POETS OF THE FALL - TWILIGHT THEATER mercoledì, 31 marzo 2010 01:30 by max.murgia

poets of the fall twilight theater

  • Release Date: 17 Marzo 2010
  • Etichetta: Insomniac
  • Produttore: Poets Of The Fall

 

  • Marko Saaresto - lead vocals, guitar
  • Olli Tukiainen - guitar
  • Markus Kaarlonen - keyboards


[Voto: 4]



E' con malcelato gaudio che accolgo la quarta release dei Poets Of The Fall, trio finlandese ben noto in seno ai patri confini ma pressoché sconosciuto nel resto del mondo, se non per aver prestato la propria musica ad un noto videogame.

Affascinato dalle vibrazioni autunnali evocate dal loro nome, approcciai senza grande aspettative il debut-album "Sign Of Life" solo per trovarmi tra le mani un gioellino rock che faceva fatica ad abbandonare il lettore. 5 anni e tre album dopo, la fascinazione non solo continua, ma viene ulteriormente consolidata da questo "Twilight Theater", intrigante fin dall'immagine di copertina, dalla quale occhieggia un inconsueto jester, strappato quasi di peso dall'iconografia neo-progressive.
Ma è l'album nella sua globalità che colpisce positivamente, risultando per quanto mi riguarda il loro parto meglio riuscito, in virtù di un song-writing maturo e melodico quanto basta per non scivolare nella banalità.

Una maggior raffinatezza di suoni, sostenuti in alcuni brani da un efficiente sottofondo di archi, ed una qualità complessiva decisamente elevata rendono "Twilight Theater" un disco di sostanza, emotivamente coinvolgente e musicalmente appagante.
Tra le dieci tracce incluse (buona la decisione di non strafare aggiungendo inutili fillers) risulta difficile indicare le migliori; diciamo che i miei gusti vengono maggiormente soddisfatti dall'opener "Dreaming Wide Awake", con quel chorus assassino che ti si stampa nella testa, dalla suadente "Given And Denied", vagamente in stile Marillion era-Hogarth, e dalla coinvolgente "War", liricamente forse quanto di meglio possano offrire i poeti autunnali.

Gran disco, purtroppo non facilmente reperibile sul mercato e quindi destinato ad un mercato di nicchia. Peccato, perché quanto di buona la band sta offrendo meriterebbe maggior visibilità.
In ogni caso, agli interessati sarà sufficiente una carta di credito ed un veloce passaggio sul loro sito. Se non altro, farete in modo che i vostri soldi finiscano direttamente nelle tasche della band.

Tracklist di Twilight Theater

  • 01. Dreaming Wide Awake   4:22   
  • 02. War   5:03   
  • 03. Change   4:43    
  • 04. 15 Min Flame   4:58    
  • 05. Given And Denied   4:15    
  • 06. Rewind   4:20    
  • 07. Dying To Live   3:44    
  • 08. You're Still Here   3:25    
  • 09. Smoke And Mirrors   5:15    
  • 10. Heal My Wounds   5:53    


Discografia dei Poets Of The Fall

  • Sign Of Life (2005 Insomniac)
  • Carnival Of Rust (2006 Insomniac)
  • Revolution Roulette (2008 Insomniac)
  • Twilight Theather (2010 Insomniac)


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NEON TREES - HABITS martedì, 30 marzo 2010 23:05 by maxare

neon trees

  • Release Date: 16 Marzo 2010
  • Etichetta: Mercury
  • Produttore: Tim Pagnotta

 

  • Tyler Glenn – lead vocals, keyboards
  • Chris Allen – guitars
  • Branden Campbell – bass
  • Elaine Bradley – drums, vocals


[Voto: 3.5]

Scongelati e trasportati ai giorni nostri direttamente dal 1983 (titolo del loro nuovissimo e ultra catchy singolo), ecco a voi i Neon Trees da Provo, Utah. Il loro è un ottimo debutto di pop rock dal ritmo ballabile, figlio di un certo post-punk new wave dei primissimi anni ’80 (una sorta di Blondie meets U2 meets The Plimsouls) e accostabile anche a band più moderne come The Killers, Rooney o The Sounds.

