SWITCHFOOT - HELLO HURRICANE mercoledì, 6 gennaio 2010 18:30 by amaranth

switchfoot hello hurricane

  • Release Date: 10 Novembre 2009
  • Etichetta: lowercase people records - Atlantic Records
  • Produttore: Charlie Peacock, Ken Andrews, Mike Elizondo, Rob Cavallo & Switchfoot

 

  • Jon Foreman - vocals, guitar
  • Drew Shirley - guitar
  • Jerome Fontamillas - keyboards, guitar
  • Tim Foreman - bass
  • Chad Butler - drums

[voto:4]

Il nuovo disco degli Switchfoot vira nuovamente su sonorità più fluide rispetto al precedente “Oh Gravity”, album poco immediato e ricercato per gli standard a cui ci aveva abituato la band californiana dopo due “monster" album quali “The Beautiful Letdown” e “Nothing Is Sound”. “Hello Hurricane” riporta gli Switchfoot sulle coordinate sonore di questi due dischi, risultandone la naturale evoluzione con un sound melodico a cavallo tra istanze modern rock e sfumature alternative che non stancano e danno forza al tessuto sonoro.

 

Ne viene fuori un album maturo quanto eterogeneo nel songwriting, che cresce ad ogni ascolto spaziando tra brani up tempo che dimostrano l’energia da consumata live band, e slow number pilotate dalla sensibilità pop/melodica del singer Joe Foreman. Da un lato quindi il sound “grosso” del singolo “Mess Of Me” e della cadenzata e ruvida “The Sound”, dall’altro il modern melodic rock della title track e “Needle and Haystack Life” e della stupenda “Your Love Is A Song”, un brano che tante blasonatissime band vorrebbero piazzare come singolo di successo.

Per usare un termine in voga negli eighties verrebbe da dire “Silk & Steel”. Fatte le debite proporzioni, ieri come oggi, l'essenza rimane invariata, fare grande musica rock non può prescindere da potenza e melodia. Elementi presenti e bilanciati alla perfezione nelle dodici canzoni di questo settimo disco degli Switchfoot, che si riconfermano come una delle band di punta della scena christian rock a stelle e strisce.

 

Tracklist di Hello Hurricane

  • 01. Needle And Haystack Life   3:46
  • 02. Mess Of Me   3:28
  • 03. Your Love Is A Song   4:21
  • 04. The Sound (John M. Perkins' Blues)   3:47
  • 05. Enough To Let Me Go   3:52
  • 06. Free   4:02
  • 07. Hello Hurricane   4:04
  • 08. Always   4:19
  • 09. Bullet Soul   3:24
  • 10. Yet   3:53
  • 11. Sing It Out   5:17
  • 12. Red Eyes   4:49

 

Discografia degli Switchfoot

  • The Legend Of Chin (1997 Re:Think Records - Sparrow Records)
  • New Way To Be Human (1999 Re:Think Records - Sparrow Records)
  • Learning To Breathe (2000 Re:Think Records - Sparrow Records)
  • The Beautiful Letdown (2003 Red Ink - Columbia - SonyBMG; 2007 iTunes Deluxe Edition - Columbia - SonyBMG)
  • Switchfoot: Live - EP (2004 Columbia - SonyBMG)
  • The Early Years: 1997-2000 (2004 Sparrow Records) 3-CD set che include i primi tre album degli Switchfoot
  • Nothing Is Sound (2005 Columbia - SonyBMG)
  • Oh! EP (2006 Columbia - SonyBMG)
  • Oh! Gravity (2006 Columbia - SonyBMG)
  • The Best Yet (2008 Columbia - SonyBMG) greatest hits
  • Hello Hurricane (2009 lowercase people records - Atlantic Records)

 

Link suggeriti

ROONEY - WILD ONE lunedì, 4 gennaio 2010 15:57 by madseason

rooney wild one front cover

  • Release Date: 27 Novembre 2009
  • Etichetta: Rooney Label
  • Produttore:  Rooney
  • Mixing engineer: Dave Trumfio

 

  • Robert Schwartzman - vocals, guitar
  • Taylor Locke - guitar, vocals
  • Louie Stephens - keyboards
  • Matt Winter - bass
  • Ned Brower - drums, vocals

[voto: 3.5]

Faccio fatica a credere che i Rooney siano una band senza un contratto discografico importante, dopo il buon successo internazionale del secondo album (targato Geffen), trascinato dal singolo-tormentone "When Did Your Heart Go Missing", stra-passato da tutte le radio rock del mondo (inclusa Virgin Radio Italia), suonato nelle discoteche e arrivato addirittura al numero uno della Top 100 tedesca.

