KASHMIR - TRESPASSERS lunedì, 8 febbraio 2010 23:02 by madseason

kashmir trespassers front cover

  • Release Date: 1 Febbraio 2010
  • Etichetta: Columbia - Sony
  • Produttore: Kashmir, Andy Wallace, John O'Mahony

 

  • Kasper Eistrup - vocals, guitar
  • Henrik Lindstrand - keyboards, guitar
  • Mads Tunebjerg - bass
  • Asger Techau - drums

 

 

[voto:4]Li conoso poco questi 4 danesotti che hanno battezzato la loro band in onore del leggendario pezzo dei Led Zeppelin, eppure a casa loro sono da tempo delle star e possono vantare un più che discreto seguito anche al di fuori dei patrii confini.
Il loro nuovo disco, il sesto in studio, se si escludono i lavori indipendenti, mi convince. A partire dalla perfetta produzione, per la quale Eistrup e compagni sono stati coadiuvati da John O'Mahony (Coldplay, Alberta Cross, Kaiser Chiefs, Depeche Mode e The Cribs nel suo palmares) e dalla vecchia volpe Andy Wallace (Faith No More, The Cult, Feeder, Blind Melon, Foo Fighters, Biffy Clyro, Kaiser Chiefs, Linkin Park, Skunk Anansie e potrei andare avanti per altre tre pagine).

E poi il songwriting... In bilico tra sonorità melancholic pop alla Coldplay, Keane, Travis e Saybia (questi ultimi loro compaesani) ed elettropoprock in stile Carpark North (altra band danese, eccellente tra l'altro), troviamo 10 ottime tracce che hanno il grande pregio di crescere ascolto dopo ascolto, a dimostrazione che i Kashmir sono una band di sostanza e non un gruppettino di pop usa e getta.

Vorrei portare qualche brano ad esempio delle capacità del gruppo di proporre la loro musica intensa, malinconica, ricca di suggestive sfumature autunnali, con stile e bravura, ma fatico a scegliere un pezzo a discapito di un altro.
No, meglio versarsi un bicchiere di buon vino, spegnere la luce ed abbandonarsi all'ascolto di questo notevole "Trespassers". Musica per l'anima.

 

Tracklist di Trespassers

  • 01. Mouthful Of Wasps   05:16
  • 02. Intruder   04:24
  • 03. Mantaray   04:10
  • 04. Pallas Athena   02:28
  • 05. Still Boy   05:12
  • 06. Bewildered In The City   06:29
  • 07. Pursuit Of Misery   04:07
  • 08. Time Has Deserted Us   04:04
  • 09. Danger Bear   03:40
  • 10. The Indian (That Dwells In This Chest)   05:23


Discografia dei Kashmir

  • Travelogue (1994 Sony)
  • Cruzential (1996 Sony)
  • The Good Life (1999 Sony)
  • Zitilites (2003 Sony)
  • No Balance Palace (2005 Sony)
  • Trespassers (2010 Columbia - Sony)


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STAGE DOLLS - ALWAYS lunedì, 8 febbraio 2010 22:53 by maxare

stage doll always front cover

  • Release Date: 4 Gennaio - 15 Febbraio 2010
  • Etichetta: Sony Music Norway – AOR Heaven
  • Produttore: Ronny Wikmark & Torstein Flakne

 

  • Torstein Flakne - vocals, all electric & acoustic guitars
  • Terje Storli - 4, 5 & 8 string basses
  • Morten Skogstad - drums


 

[voto:4]

Avrei voluto iniziare questa recensione parlando di "Always" come del secondo disco del come-back degli Stage Dolls ma, guardando bene la discografia, mi sono accorto che sono già passati ben sei anni dal penultimo studio album "Get A Life"; insomma, pur avendo una lunga carriera alle spalle – quest'anno festeggiano i 25 anni dal debutto –  il power trio più melodico dei fiordi, dal 1989 in qua, ha pubblicato solo 4 album in studio, un paio di raccolte e un live cd.
Tutti i lavori sono però caratterizzati da un alto livello qualitativo; meglio pochi ma buoni, no?!