Non li scopriamo di certo noi a weChameleon: l’anno scorso sono stati in tour con The Killers e a breve intraprenderanno una tournée americana con 30 Seconds To Mars e Mutemath. Inoltre, la produzione è opera del cantante e leader della pop punk band californiana Sugarcult.

Le canzoni più rappresentative sono "1983", "Sins Of My Youth", "Our War" e il primo singolo "Animal".

L’unico vero difetto è la durata, meno di trenta minuti sono veramente pochi (solo per questo il voto non è superiore alle tre stelle e mezzo), ma se avete voglia di trascorrere una mezz’ora spensierata questo è il disco che fa per voi.

Tracklist di Habits

  • 01. Sins Of My Youth   3:38
  • 02. Love And Affection   3:03
  • 03. Animal   3:32
  • 04. Your Surrender   3:41
  • 05. 1983   3:42
  • 06. Girls And Boys In School   3:32
  • 07. In The Next Room   3:50
  • 08. Our War   4:05


Discografia dei Neon Trees

  • Habits (2010 Mercury)


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THISORDER – INNER ISLAND domenica, 28 marzo 2010 22:43 by maxare

thisorder inner island front cover

  • Release Date: 23 Febbraio 2010
  • Etichetta: New Model Label
  • Produttore: Thisorder
  • Mastering engineer: Justin Shturtz

 

  • Emanuele Rontino – lead vocals
  • Marco Albanelli – guitar
  • Domenico Muscariello – bass
  • Thomas Manna - drums


[Voto: 3]

I Thisorder (bel monicker, ragazzi, complimenti!) sono quattro ragazzi che provengono dall'assolata Ischia benché, a conti fatti, la loro musica di solare abbia poco o nulla.

La perizia compositiva e tecnica di Emanuele, Marco, Domenico e Thomas e l'abilità nella produzione totalmente "autoctona" sono tali da poter definire il loro debutto di livello internazionale.

Hanno l'abilità di non essere mai ripetitivi cercando le soluzioni melodiche più appropriate ad ogni brano, come in "Blood Upon The Wheel" in cui un riff pesante fa da apripista a un ritornello urgente ma di ampio respiro; oppure come in "I'm Sorry" con cui comincia l'intero album, delicatamente e in maniera contenuta, per poi lasciarsi andare in un crescendo melodico che ricorda gli Afterhours di "Germi". Nella bella "Tomorrow Will Be Gone" giocano a fare i Black Lab mentre in "Fist" l'influenza dei Pearl Jam più grezzi è decisiva.

Questi ragazzi sono a loro agio sia nei momenti acustici e d'atmosfera come in "Fingers", "The Bitter Hail" e "Late Empire" (in cui pare di avvertire echi di Steve Hogarth alla voce) che in quelli più aggressivi come nelle già citate "Blood…", "I'm Sorry" o "3 Dawns". Questa alternanza rende l'ascolto dell'intero album vario e non scontato.

Paradossalmente, la canzone che meno mi piace è anche quella più melodica e che, forse anche per questo, è stata scelta come singolo e video: "Unus" mi sembra influenzata da certe sonorità garage e lo-fi che non digerisco completamente.

Come debutto non c'è male: ora non fermatevi e continuate a crescere!


Tracklist di Inner Island

  • 01. I'm Sorry   4:12
  • 02. Fingers   4:45
  • 03. Unus   3:18
  • 04. Rashua   4:52
  • 05. Blood Upon The Wheel   4:01
  • 06. The Bitter Hail   3:35
  • 07. 3 Dawns   4:33
  • 08. Tomorrow Will Be Gone   5:00
  • 09. Fist   3:09
  • 10. Late Empire   18:59


Discografia dei Thisorder

  • Inner Island  (2010 New Model Label)


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AUDREY HORNE - AUDREY HORNE venerdì, 26 marzo 2010 00:42 by amaranth

Audrey Horne Audrey Horne front cover

  • Release Date: 1 Marzo 2010
  • Etichetta: Indie Recordings
  • Produttore: Joe Barresi