Comunque sia, la prima prova che Robert Schwartzman e soci ci propongono da "freelance" è un gustoso antipasto in forma di EP di quello che sarà il nuovo full length, in uscita tra qualche mese.

Quattro i pezzi proposti in questo "Wild One", autoprodotto dalla band e mixato dall'esperto Dave Trumfio (tra gli altri, ha collaborato con Wilco, Ok Go, The Baldwin Brothers e Jesus and Mary Chain).

Sentiamoli: "Suckceed" (mi piace il gioco di parole) è un catchy, trascinante powerpop 100% Rooney; "I Don't Understand" è più cadenzata ma altettanto coinvolgente, con un'atmosfera vagamente "sixties"; la bella title track è uno slow con tinte westcoast; la conclusiva "The Days Keep Going By" ricorda nella strofa i Duran Duran (quelli più maturi), mentre il refrain si muove su coordinate ELO/The Cars.

L'antipasto è stato assai gradito. Aspettiamoci ora una sostanziosa portata da Gambero Rosso.



Tracklist di Wild One

  • 01. Suckceed   3:34
  • 02. I Don't Understand   3:09
  • 03. Wild One   3:12
  • 04. The Days Keep Going By   4:28


Discografia dei Rooney

  • Rooney (2003 Geffen Records)
  • Calling The World (2007 Geffen Records)
  • Wild One (2009 Independent Release)


Link suggeriti

 

 

SEABIRD - ROCKS INTO RIVERS lunedì, 4 gennaio 2010 15:47 by madseason

seabird rocks into rivers front cover

  • Release Date: 15 Dicembre 2009
  • Etichetta: Credential Recordings
  • Produttore: Paul Moak, Matt Hales   

 

  • Aaron Morgan - vocals, keyboards
  • Ryan Morgan - guitar
  • Brandon Weaver - bass
  • Preston Lane - drums

 

[voto: 3.5]

No, decisamente i Seabird non sono la band più originale del pianeta.

Ce ne eravamo già accorti con l'album d'esordio "'Til We See The Shore", che grazie all'hit single "Rescue" li aveva portati all'attenzione del pubblico USA. E questo nuovo album, che arriva a un anno e mezzo di distanza dal precedente, ce lo conferma.

Il loro sound rimane caratterizzato da un piano rock con influenze britpop, comparabile a quello di The Fray, Keane, Copeland, Coldplay, Jack's Mannequin, Snow Patrol, Starsailor e Thriving Ivory.

Detto questo, non si può negare che "Rocks Into Rivers" sia un disco di valore, superiore a "...Shore" come qualità compositiva media, gradevolissimo dall'inizio alla fine, ricco di composizioni appassionate e suggestive. Un disco in cui il piano e la voce di Aaron Morgan - mi piace il suo timbro sottile e forte allo stesso tempo, acuto e intenso - disegnano melodie sognanti ed emozionanti, qualche volta melanconiche, mentre la chitarra del fratello Ryan dona un tocco rock alle composizioni, senza offuscare mai il lavoro dei tasti d'avorio.

Aaron, fedele al suo credo cristiano, non si esime dal farcire di tematiche spirituali le liriche dei brani dei Seabird; ma grazie al cielo ci risparmia pallosi e ipocriti sermoni, puntando più sulla disamina delle difficoltà dei rapporti interfamiliari (d'altronde, per i cristiani la famiglia è una piccola chiesa) e su tematiche introspettive.

Se aggiungiamo che la produzione e gli arrangiamenti di "Rocks Into Rivers" sono di livello assoluto, viene naturale consigliare questo disco agli amanti dei gruppi sopracitati. E sconsigliarlo a chi vuole il suo poprock meno prevedibile e più audace.