"Always", uno dei dischi più attesi in ambito rock melodico di questo 2010, ha debuttato al numero 1 delle classifiche di vendita norvegesi, risultato meritato per un disco che ribadisce le qualità artistiche del trio di Trondheim sia in fase compositiva sia di arrangiamento.
Stilisticamente, gli Stage Dolls confermano l'evoluzione iniziata con "Get A Life", con un suono e un songwriting molto vicini a quello di Bryan Adams, a cui ora aggiungono, qua e là, delicate melodie country che mi riportano alla mente Richard Marx. Il tutto è condito da un tocco personale: quei cori spesso caratterizzati da un mood "spiritual" che già dal terzo e omonimo disco rendono riconoscibile il sound della band (da sottolineare, ancora una volta, la presenza come backing vocalist di Mark Spiro, collaboratore di lunga data della band).

Due ottimi esempi delle influenze sopra citate sono l'iniziale title track, la quale sembra uscire direttamente da quel capolavoro di "Waking Up The Neighbours" del biondino canadese, e la successiva "Rainin' On A Sunny Day" che, grazie all'atmosfera bucolica di cui è permeata, potrebbe passare per un'outtake di "Days In Avalon" di Richard Marx.
Altre highlights del disco sono la cadenzata "Taillights", dove i cori sono classicamente Stage Dolls, il divertente rock'n'roll di "Saturday Night" (e qui torna a farsi sentire l'influenza di Bryan Adams, quello di "Kids Wanna Rock" per l'esattezza), il country rock di "Highway's Open", che non avrebbe sfigurato nel ben più noto "Lost Highway" dei Bon Jovi.

"Always" è un disco che, pur nella sua breve durata (solo 37 minuti), non mancherà di soddisfare le orecchie dei melodic rockers amanti delle sonorità più patinate e li accompagnerà in lunghi viaggi on the road.


Tracklist di Always

  • 01. Always   03:37
  • 02. Rainin' On A Sunny Day   04:04
  • 03. Rollin'   03:48
  • 04. Highway's Open   04:06
  • 05. Eye Of My Heart   03:58
  • 06. Better Off Pretty   04:04
  • 07. Taillights   03:33
  • 08. Saturday Night   03:13
  • 09. Where The Blacktop Ends   03:31
  • 10. My Strangest Friend   03:14


Discografia degli Stage Dolls

  • Soldiers' Gun (1985 Polygram)
  • Commandos (1986 Universal)
  • Stage Dolls (1988 Polydor)
  • Stripped (1991 Polygram)
  • Stories We Could Tell (1994 EMI)
  • Dig (1997 Polygram)
  • Good Times - The Essential (2002 Mercury)
  • Get A Life (2004 MBN)
  • Get A Live (2005 MBN) CD+DVD
  • Always (2010 Sony Music Norway - AOR Heaven)


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OCEAN COLOUR SCENE - SATURDAY domenica, 31 gennaio 2010 22:38 by madseason

ocean color scene saturday

  • Release Date: 1 Febbraio 2010
  • Etichetta: Cooking Vinyl Records
  • Produttore: Gavin Monaghan

 

  • Simon Fowler - vocals
  • Steve Cradock - guitar
  • Andy Bennett - guitar
  • Dan Sealey - bass
  • Oscar Harrison - drums

 

[voto:3.5]

Tornano i veterani del britpop Ocean Colour Scene, ormai alla nona prova in studio, a 18 anni (!) di distanza dal loro disco d'esordio e a 14 da quel "Moseley Shoals" che li ha proiettati al top delle chart d'oltremanica, rendendoli una delle band più influenti ed amate del panorama pop-rock inglese della metà degli anni novanta, in compagnia di Oasis, Blur, Suede, Elastica e Supergrass.