 

  • Toschie - vocals
  • Ice Dale - guitars, bass
  • Thomas Tofthagen - guitars
  • Kjetil Greve - drums

[Voto: 4]

 

Prendete un genere musicale. Pensate alla sua evoluzione. Prendete dei musicisti cresciuti in un determinato contesto cimentarsi con un genere completamente nuovo per i loro canoni. Lo sforzo creativo li porterà, quasi sicuramente, a generare qualcosa di ben più avvincente, e perchè no originale, anche rispetto a chi quel determinato genere lo suona da decenni!

Vi spiego meglio. Audrey Horne (do you remember Twin Peaks?) anno 2005, band di origine norvegese, primo disco, "No Hay Banda". Clamoroso esempio di come fondere l'alternative rock/metal e il crossover anni novanta di band come Alice In Chains, Faith No More e primi Tool, il tutto confezionato, sorpresa, da musicisti di estrazione black/death metal (ex membri di Gorgoroth e Enslaved per la cronaca)!

Dopo la replica a titolo "Le Fol", il terzo self title album di questi ragazzacci di Berger spinge il loro alternative metal verso un hard rock di stampo seventies, intenso e drammatico nell'incendere, avallato dalla produzione dell'esperto Joe Barresi (Queen Of The Stone Age, Kyuss, Fu Manchu, Tomahawk). L'evoluzione non è molto distante da quanto fatto in passato dagli Amorphis di "Tuonela" e "Am Universum", o forse il paragone più calzante è quello di altri ex black/death metallers approdati in territori più classici, ossia i connazionali Green Carnation.

Persistono retaggi metal, ruffiani quanto efficaci a livello esecutivo, ma il fulcro su cui girano "Circus", "Sail Away", i chiaroscuri della stupenda "Down Like Suicide", la vorticosa "Blaze Of Ashes" e l'atmosfere plumbee di "Firehose", è un dinamico hard rock anni settanta dal piglio moderno, scolpito con l'utilizzo massiccio di un minaccioso hammond.

Non c'è che dire, gli Audrey Horne sono riusciti nell'impresa di ripulire il flusso sonoro incontrollato delle loro origini estreme e coinvogliarlo in un sound moderno ma allo stesso tempo classicamente rock, adulto e altamente descrittivo.

PS: Nella limited edition troverete 4 brani acustici e due cover: "Nowhere To Run" dei Kiss, e addirittura "Halo" di Beyonce, in una versione tombale per solo piano e voce (!)


Tracklist di Audrey Horne

  • 01. These Vultures   1:45
  • 02. Charon   4:26
  • 03. Circus   3:33
  • 04. Down Like Suicide   3:54
  • 05. Blaze Of Ashes   4:44
  • 06. Sail Away   5:41
  • 07. Bridges And Anchors   4:36
  • 08. Pitch Black Mourning   6:14
  • 09. Firehouse   6:06
  • 10. Darkdrive   5:31
  • 11. Godspeed   3:33

Limited Edition Digipack-only tracks

  • 01. Desert   3.08
  • 02. Carrie   3.58
  • 03. Bright Lights   3.42
  • 04. Nowhere To Run   4.32
  • 05. Rearview Mirror?   4.01
  • 06. Halo   3.42


Discografia degli Audrey Horne

  • Confessions & Alcohol EP (2005 Tuba Records / DogJob)
  • No Hay Banda (2005 Essential)
  • Le Fol (2007 Indie Recordings)
  • Audrey Horne (2010 Indie Recordings)


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CRASH KARMA - CRASH KARMA giovedì, 25 marzo 2010 00:12 by madseason

crash karma crash karma front cover

  • Release date: 16 Marzo 2010
  • Etichetta: Crash Karma Ltd. - E1 Music Canada
  • Produttore: Mike Turner

 

  • Edwin - vocals
  • Mike Turner - guitars
  • Amir Epstein - bass
  • Jeff Burrows - drums

[Voto: 3.5]

 

I Crash Karma sono una sorta di supergruppo canadese (anche se a loro il termine dà fastidio), che annovera tra le proprie fila Edwin degli I Mother Earth, Mike Turner, ex chitarrista degli Our Lady Peace (ma lo ricordiamo anche con i Fair Ground di Pete Lesperance), Amir Epstein degli Zygote e Jeff Burrows, ex-Tea Party.