 

Tracklist di Rocks Into Rivers

  • 01. Don't You Know You're Beautiful   3:31
  • 02. Believe Me   3:11
  • 03. Sing To Save My Life   4:25
  • 04. Trust   3:30
  • 05. The Good King   3:28
  • 06. Baby I'm In Love   3:23
  • 07. This Ain't Home   4:06
  • 08. The Sound Of You And I   1:53
  • 09. Don't Change A Thing   3:47
  • 10. This Road   3:46
  • 11. Finally Done Right   2:56
  • 12. Rocks Into Rivers   5:01


Discografia degli Seabird

  • Spread Your Broken Wings And Try EP (2005 Independent Release)
  • Let Me Go On EP (2007 Credential Recordings)
  • 'Til We See The Shore (2008 Credential Recordings)
  • The Silent Night EP (2009 Credential Recordings)
  • Rocks Into Rivers (2009 Credential Recordings)


Link suggeriti

 

BACKYARD BABIES – THEM XX domenica, 3 gennaio 2010 15:37 by max.murgia

backyard babies them xx front cover

  • Release Date: 7 Dicembre 2009
  • Etichetta: Sony Music Entertainment Sweden
  • Produttore: V.A.

 

  • Nicke Borge – vocals, guitar
  • Dregen – guitar, vocals
  • Johan Blomquist - bass
  • Peder Carlsson - drums

[voto: 4]

 

E’ tempo di festeggiamenti in casa Backyard Babies, che giunti al ventesimo anno di attivismo stradaiolo si concedono il lusso, magari un po’ scontato, di autocelebrarsi con questo accattivante cofanetto che, una volta tanto, si riesce a portare a casa senza dover accendere un mutuo.

La confezione è decisamente de-luxe, si tratta sostanzialmente di un patinatissimo libro fotografico in hard-cover che accoglie al suo interno ben 4 argentei dischetti. Se come il sottoscritto avete la passione per la fotografia rock, tra le 120 pagine di cui si compone il volume troverete di che sollazzarvi, con una serie di immagini on ed off stage di una delle poche band attualmente in attività ancora in grado di esprimere quell’attitudine street-trash e quel senso di debauchery che fa tanto rock’n roll ma che così poco si percepisce nell’odierno panorama musicale.

Dal punto di vista strettamente musicale, dato per scontato il primo cd che raccoglie un po’ tutto il meglio del repertorio di Dregen e compagni, è sugli altri due dischetti che il vero fan concentrerà l’attenzione. Nel volgere di poco meno di 40 brani troviamo infatti un tripudio di rarità, b-sides, versioni alternative, live-tracks ed una manciata di inediti (tra cui citiamo “This Is How The World Ends”) che conferiscono all’acquisto del cofanetto un senso anche al di la del mero fatto estetico/collezionistico.

 

A completare il quadro, troviamo un bonus-dvd che affianca al documentario “Jetleg The Movie” (78 minuti rigorosamente in lingua svedese) i 13 video-clip prodotti dalla band nel suo primo ventennio di carriera. Per poco meno di 35 euro, cosa pretendere di più?

 

Tracklist di Them XX

CD1

  • 01. Brand New Hate   03:01
  • 02. Minus Celsius   03:36
  • 03. Highlights   03:47
  • 04. Degenerated   03:36
  • 05. Electric Suzy   03:16
  • 06. Look At You   02:45
  • 07. Abandon   04:17
  • 08. The Mess Age (How Could I Be So Wrong)   03:29
  • 09. Fill Up This Bad Machine   03:11
  • 10. The Clash   03:08
  • 11. Friends   02:48
  • 12. Dysfunctional Professional   03:34