Dopo il grande successo del successivo "Marchin' Already" (quasi due milioni di copie nel solo Regno Unito), per gli OCS è cominciata una lenta ma inevitabile discesa, il cui picco è rappresentato dal penultimo studio album di tre anni fa, "On The Leyline": solo una settimana in classifica nella "UK Album Charts" ad un poco onorevole 37° posto, snobbato dalla critica e dal pubblico modaiolo che tanto aveva contribuito al successo degli OCS quando il loro sound era "in".

A onor del vero, la band di Simon Fowler aveva ormai perso da anni gran parte dello smalto degli heydays, tanto che anche lo zoccolo duro dei fans cominciava a veder vacillare la propria fede.
Fede che potrebbe essere rinsaldata proprio da questa nuova prova in studio: "Saturday" infatti è un disco vivo, brillante, che guarda al passato degli Ocean senza nostalgia, proponendo anthem da arena, ballate appassionate e poprockers divertenti, con un suono fresco, seppur classico.

Il rock alla Dire Straits di "100 Floors Of Perception" apre l'album in maniera inconsueta per Fowler & co., ma è con le successive "Mrs Maylie" e "Saturday" che i britannici ci ricordano chi sono e ci spiegano perchè valga la pena dar loro ancora una chance: il powerpop che odora di Cheap Trick lontano un miglio della prima e il britpop energico e trascinante della seconda sono una goduria per le orecchie.
Lo slow "Just A Little Bit Of Love" e la cadenzata "Old Pair Of Jeans" - quest'ultima con un gradevole tocco western - rallentano un po' il ritmo dell'album, che riprende con il rock tradizionale arricchito da cori gospel di "Sing Children Sing".
Nuovo pitstop con il lamento della drammatica "Harry Kidnap", mentre con "Magic Carpet Days" il pop dei sixties irrompe con tutta la sua frivolezza. La meditata "The Word" è sostenuta dal lavoro degli strumenti acustici che vengono riproposti anche nella lenta "Village Life", che ci sorprende con i suoi echi pinkfloydiani.
In "Postal" il poprock degli OSC si fa noisy senza infastidire, mentre "What's Mine Is Yours" ha scritto "Beatles" in fronte a caratteri cubitali. "Fell In Love On The Street Again", una delicata ballad guidata dal pianoforte, un filo stucchevole, a onor del vero, ci conduce all'episodio conclusivo del disco: "Rockfield", un brano anthemico, incalzante, che dimostrerà il suo pieno valore nella dimensione live.

Concludendo: "Saturday" non è un album epocale, ma scommetto che gli Oasis darebbero un rene per riuscire a riproporsi a questi livelli.


Tracklist di Saturday

  • 01. 100 Floors Of Perception   3:10
  • 02. Mrs Maylie   3:14
  • 03. Saturday   3:25
  • 04. Just A Little Bit Of Love   2:58
  • 05. Old Pair Of Jeans   3:16
  • 06. Sing Children Sing   3:42
  • 07. Harry Kidnap   3:58
  • 08. Magic Carpet Days   3:14
  • 09. The Word   3:09
  • 10. Village Life   3:27
  • 11. Postal   2:07
  • 12. What's Mine Is Yours   3:02
  • 13. Fell In Love On The Street Again   3:01
  • 14. Rockfield   3:21


Discografia degli Ocean Colour Scene

  • Ocean Colour Scene (1992 Fontana)
  • Moseley Shoals (1996 MCA)
  • Marchin' Already (1997 Island)
  • One from the Modern (1999 Island)
  • Mechanical Wonder (2001 Island)
  • North Atlantic Drift (2003 Sanctuary)
  • A Hyperactive Workout For The Flying Squad (2005 Sanctuary)
  • On the Leyline (2007 Moseley Shoals)
  • Saturday (2010 Cooking Vinyl)


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NUMBER ONE GUN - TO THE SECRETS & KNOWLEDGE venerdì, 29 gennaio 2010 23:52 by madseason

number one gun to the secret & knowledge

  • Release Date: 26 Gennaio 2010
  • Etichetta: Tooth & Nail Records
  • Produttore: Jeff Schneeweis