Dopo una serie di incontri e discussioni tra i 4, il gruppo si è ufficialmente formato nel 2008 e ha registrato il disco d'esordio lo scorso anno presso il Pocket Studio di proprietà di Turner, che si è adoperato anche come produttore del disco.

Dei componenti la band, il fulcro creativo, il mastermind che sta dietro all'intero concept è Amir, che ha portato la maggior parte delle idee di base delle canzoni, sviluppate poi con sapienza ed abilità da Edwin, Mike e Jeff.

Il risultato è un album di alternative rock anni '90 che miscela brani più heavy con altri più melodici, con un suono che riflette la storia e le capacità musicali dei quattro e lo speciale legame chimico che si è instaurato fra loro.

Le perle del disco sono "Energy", un rock alternativo dinamico e profondo, con spunti progressive queensrychiani ed un refrain che dà un senso compiuto al brano; "Fight", il secondo singolo estratto dall'album, un hard rock aggressivo ed avvelenato costruito su un gran riff di chitarra. "Man I Used To Be", ritmata, melodica, coinvolgente. "Live A Little", midtempo che sarebbe potuto uscire dalla penna degli Smashing Pumpkins.

Tra le cose meno riuscite cito "On My Own", un alternative metal stucchevole; "Lost", ballad che si gradisce per un minuto, ma che per i rimanenti 3 e mezzo ci ricorda come recensire dischi possa diventare un supplizio; "Like A Wave", un'opener non all'altezza del ruolo; e ci metterei anche il primo singolo, "Awake" -"un viaggio rock psichedelico e percussivo in una consapevolezza superiore" a detta della biografia- che non incide il dovuto: sembra un working demo degli Alter Bridge mai completato.

In sintesi, l'album non parte in maniera memorabile, ma quando finalmente ingrana, ci regala del rock di qualità suonato da veterani che aderiscono ad un credo musicale forse demodé, ma sicuramente ancora in grado di fare proseliti tra chi preferisce la sostanza all'apparenza.

Per il prossimo disco, però, gradirei qualche gran pezzo alla "Energy" in più, please.

 

Tracklist di Crash Karma

  • 01. Like A Wave   3:47
  • 02. Awake   3:57
  • 03. Next Life   3:50
  • 04. Lost   4:37
  • 05. Fight   3:24
  • 06. The Fire   3:39
  • 07. Man I Used To Be   3:46
  • 08. Energy   3:52
  • 09. On My Own   3:38
  • 10. Not About Anger   3:17
  • 11. Live A Little   3:34


Discografia dei Crash Karma

  • Crash Karma (2010 Crash Karma - E1)


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FIREFLIGHT – FOR THOSE WHO WAIT mercoledì, 24 marzo 2010 00:27 by maxare

fireflight for those who wait front cover

  • Release Date: 9 Febbraio 2010
  • Etichetta: Flicker Records
  • Produttore: Rob Hawkins

 

  • Dawn Michele – lead vocals
  • Justin Cox – guitar, background vocals
  • Glenn Drennen – guitar
  • Wendy Drennen – bass, background vocals
  • Phee Shorb - drums

[Voto: 3.5]

 

I Fireflight escono con la quarta release sulla lunga distanza e terza per la Flicker Records, nota etichetta cristiana: questo nuovo For Those Who Wait potrebbe avere un discreto successo in tutto il mondo ma, chissà perchè, il rock di matrice non secolare, al di fuori dei confini USA, non è praticamente considerato. Anzi, i pochi gruppi contemporanei che riescono a sfondare anche al di qua dell'oceano cercano spesso di scrollarsi di dosso l'etichetta di band cristiana, vedi gli esempi passati di Evanescence, P.O.D. e Switchfoot.