CD2

  • 01. Taxi Driver (live)   03:52
  • 02. Lies   04:50
  • 03. Mommy's Little Monster   03:44
  • 04. Teenagers From Mars   03:11
  • 05. One Track Mind   02:41
  • 06. Powderhead   03:32
  • 07. Ghetto You   03:24
  • 08. Wireless Mind   04:09
  • 09. Can't Find The Door   03:42
  • 10. Backstabber   02:47
  • 11. Gotta Go!   02:05
  • 12. Stars   02:29
  • 13. Rocker (feat. Michael Monroe)   02:45
  • 14. Babylon (feat. Ginger & DJ Champain)   03:06
  • 15. (Is It) Still Alright To Smile?!   04:04
  • 16. P.O.P.   02:41
  • 17. By The Phone   02:50
  • 18. Three Wise Monkeys   02:55
  • 19. Fashion (Changes With You)   03:15
  • 20. Jack The Ripper   04:50

CD3

  • 01. Pet Samatary   03:29
  • 02. Please! Please! Please!   03:07
  • 03. Blackheart   02:52
  • 04. Devil-May-Care   03:11
  • 05. Pretty Ugly   03:32
  • 06. Shut The Fuck Up   02:46
  • 07. Big Bad Wolf   03:08
  • 08. Say When (live)   02:37
  • 09. Minormajor Problem   04:57
  • 10. This Is How The World Ends   02:25
  • 11. Shattered Bonds   02:57
  • 12. Dysfunctional Profesional (Glaumann Mix Radio Edit)   02:57
  • 13. Saved By The Bell (Piano Version feat. Dizzy Reed)   03:52
  • 14. Babylon (Idit For Life Remix by DJ Champain & Yod)   03:17
  • 15. Minus Celsius (Shieldster & Player Remix)   04:09
  • 16. Dysfunctional Proffesional (Thomas Rusiak Remix feat. Swingfly)   04:48
  • 17. The Mess Age (Greven & Gösen Remix)   05:11
  • 18. Fuck Off And Die (Hard Act 2 Follow Remix)   04:04

DVD

  • Jetleg The Movie
  • Them XX The Movie

Videos:

  • 01. The Mess Age (How Could I Be So Wrong)   03:30
  • 02. Electric Suzy   03:20
  • 03. Look At You   02:44
  • 04. Highlights   03:46
  • 05. Brand New Hate   03:13
  • 06. The Clash   03:32
  • 07. Minus Celsius   03:36
  • 08. A Song For The Outcast   03:57
  • 09. Dysfunctional Proffesional   03:35
  • 10. Fuck Off And Die   03:46
  • 11. Nomadic   03:50
  • 12. Degenerated   03:37


Discografia dei Backyard Babies

  • Diesel And Power (1994 Megarock - 2006 Billion Dollar Babies)
  • Total 13 (1998 MVG Records)        
  • Making Enemies Is Good (2001 BMG Sweden AB)
  • Stockholm Syndrome (2003 BMG Sweden AB)
  • People Like People Like People Like Us (2006 BMG Sweden AB)
  • Backyard Babies (2008 BMG Sweden AB)


Link suggeriti

 

SKILLET - AWAKE domenica, 3 gennaio 2010 12:31 by amaranth

skillet awake front cover

  • Release Date: 25 Agosto 2009
  • Etichetta: Ardent Records - Lava - Atlantic
  • Produttore: Howard Benson

 

  • John Cooper – lead vocals, bass
  • Ben Kasica – lead guitar
  • Korey Cooper – keyboard, rhythm guitar, background vocals, synthesizer
  • Jen Ledger – drums, background vocals

 

 

[voto:3.5]

Già passati alla ribalta con il precedente "Comatose", questi Skillet arrivati al settimo studio-album non cambiano di una virgola genere proposto, una sorta di melodic (nu) metal, con voce maschile/femminile, perfezionato con inserti orchestrali e tagliato per le heavy rotation delle radio rock di mezzo mondo. Per quanto scontato e autoindulgente sia il genere di riferimento, "Awake" ha quella marcia in più, per via del flavour anni ottanta che permea la dozzina di brani qui presenti e si combina alla perfezione con suoni e produzione moderna. Merito (ma per molti potrebbe essere anche un demerito visto che ormai i suoni e le dinamiche sono le stesse per tutti i gruppi che produce) di Howard Benson, e dell'ormai onnipresente Brian Howes già producer della band in passato, che in questo "Awake" preferisce stare nelle retrovie e concentrarsi sul songwriting.