 

  • Jeff Schneeweis - vocals, guitars, keyboards, electronics

 

 

 

[voto:3.5]

Per cominciare: I Number One Gun (che tradotto in italiano farebbe "Pistola Numero Uno"... facciamo finta di niente) erano un gruppo rock di Chico, California, che si è sciolto nel 2006 dopo aver rilasciato un EP e due full-length. Successivamente, Jeff Schneeweis, leader, cantante e polistrumentista del gruppo, crea i The North Pole Project e, nel giro di un anno, gli cambia nome in Number One Gun, che quindi ritornano come progetto solista di Schneeweis.

"To The Secrets & Knowledge" è il secondo album di questa reincarnazione dei NOG e segue di due anni l'album "The North Pole Project" (ah, la fantasia!) che passò quasi inosservato alle mie orecchie.
Ma con questo nuovo album andiamo decisamente meglio: Jeff Schneeweis è riuscito a sviluppare il sound indie pop rock dei NGO, rendendolo più eclettico ed interessante.

Si spazia così dall'opener “The Victory”, un anthem colorato da un semplice ma elegante riff di synth, alla sperimentale "Noises", affine ad alcuni lavori di Imogen Heap; dall'ambient evocativo di “White Lies” al rock corposo in stile Anberlin del singolo "Forest"; dall'acustica, minimale “The People” all'energica "Hey Stranger", che potrebbepassare per un'outtake dei Jack's Mannequin.

Un discorso a parte merita la conclusiva "Don't Stop Believing", cover del famosissimo, immortale capolavoro dei Journey: non potendo contare sulla voce divina di un Perry né sulla classe superiore e sulla tecnica chitarristica di uno Schon, forse era il caso di cercare un approccio a questa reinterpretazione più creativo e coraggioso. La versione di Schneeweis non aggiunge niente all'originale e chiude con un episodio che lascia perplessi un disco altrimenti molto valido, sicuramente il migliore dei Number One Gun.


Tracklist di To The Secrets & Knowledge

  • 01. The Victory   3:07
  • 02. Big Machines   3:29
  • 03. Forest   4:05
  • 04. Noises   2:44
  • 05. Hey Strange   3:00
  • 06. The People   2:35
  • 07. White Lies   3:20
  • 08. Look To Pass   3:06
  • 09. Try It   3:12
  • 10. Don't Stop Believing   4:15


Discografia dei Number One Gun

  • Forever (2002 Floodgate Records)
  • Celebrate Mistakes (2003 Floodgate Records)
  • Promises For The Imperfect (2005 Tooth & Nail Records)
  • The North Pole Project (2008 Tooth & Nail Records)
  • To The Secrets & Knowledge (2010 Tooth & Nail Records)


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NEEDTOBREATHE - THE OUTSIDERS mercoledì, 27 gennaio 2010 00:31 by amaranth

needtobreathe the outsiders front cover

  • Release Date: 25 Agosto 2009
  • Etichetta: Atlantic Records
  • Produttore: Needtobreathe, Jim Scott, John Alagía, Rick Beato

 

  • Bear Rinehart – lead vocals, guitar, piano
  • Bo Rinehart – guitar, background vocals
  • Seth Bolt – bass, background vocals
  • Joe Stillwell – drums, background vocals

 

 

[voto: 4.4]

Capita spesso di questi tempi per convenienza, etichettare e circoscrivere una band in un genere ben definito. Con il rischio di far passare un buon disco per un prodotto tra i tanti che infestano quotidianamente il mercato musicale. Niente di più sbagliato se di fronte hai una band che pur appartenendo ad una scena musicale cerca di discostarsi e dimostrare la propria identità. Cosi come nel caso degli Switchfoot anche i Needtobreathe fanno parte sulla "carta" di quel filone di band cristiane che cercano di disco in disco di distaccarsi dagli sterotipi del genere.

