un prevedibile pop punk con influenze emo e qua e là qualche intuizione alla Something Corporate senza, però, il genio di Andrew McMahon. Le canzoni sono sì catchy ma non memorabili, e sfilano via lisce senza trasmettere troppi brividi fino a "Where Are You Now" che, insieme a "Sinking Sand", è uno dei pochi spunti interessanti dell’album.
La produzione è affidata all'esperto James Paul Wisner (Dashboard Confessional, New Found Glory, Paramore e The Academy Is nel suo carnet) e i risultati si sentono: suoni puliti e potenti che danno una marcia in più a canzoni che altrimenti sarebbero passate inosservate.

Magari in un prossimo futuro i 5 olandesi riusciranno a maturare e a realizzare qualcosa di meglio di questo Lightspeed, che mi ricorda il piatto debutto dei Simple Plan "No Pads, No Helmet… Just Balls". E chissà se i Destine riusciranno ad evolversi proprio come hanno fatto i canadesi che, dopo quella falsa partenza, non hanno più perso un colpo.

Tracklist di Lightspeed

  • 01. In Your Arms   3.24
  • 02. Everything In Me   2.37
  • 03. Burn   3.06
  • 04. Stars   3.07
  • 05. Where Are You Now   2.53
  • 06. Spiders   3.40
  • 07. Forget About Me   3.12
  • 08. Wake Me   3.45
  • 09. Sinking Sand   2.58
  • 10. Am I So Blind   3.32
  • 11. California Summer   3.56
  • 12. In The End   5.39


Discografia dei Destine

  • A Dozen Dreams EP (2006 Independent Release)
  • Lightspeed (2010 Sony)


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