Il platter potrà anche suonare scontato ad un primo passaggio, ma quello che convince sulla lunga distanza sono le canzoni, rotonde, fluide, compatte. Impossibile rimanere impassibili all'impatto dei singoli "Monster" ed "Hero", al dinamismo di "Awake And Alive", alla power ballad "Don't Wake Me" o di fronte ai chorus tipicamente Howes-style di "One Day Too Late"  e "Should've When You Could've".

Il genere è quello portato al successo dagli Evanescence, cavalcato a dovere dai nostri Lacuna Coil, ma francamente se dovessi scegliere chi lo ha perfezionato (e meglio interpretato), non esiterei a fare il nome di questi Skillet.

 

Tracklist di Awake

  • 01. Hero   3:06
  • 02. Monster   2:58
  • 03. Don't Wake Me   3:55
  • 04. Awake And Alive   3:31
  • 05. One Day Too Late   3:40
  • 06. It's Not Me It's You   3:24
  • 07. Should've When You Could've   3:31
  • 08. Believe   3:50
  • 09. Forgiven   3:39
  • 10. Sometimes   3:28
  • 11. Never Surrender   3:30
  • 12. Lucy   3:38


Discografia degli Skillet

  • Skillet (1996 Ardent Records / Forefront Records)
  • Hey You, I Love Your Soul (1998 Ardent Records / Forefront Records)
  • Invincible (2000 Ardent Records / Forefront Records)
  • Ardent Worship Live (2000 Ardent Records)
  • Alien Youth (2001 Ardent Records)
  • Collide (2003 Ardent Records)
  • Comatose (2006 Ardent Records - Lava / Atlantic)
  • Comatose Comes Alive (2008 Ardent Records - Lava / Atlantic)
  • Awake (2009 Ardent Records - Lava / Atlantic)


Link suggeriti

WILL HOGE - THE WRECKAGE domenica, 27 dicembre 2009 16:58 by madseason

will hoge the wreckage front cover

  • Release Date: 29 Settembre 2009
  • Etichetta: Rykodisc Records
  • Produttore: Ken Coomer, Charlie Bracco
  • Mixing engineer: Jim Scott

 

  • Will Hoge - vocals, guitar
  • Devin Malone - electric guitar, pedal steel, mandolin, keyboards, vocals
  • Adam Beard - bass, trumpet, vocals
  • Sigurdur Birkis - drums

 

[voto: 4]

Will Hoge, trentaseienne da Nashville, Tennessee, è un artista esperto, sincero, diretto, senza fronzoli.
Le peculiarità della sua musica le ritroviamo tutte in questo nuovo "The Wreckage", titolo che fa riferimento al brutto incidente che Will ha avuto in scooter nell'agosto del 2008, mentre tornava a casa dallo studio presso cui stava preparando il suo disco.
Dopo una serie di operazioni e una lunga attività di fisioterapia, Hoge è tornato al suo lavoro, nella Primavera del 2009, provato nel fisico, ma non nello spirito.

Accostabile ad artisti di rock tradizionale americano come Bruce Springsteen, Tom Petty, The Wallflowers, Tony Carey e John Mellencamp, Will Hoge non smentisce neanche in questa occasione la sua attitudine schietta e genuina da autentico spirito libero, servendoci quaranta minuti di storie che raccontano amori persi e amori trovati, cuori infranti e cuori rappezzati, tra rockers ruvidi da viaggi senza fine su strade polverose, e ballate malinconiche da suonare attorno a un fuoco, con una chitarra acustica e una bottiglia di whiskey a portata di mano.

Will è un artista con un cuore grande così, innamorato del rock'n'roll come pochi: non snobbatelo, non lo merita.