White Rock? Christian Rock? Nulla di più sbagliato, il terzo disco dei Needtobreathe "The Outsiders" conferma l'intenzione dei Needtobreathe di essere un'entità sonora autoctona. Un disco ancora una volta diverso dai precedenti, con spiragli southern rock e cori gospel, una base "rootsy" che di primo acchitto spiazza e necessita svariati passaggi prima di poter entrare in sintonia con il mood generale del platter. Si tratta del classico grower-album, che cattura l'ascoltatore poco alla volta, grazie a quell'impeto melodico e alle geometrie vocali e strumentali che schiudono di volta in volta nuovi orizzonti. Intediamoci il dinamismo melodico della band è rimasto integro, non fosse altro per una continuità di songwriting e una tracklist che ben bilancia gli elementi in un crescendo sempre più incalzante.

Nei dodici pezzi, "Lay 'Em Down" scelto come primo singolo spiazza per le radici southern/gospel, e sulla falsariga si staglia l'atmosfera rarefatta di "Through Smoke", le melodie cristalline di "Valley Of Tomorrow", i ritagli acustici di "Won't Turn Back" o la dolcissima ballata "Stones Under Rushing Water". Ma "The Outsiders" a mio avviso merita l'acquisto per la title track, un clamoroso anthem modern/country, e una song capolavoro del calibro di "Hurricane", il vertice assoluto a livello compositivo dei Needtobreathe. Una band che cambia ancora una volta pelle, dimostrando non solo versatilità, ma anche uno stile e un approccio a queste sonorità unico che non le fa perdere nel mare magnum di band senza arte ne parte. Non modern rock, non christian rock, ma permettetemi un'etichetta fuori dal comune. Soul Rock. Dio benedica i Needtobreathe.



Tracklist di The Outsiders

  • 01. The Outsiders   4:29
  • 02. Valley of Tomorrow   4:02
  • 03. Through Smoke   3:12
  • 04. Lay 'Em Down   3:11
  • 05. What You've Done to Me   3:21
  • 06. Hurricane   4:07
  • 07. These Hard Times   3:39
  • 08. Stones Under Rushing Water (featuring Sara Watkins of Nickel Creek)   3:24
  • 09. Prisoner   3:15
  • 10. Won't Turn Back   3:09
  • 11. Girl Named Tennessee   2:58
  • 12. Something Beautiful   3:40
  • 13. Garden   3:41
  • 14. Let Us Love   3:42


Discografia dei Needtobreathe

  • The Feature (2001 Independent Release)
  • Fire EP (2004 Independent Release)
  • The Turnaround EP (2004 Independent Release)
  • Daylight (2006 Sparrow - Lava - Atlantic)
  • The Heat (2007 Atlantic - Word)
  • The Outsiders (2009 Atlantic - Word)


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LOSTPROPHETS - THE BETRAYED domenica, 24 gennaio 2010 19:20 by madseason

lostprophets the betrayed front cover

  • Release Date: 25 Gennaio 2010
  • Etichetta: Visible Noise - Sony BMG
  • Produttore: Stuart Richardson

 

  • Ian Watkins – lead vocals
  • Lee Gaze – lead guitar
  • Mike Lewis – rhythm guitar
  • Jamie Oliver – synth, turntables, samples, vocals
  • Stuart Richardson – bass
  • Ilan Rubin – drums, percussion

[voto: 4.5]

Ed eccolo dunque l'album rock più atteso di questo primo mese degli anni '10.
Il nuovo lavoro dei Lostprophets, "The Betrayed", esce a 4 anni dal controverso "Liberation Transmission", dopo una lunga serie di rinvii dovuti a dispute con le etichette discografiche, problemi con i produttori via via coinvolti, dubbi e ripensamenti sulle tracce da inserire.