Diversi i pezzi da novanta in questo CD, come l'epica title track e opener, che inizia con un arrangiamento d'archi che mi ricorda vagamente una certa "Eleanor Rigby", il primo singolo "Desperate", che è entrato in heavy rotation in tutte le radio rock cristiane, l'orchestrale ballad "Name", che racconta di tragici accadimenti in ospedale o ancora la melodia urgente di "Core Of My Addiction".

La band è spesso e inevitabilmente comparata agli Evanescence, ma rispetto a questi ultimi ha mediamente più brani heavy rock in repertorio e meno ballad. Inoltre, dalla loro, questi cinque ragazzi della Florida hanno diversi fattori: una cantante straordinaria come la ventottenne Dawn Michele, dalla voce potente e pulita (a cui fa occasionalmente da contraltare quella del chitarrista Justin Cox), un muro sonoro di forte impatto grazie alla super produzione di Rob Hawkins e, non ultimo, il fatto che i testi non siano esplicitamente evangelici.

Insomma, un gruppo con tante doti, a cui manca giusto qualche melodia ancora più memorabile per fare il definitivo salto di qualità.

Vi segnalo, infine, un link dove potrete ascoltare l'album per intero: come sempre, se vi piace, compratelo!

Tracklist di For Those Who Wait

  • 01. For Those Who Wait   4:07
  • 02. Desperate   2:54
  • 03. Fire In My Eyes   2:59
  • 04. Core of My Addiction   3:14
  • 05. What I've Overcome   3:05
  • 06. Name   3:49
  • 07. New Perspective   3:20
  • 08. You Give Me That Feeling   3:23
  • 09. All I Need To Be   3:35
  • 10. Recovery Begins   4:54


Discografia dei Fireflight

  • Glam-rok (2002 Eight Track Records)
  • On The Subject Of Moving Forward EP (2004 Independent Release)
  • The Healing Of Harms (2006 Flicker Records)
  • Unbreakable (2008 Flicker Records)
  • For Those Who Wait (2010 Flicker Records)


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EVERMORE - EVERMORE martedì, 23 marzo 2010 00:33 by madseason

evermore evermore front cover

  • Release Date: 12 Marzo 2010
  • Etichetta: Warner Music Group
  • Produttore: Jon Hume

 

  • Jon Hume - vocals, guitars
  • Peter Hume - bass, keyboards, synthesizers
  • Dann Hume - drums, percussion


[Voto: 4]



Con 3 fortunati studio album alle spalle, i neozelandesi Evermore si ripropongono con questa raccolta, impreziosita da tre inediti, che funge anche da debutto internazionale.

Il gruppo, che deve il suo nome al mitico pezzo dei Led Zeppelin "The Battle Of Evermore", è composto dai 3 fratelli Hume, Jon (il maggiore, cantante, chitarrista e produttore), Peter (il bassista/tastierista) e Dann (il "cucciolo", batterista) e si caratterizza per un sound che viaggia tra alternative rock e pop rock mainstream, richiamando la musicalità di band quali Death Cab For Cutie, Keane, Travis, Coldplay, The Fray, rispetto ai quali i nostri hanno una maggiore propensione all'uso di sintetizzatori.

Gli Evermore possono contare su una già consistente collezione di brani dalla costruzione molto curata, dal forte appeal commerciale, ma non per questo dozzinali, spesso resi vitali da riff, di tastiera o di chitarra che sia, estremamente coinvolgenti.

Potrei citare tutti i 15 brani dell'album, d'altronde siamo di fronte al meglio della produzione dei neozelandesi. Mi limito a sottolineare il brillante up tempo con tanto di synth distorti della danzereccia "Hey Boys And Girls", dal terzo lavoro, la rock opera "Truth Of The World"; il lirismo dell'intensa e melanconica "Dreams Call Out To Me", dal disco d'esordio "Dreams"; il brio del gioiellino in stile U2/Coldplay "Running", dal secondo "Real Life"; l'anthemica "Between The Lines"; l'inedita "Underground", una versione aggiornata -con una spruzzata di elettronica moderna- di band britpop come Blur, Pulp e Supergrass.