 

Tracklist di The Wreckage

  • 01. Hard To Love   03:24
  • 02. Long Gone   02:52
  • 03. The Wreckage   03:33
  • 04. Favorite Waste Of Time   03:12
  • 05. Even If It Breaks Your Heart   03:44
  • 06. What Could I Do   04:29
  • 07. Goodnight Goodbye   04:25
  • 08. Just Like Me   03:28
  • 09. Highway Wings   03:25
  • 10. Where Do We Go From Down   03:45
  • 11. Too Late Too Soon   04:01


Discografia di Will Hoge

  • Spoonful - Tales Begin To Spin (1997 Independent Release)
  • Carousel (2001 Atlantic)
  • Blackbird On A Lonely Wire (2003 Atlantic)
  • The America EP (2004 Independent Release)
  • The Man Who Killed Love (2006 Independent Release)
  • Draw The Curtains (2007 Rykodisc)
  • The Wreckage (2009 Rykodisc)


Link suggeriti

THE ELMS - THE GREAT AMERICAN MIDRANGE domenica, 27 dicembre 2009 15:15 by madseason

the elms the great american midrange front cover

  • Release Date: 15 Settembre 2009
  • Etichetta: Trust Incorporated
  • Produttore: Brent Milligan, The Elms
  • Mixer engineer: Adam Kasper
  • Mastering engineer: Bob Ludwig

 

  • Owen Thomas - vocals, guitar     
  • Thomas Daugherty - guitar, vocals Produced by Brent Milligan, The Elms
  • Nathan W. Bennett - bass, vocals  Label: Trust Incorporated
  • Christopher Thomas - drums, vocals

[voto: 4]

 

Quarto album per gli Elms, dall'Indiana, ed un ritorno in piena forma, dopo i dubbi suscitati da "The Chess Hotel", cd non pienamente riuscito.
Il titolo, "The Great American Midrange", è indicativo del contenuto lirico dell'album; gli Elms raccontano storie di vita vissuta in cui molti americani della lower middle class possono riconoscersi: non solo questioni sentimentali, ma anche la rabbia che scaturisce dalle frustrazioni della vita di tutti i giorni.

Ma il titolo è appropriato anche per il contenuto musicale: melodici rock anthemici, classici ed energici mid-tempo tinti di blues e di country, ballate pigre venate di soul, sonorità insomma che aiutano a definire la classe media americana.

Spesso paragonati ad artisti "rootsy" come Tom Petty, The Black Crowes e John Mellencamp, gli Elms ci mettono di loro versatilità e freschezza nell'approccio moderno al songwriting; ma mi piace anche evidenziare la qualità compositiva che si mantiene elevata per tutta l'opera.
Un disco che merita l'acquisto immediato da parte degli appassionati del genere e un approfondimento da parte di tutti gli altri.

 

Tracklist di The Great American Midrange

  • 01. Strut   3:25
  • 02. Unless God Appears First   4:15
  • 03. County Fair   2:47
  • 04. The Wildest Heart   3:58
  • 05. Long Gone   4:12
  • 06. The Shake   2:26
  • 07. The Good Guys   4:05
  • 08. The Little Ways   3:47
  • 09. Back To Indiana   3:30
  • 10. This Is How The World Will End   4:37
  • 11. Thunderhead   3:46
  • 12. A Place In The Sun   3:51

 

Discografia dei The Elms

  • The Elms EP (2000 EMI - Sparrow)
  • Big Surprise (2001 EMI - Sparrow)
  • Truth, Soul, Rock and Roll (2002 EMI - Sparrow)
  • The Chess Hotel (2006 Universal South)
  • The Great American Midrange (2009 Trust Incorporated)