Ma adesso è qui e ce lo possiamo gustare in tutta la sua potenza e il suo vigore.
"If It Wasn't For Hate, We'd Be Dead By Now" è il canto di battaglia che apre l'album, una intro rabbiosa che non lascia dubbi sulle rinnovate intenzioni bellicose di Ian Watkins e soci; e a seguire, senza soluzione di continuità, quel gran calcio in culo che risponde al nome di "DSTRYR/DSTRYR", un pezzo aggressivo come un pitbull dopato che farà la gioia dei fan della prima ora dei gallesi. Si comincia a prender fiato con uno dei primi due singoli estratti dall'album, "It's Not The End Of The World, But I Can See It From Here", che si concede all'airplay radiofonico grazie ad una melodia furba e coinvolgente. Seguono l'altro singolo,"Where We Belong", con il suo refrain cantilenante, un brano catchy nella musica ma oscuro nel testo, e la furiosa "Next Stop, Atro City". "For He's A Jolly Good Felon" è un interessante powerpop alternativo; in "A Better Nothing" i Lostprophets rileggono alla loro ruvida maniera gli U2 di The Unforgettable Fire; il pop punk mainstream di "Streets Of Nowhere" è il gradevole capitolo successivo, mentre "Dirty Little Heart" potrebbe funzionare come terzo singolo, grazie a strofe e ritornello dalla facile presa (potevano scriverla i Calling!). E per la serie "let's save the best for last", ecco "Darkest Blue", un anthem glorioso con un chorus colossale che, con la successiva "The Light That Shines Twice As Bright..." - epica, atmosferica, deliziosa - conclude l'album col botto.

Bel disco questo "The Betrayed", una dimostrazione evidente che i Lostprophets non solo sono ancora vivi e vegeti, ma sono anche ispirati come forse non ci aspettavamo più.

 

Tracklist di The Betrayed

  • 01. If It Wasn't For Hate, We'd Be Dead By Now   2:18
  • 02. DSTRYR/DSTRYR   4:28
  • 03. It's Not The End Of The World, But I Can See It From Here   4:19
  • 04. Where We Belong   4:37
  • 05. Next Stop, Atro City   3:01
  • 06. For He's A Jolly Good Felon   4:40
  • 07. A Better Nothing   4:45
  • 08. Streets Of Nowhere   3:26
  • 09. Dirty Little Heart   5:42
  • 10. Darkest Blue   3:50
  • 11. The Light That Shines Twice As Bright...   5:52


Discografia dei Lostprophets

  • Thefakesoundofprogress (2000 Visible Noise - Sony Music)
  • Start Something (2004 Visible Noise - Sony Music)
  • Liberation Transmission (2006 Visible Noise - Sony Music)
  • The Betrayed (2010 Visible Noise - Sony Music)


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BIFFY CLYRO – ONLY REVOLUTIONS sabato, 23 gennaio 2010 20:00 by maxare

Biffy Clyro – Only Revolutions

  • Release Date: 6 Novembre 2009
  • Etichetta: 14th Floor Records
  • Produttore: Garth GGGarth Richardson

 

  • Simon Neil - lead vocals, guitars, piano
  • James Johnston - bass, vocals
  • Ben Johnston - drums, percussion, background vocals

 

 

[voto: 4]

"Only Revolutions" è la seconda release dei Biffy Clyro per la 14th Floor, dopo tre incisioni per la storica indipendente Beggars Banquet e anni di gavetta passati a suonare in ogni buco possibile del Regno Unito. E’ il mio primo approccio con il trio scozzese e ne sono rimasto favorevolmente colpito fin dal primissimo ascolto.

Un alto livello di energia viene sprigionato da questo combo che non ha paura di miscelare diversi stili: la potente sezione ritmica e le chitarre ad alto voltaggio sono complementari al pianoforte suonato dal lead vocalist Simon Neil e agli arrangiamenti orchestrali drammatici e pomposi (eseguiti da una vera orchestra!).

La produzione è impeccabile, riesce a dare il giusto rilievo sia alle parti più potenti che a quelle più melodiche e orchestrali senza che l’una prevalga sull’altra; d’altronde GGGarth Richardson non è certo uno di primo pelo: se non vi dicono niente Rage Against The Machine, Red Hot Chili Peppers, Sick Of It All o Skunk Anansie, penso sia l’ora di un ripasso di storia del rock dai 90s in poi.