"Evermore" è un ottimo punto di partenza per chi non ha mai avuto la fortuna di ascoltare prima d'ora la musica dei fratelli Hume. Per chi ne è già appassionato, è un piacevole ripasso e l'occasione per gustare tre validissime tracce mai pubblicate prima (la già citata "Underground", la synth driven "This Is Love" e "Throwitaway", pop rock danzereccio dal gusto retrò).

Tracklist di Evermore

  • 01. Underground   3:42
  • 02. Hey Boys And Girls   4:48
  • 03. Running   4:24
  • 04. For One Day   4:10
  • 05. This Is Love   4:34
  • 06. Light Surrounding You   3:56
  • 07. Between The Lines   4:11
  • 08. It's Too Late (Ride On)   3:58
  • 09. Never Let You Go   4:16
  • 10. Everybody's Doing It   4:38
  • 11. Throwitaway   3:40
  • 12. Can You Hear Me?   4:11
  • 13. Unbreakable   3:31
  • 14. Front Page Story / Diamonds In The River   5:23
  • 15. Dreams Call Out To Me   4:33


Discografia degli Evermore

  • Dreams (2004 Warner)
  • Real Life (2006 Warner)
  • Truth Of The World: Welcome To The Show (2009 Warner)
  • Evermore (2010 Warner)


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HOTSTREETS - HOTSTREETS lunedì, 22 marzo 2010 00:12 by madseason

hotstreets hotstreets front cover

  • Release Date: 4 February 2010
  • Label: Carlos Media Corp
  • Producer: Ethan Kaufmann

 

  • David Amezcua - vocals, guitars, bass, drums

 


[Voto: 4.5]

 

 

I don't know how many of you have had the chance to listen to the excellent major debut album by Under The Influence Of Giants, a band from Los Angeles often compared to the Scissor Sisters; with that CD they reached the top of the Heatseekers Billboard chart in 2006.

Well, the bassist of that brilliant pop/rock/soul/funk/blues band is none other than our David Amezcua from Hollywood , deus-ex-machina of this new band called Hotstreets, where the bearded artist sings, plays guitars, drums, writes music and lyrics and, obviously, plays bass guitar.

David boasts different important collaborations in his curriculum vitae, besides UtIoG he played live with Hoobastank, Ryan Cabrera and others and he declares to be influenced by a plethora of artists of different genres like pop, soul, rock and funk.

The versatility of his tastes is clearly reflected in his compositions. Starting from the funky westcoast sound that pervades the opener "Dr. Doctor" to the concluding easy listening "SNL", it is a sequence of beautiful and wonderfully arranged pop songs, where the 70/80s sound of legends like Chicago, Toto, Prince, Steely Dan, Bee Gees, Survivor, George Michael, Supertramp and ELO is skilfully melted with a more contemporary sound like the one of Maroon 5, Mika, Jamiroquai, The Feeling, Orson and Donkeyboy. Everything is driven by the thin voice of David, a crossover of Michael Jackson, Jake Shears of Scissor Sisters and Adam Levine of Maroon 5.

If we would like to compare Hotstreets' sound with his mother-band, we may notice that UtIoG had a more sharpened dance beat and a more theatrical vein of insanity than Amezcua's compositions, while the Hotstreets' leader is focused to reach an audience who mainly loves classic, smooth and adult oriented sounds.

Anyway, with Under The Influence Of Giants or by himself, David Amezcua is a first-class artist and if you indentify yourself with the references of my review, buy his music pronto. 


Tracklist of Hotstreets

  • 01. Dr. Doctor   3:45
  • 02. Complicated   3:14
  • 03. Hush   3:05
  • 04. She's A Sleep Machine   3:19
  • 05. Just A Little Bit   2:57
  • 06. The Last Call   3:02
  • 07. Aim To Lose   3:49
  • 08. Condescending Paradise   3:05
  • 09. Something To Belong   2:32
  • 10. SNL   3:33


Discography of Hotstreets

  • Hotstreets (2010 Carlos Media Corp)


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