Link suggeriti

WE WILL ROCK YOU - THE MUSICAL giovedì, 24 dicembre 2009 15:26 by maxare

we will rock you the musical flyer

"We Will Rock You", scritto da Ben Elton in collaborazione con i Queen superstiti Brian May e Roger Taylor, ha debuttato sui palcoscenici londinesi nel maggio del 2002 ed è tuttora in programmazione, oltre che al Dominion Theatre (dove è diventato il musical più rappresentato di sempre dello stesso teatro), in diversi Paesi europei.
E, finalmente, dal 4 dicembre, il musical ispirato a uno dei gruppi rock giustamente più amati di tutti i tempi è arrivato anche in Italia.
Devo ammettere che mi sono recato al Teatro Allianz con più di un pregiudizio, prima di tutto perchè quanto avevo letto della trama non brillava certo per originalità, secondo perchè Italia e Rock sono spesso due parole che non vanno d'accordo e infine, perchè, a priori, i musical mi spaventano un po', ho sempre paura che siano di una noia mortale. Certo, anche il fatto che ci fossero due canzoni "tradotte" in italiano non mi ha aiutato.
Fortunatamente tutti i miei pregiudizi sono stati smentiti e "We Will Rock You" si è rivelata una produzione divertente (demenziale direi), ben recitata e soprattutto ottimamente cantata.
L'adattamento italiano è stato fatto in maniera molto piacevole con continui riferimenti a canzoni e personaggi della musica popolare italiana, riferimenti che se fossero stati mantenuti in originale non avrebbero avuto alcun senso per la maggior parte degli spettatori.
Tutti i protagonisti hanno delle voci notevoli che meriterebbero forse più notorietà, in particolare spiccano su tutti Valentina Ferrari nella parte di Killer Queen e Salvo Vinci nella parte di Galileo Figaro, il protagonista principale.

La trama:
attorno al 2300, l'Italia è diventata il fulcro del pianeta Terra, rinominato pianeta Mall e controllato dalla multinazionale GlobalSoft; il divertimento è omologato e l'unica musica ascoltabile è la Musica Elettronica Registrata Da Anonimi, il rock è bandito come anche qualsiasi strumento musicale.
Galileo Figaro e la sua nuova amica Scaramouche sono due ragazzi che si ribellano a tutto ciò e in virtù delle visioni auditive di Galileo iniziano un cammino che li porta a incontrare casualmente la banda dei Bohemians, un gruppo di ragazzi i quali hanno preso i nomi delle rockstar trovati nei manifesti pubblicitari dei concerti del XX° secolo e che vivono nell'attesa del loro "messia", colui che li porterà al "living rock", ove si narra che alcuni strumenti musicali giacciano ancora nascosti.

La scelta delle canzoni è piuttosto ben bilanciata tra il repertorio degli anni '70 e quello degli anni '80 con quasi tutti classici (inutile citarli) e un paio di sorprese come "Headlong" e stacchi strumentali presi da "Death On Two Legs" e "Ogre Battle". Gli arrangiamenti sono stati leggermente modificati ma con gusto e qualche testo è stato riadattato, seppur in minima parte, per essere più in sintonia con la trama.
Le due canzoni tradotte in italiano sono "Radio Ga Ga" e "No One But You (Only The Good Die Young)"; se la prima è passabile anche in italiano, pur non essendo tra le mie canzoni preferite dei Queen, la seconda rivela ancora di più della versione in inglese la sua scarsa originalità, sembra una canzone degna del peggior Sanremo. D'altronde è utile alla trama in un momento in cui viene rivolto un omaggio a tutte le rockstar prematuramente scomparse come Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Michael Jackson e, ovviamente, Freddie Mercury.

La live band è veramente in gamba ed è stata nascosta tutto il tempo, si è fatta vedere solo verso la fine dello spettacolo (che, pausa compresa, è durato ben 2 ore e 40), forse un po’ più di spazio visivo se lo sarebbero meritato anche se avrebbero distratto dalla storia.
Nota di colore: il chitarrista, già presente nel cast canadese e invitato direttamente da Brian May a far parte di quello italiano, è Tristan Avakian, noto per aver suonato nella cult AOR band Red Dawn autori di un unico e ambito album.

I veri fan dei Queen non avranno certo bisogno del mio incoraggiamento per recarsi a vedere “We Will Rock You”, ma a tutti gli altri che, bene o male, conoscono e amano le canzoni del gruppo inglese consiglio vivamente di affrettarsi a comprare i biglietti, le date a disposizione in cartellone non sono molte:

 

  • dal 4 al 30 dicembre: Allianz Teatro, Milano
  • dal 27 al 31 gennaio: Teatro Rossetti, Trieste
  • dal 4 al 7 febbraio: Teatro Europa, Bologna
  • dall’11 al 21 febbraio: Teatro Brancaccio, Roma


Link suggeriti

[voto: 4]