Ben quattro sono i singoli prodotti da questo platter, il primo dei quali, "Mountains", è uscito addirittura nel luglio 2008 e si è rivelata la canzone di maggior successo di sempre della band di Kilmarnrock, arrivando al 5° posto delle classifiche UK.
Gli altri estratti sono sicuramente tra gli highlights di "Only Revolutions", che comunque si attesta su alti livelli per tutta la sua durata: "That Golden Rule" alterna una prima parte hard con un riffing a tratti nervoso a una seconda parte orchestrale enfatica e carica di pathos; l’anthemica "The Captain" è il punto più alto dell'album e il relativo, accattivante video in stile piratesco (manca solo che arrivi Jack Sparrow a portare via la Perla Nera) è tra i più belli dell’anno appena trascorso; l’ultimo singolo in ordine di tempo è uscito da poche settimane in versione remixata rispetto a quella dell’album: si tratta di "Many Of Horror", splendida ballad dall’atmosfera tormentata.
Altro pezzo forte del cd è l’incalzante "Bubbles" nella quale suona da guest guitarist il leader dei Queens Of The Stone Age, Josh Homme.

Non mi resta che andare alla scoperta delle precedenti release di questa band che non sarà rivoluzionaria ma ha realizzato uno dei dischi più solidi del 2009.

 

Tracklist di Only Revolutions

  • 01. The Captain 3.43
  • 02. That Golden Rule 3.50
  • 03. Bubbles 5.01
  • 04. God & Satan 3.10
  • 05. Born On A Horse 2.49
  • 06. Mountains 3.21
  • 07. Shock Shock 3.04
  • 08. Many Of Horror 4.19
  • 09. Booooom, Blast & Ruin 3.17
  • 10. Cloud Of Stink 2.56
  • 11. Know Your Quarry 3.29
  • 12. Whorses 3.56


Discografia dei Biffy Clyro

  • Blackened Sky (2002 Beggars Banquet)
  • The Vertigo Of Bliss (2003 Beggars Banquet)
  • Infinity Land (2004 Beggars Banquet)
  • Puzzle (2007 14th Floor)
  • Only Revolutions (2009 14th Floor)

 
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BON JOVI – THE CIRCLE (Limited Edition CD+DVD) sabato, 23 gennaio 2010 19:00 by maxare

bon jovi the circle front cover

  • Release Date: 30 Ottobre 2009
  • Etichetta: Island Records
  • Produttore: John Shanks, Jon Bon Jovi & Richie Sambora

 

  • Jon Bon Jovi - lead vocals
  • Richie Sambora - guitars, backing vocals
  • David Bryan - keyboards
  • Tico Torres - drums, percussion

 


[voto: 3.5]

Da pochi giorni è in rotazione su tutti i canali musicali il video di "Superman Tonight", secondo singolo estratto dall'ultimo disco dei Bon Jovi. E sempre da pochi giorni è iniziato il tour americano che li porterà in giro per i prossimi mesi (in Europa, per quest'anno, è prevista “solo” una serie di 12 serate a Londra e 1 a Parigi, vedere la sezione concerti).
Quale migliore occasione, quindi, per rispolverare The Circle e parlarvene un po'?

Passata, almeno temporaneamente, l'infatuazione per il country rock, i quattro vecchi amici tornano a giocare con la distorsione e ci propongono un album in linea con quanto stilisticamente avevano già realizzato con "Have A Nice Day", pur con le debite differenze.
Da sempre Jon Bon Jovi si ispira al papà del cosiddetto Jersey rock, ovvero Bruce Springsteen: questo mi sembra l’album più influenzato dal Boss e "Work For The Working Man" - bella, anche se il giro di basso è identico a quello della ben più nota "Livin' On A Prayer" - è la canzone che maggiormente risente di questo ascendente.
Comunque, a dispetto di queste influenze, il sound rimane al passo con i tempi: pochi assoli, niente refrain pomposi e tastiere mai in primo piano. Insomma, chi ad ogni nuova uscita si aspetta un ritorno alle sonorità ottantiane di "Slippery When Wet" o "New Jersey" deve farsene una ragione.

In "The Circle" non ci sono tracce che colpiscono subito al primo ascolto, è uno di quegli album che cresce con il tempo e alla fine non si può non rimanere catturati da brani come "Brokenpromiseland" (che mi fa venire in mente i Blue October, e so già che qualcuno mi darà del pazzo…), "Thorn In My Side", il primo singolo "We Weren't Born To Follow" e soprattutto "Love's The Only Rule", canzone con una carica fenomenale.
Due sono invece i pezzi che passano spesso sotto il tasto skip del mio player: "Live Before You Die" (brutta copia di "Joey") e "Fast Cars", una canzoncina troppo debole confrontata al resto della tracklist.
Da notare, inoltre, che gli amici di una vita, Desmond Child e Billy Falcon, hanno aiutato ancora una volta i nostri nella stesura di diverse canzoni.

"When We Were Beautiful", seconda traccia dell'album, dà il titolo anche al documentario oggetto del DVD incluso nella Limited Edition di "The Circle".
Seguiti durante il precedente "Lost Highway" tour, i quattro membri (o meglio il presidente, il vice e i due dipendenti) dei Bon Jovi si mettono a nudo e, in una serie di interviste, raccontano la loro stessa vita nella band: i tour estenuanti, le dipendenze di Richie Sambora e Tico Torres, la lealtà di David Bryan, la totale dedizione del workaholic Jon Bon Jovi.
Il documentario è girato interamente in bianco e nero, a sottolineare l'assunzione a status di classico del combo americano.
E come si potrebbe considerarli altrimenti?! Dopo 26 anni di onorata carriera i Bon Jovi sono di fatto tra le più longeve rock band di successo della storia.


Tracklist di The Circle

  • 01. We Weren't Born To Follow   (J. Bon Jovi, R. Sambora) 4.03
  • 02. When We Were Beautiful   (J. Bon Jovi, R. Sambora, B. Falcon) 5.18
  • 03. Work For The Working Man   (J. Bon Jovi, R. Sambora, D. Brown) 4.03
  • 04. Superman Tonight   (J. Bon Jovi, R. Sambora, B. Falcon) 5.12
  • 05. Bullet   (J. Bon Jovi, R. Sambora) 3.50
  • 06. Thorn In My Side   (J. Bon Jovi, R. Sambora) 4.05
  • 07. Live Before You Die   (J. Bon Jovi, R. Sambora) 4.18
  • 08. Brokenpromiseland   (J. Bon Jovi, R. Sambora, D. Child) 4.57
  • 09. Love's The Only Rule   (J. Bon Jovi, R. Sambora, B. Falcon) 4.38
  • 10. Fast Cars   (J. Bon Jovi, R. Sambora, D. Child) 3.16
  • 11. Happy Now   (J. Bon Jovi, R. Sambora, D. Child) 4.21
  • 12. Learn To Love   (J. Bon Jovi, R. Sambora, D. Child) 4.39


Discografia dei Bon Jovi

  • Bon Jovi (1984 Mercury)
  • 7800° Fahrenheit (1985 Mercury)
  • Slippery When Wet (1986 Mercury)
  • New Jersey (1988 Mercury)
  • Keep The Faith (1992 Mercury)
  • Cross Road (1994 Mercury)
  • These Days (1995 Mercury)
  • Crush (2000 Island)
  • One Wild Night Live 1985-2001 (2001 Island)
  • Bounce (2002 Island)
  • This Left Feels Right (2003 Island)
  • 100,000,000 Bon Jovi Fans Can't Be Wrong (2004 Island)
  • Have A Nice Day (2005 Island)
  • Lost Highway (2007 Island)
  • The Circle (2009 Island)


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