THE CRIBS - IGNORE THE IGNORANT domenica, 17 gennaio 2010 20:45 by madseason

the cribs ignore the ignorant

  • Release Date: 10 Novembre 2009
  • Etichetta: Wichita Recordings - Warner Bros. Records
  • Produttore: Nick Launay

 

  • Ryan James Jarman - vocals, guitar
  • Johnny Marr - guitar
  • Gary John Jarman - bass, vocals
  • Ross Anthony Jarman - drums

 

[voto:4]

Ok, adesso ci siamo. I Cribs non mi avevano mai entusiasmato, con la loro rabbia postpunkoide mal convogliata in composizioni che mi stancavano già al primo ascolto. Ma su questo quarto episodio della loro saga musicale gli inglesi di Wakefield centrano il punto, sfornando il loro miglior disco di sempre.

Il punto è quello di essere riusciti a sviluppare il proprio sound, senza snaturarlo, fino a portarlo a maturità.
In questo processo ritengo che sia stato fondamentale il "nuovo" acquisto dei Cribs, il navigatissimo ex-chitarrista dei The Smiths, Johnny Marr, il quale non solo ha dato maggior sostanza alle composizioni, ma ha contribuito in maniera decisiva agli arrangiamenti più ricercati, meno indie di "Ignore The Ignorant".
Intendiamoci, ITI rimane un disco diretto e onesto, in cui i fratelli Jarman non rinnegano le proprie radici musicali, ma finalmente le composizioni diventano memorabili, a partire dal singolo "We Share The Same Skies", che potrebbe aprire agli inglesi le porte delle chart rock americane.

Tra i tanti brani interessanti, mi piace citare l'altro singolo, l'abrasiva e pseudo-anthemica "Cheat On Me"; "Save Your Secrets" e la title-track, in cui i Cribs appaiono come una versione aggiornata dei Pretenders; l'opener "We Were Aborted", più vicina alle sonorità dei dischi precedenti; la greendayana "Victim Of Mass Production"; "Last Year's Snow", dal sound affine a quello dei Manic Street Preachers.

"Ignore The Ignorant", uscito in UK il 7 Settembre, è stato accolto in patria da critiche più che lusinghiere e dai favori del pubblico, che lo ha spedito all'ottavo posto della classifica britannica (miglior risultato di sempre). Vedremo se i Cribs riusciranno a replicare il successo anche in USA, dove il cd è uscito in formato "fisico" da soli due mesi. Se lo meriterebbero.

 

Tracklist di Ignore The Ignorant

  • 01. We Were Aborted   3:09
  • 02. Cheat On Me   3:24
  • 03. We Share The Same Skies   3:15
  • 04. City Of Bugs   6:22
  • 05. Hari Kari   3:44
  • 06. Last Year's Snow   3:35
  • 07. Emasculate Me   3:35
  • 08. Ignore The Ignorant   3:18
  • 09. Save Your Secrets   4:29
  • 10. Nothing   3:41
  • 11. Victim Of Mass Production   4:08
  • 12. Stick To Yr Guns   5:08


Discografia dei The Cribs

  • The Cribs (2004 Wichita Recordings)
  • The New Fellas (2005 Wichita Recordings)
  • Men's Needs, Women's Needs, Whatever (2007 Wichita Recordings - Warner Bros. Records)
  • Ignore The Ignorant (2009 Wichita Recordings - Warner Bros. Records)


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AFTER THE FALL - [IN] EXILE sabato, 16 gennaio 2010 23:59 by madseason

after the fall in exile front cover

  • Release Date: 28 Agosto 2009
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Produttore: Richard Stolz

 

  • Benjamin Windsor - vocals
  • Mark Edward Warner - guitar
  • Matthew Gore - bass
  • Andrew Atkins - drums

 

[voto: 4]

Uno di quei dischi che fan venire la pecolla a molti critici, che non mancheranno (e non hanno mancato) di bollarlo come "prevedibile", "formulaico", "inoffensivo"... In realtà "[In] Exile", terzo studio album degli australiani After The Fall, è un ottimo esempio di album che, seppur adatto all'airplay radiofonico, non si inchina passivamente alle leggi di mercato.

Benjamin Windsor ed i suoi compagni d'avventura infatti, oltre a non lesinare passione, mostrano un'abilità nel songwriting che permette loro di non affondare nelle paludi del banale e del "già sentito mille volte", cosa ardua per un gruppo pop-rock.
Il sound degli After The Fall ricorda quello di band non famosissime ma di assoluta qualità quali Taxiride, Crush, Swirl 360, Wave, Kick The Kangaroo e Feel. E Benjamin, sia quando canta trattenuto evocando atmosfere pacate, sia quando trascina l'ascoltatore lungo melodie che si alzano stentoree, dimostra di essere l'arma in più degli ATF, sempre convincente e con un timbro perfetto per il genere.

Un plauso anche al gran lavoro di Richard Stolz, che, a differenza dell'album precedente, in cui fu aiutato nel mixaggio dalla "star" Kevin Shirley, qua si occupa di tutte le fasi del processo di produzione del disco, con risultati eccellenti.

Insomma, gli After The Fall non saranno i sedicenti rivoluzionari pseudo-indipendenti che piacciono tanto ai soliti critici modaioli, ma sono una validissima band, assolutamente degna di portare avanti il testimone della grande tradizione melodicrock australiana.



Tracklist di [In] Exile

  • 01. Digital Age   03:05
  • 02. Scotland Yard   03:00
  • 03. Desire   03:17
  • 04. Break Me   02:54
  • 05. In The End   03:31
  • 06. Born   03:21
  • 07. A Feather Afloat   03:51
  • 08. The Big Exit   04:29
  • 09. Lullaby   03:42
  • 10. Pressure   03:34
  • 11. 1969   03:43
  • 12. All Together Now (Bonus Track)   03:09
  • 13. Home (Bonus Track)   03:14


Discografia degli After The Fall

  • As Far As Thoughts Can Reach EP (2002 Shock Records)
  • After The Fall (2004 Festival Mushroom Records)
  • Always Forever Now (2005 Festival Mushroom Records)
  • Gimme 5 EP (2007 Warner Music Australia)
  • [In] Exile (2009 Roadrunner Records)


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BIG & RICH - GREATEST HITS venerdì, 15 gennaio 2010 17:19 by maxare

big and rich greatest hits front cover

  • Release Date: 29 Settembre 2009
  • Etichetta: Warner Bros. – Hump Head
  • Produttore: Big Kenny, John Rich & Paul Worley

 

  • Big Kenny - vocals
  • John Rich – vocals, acoustic guitar

 

 

 

[voto:4]

La strana creatura nata dall'incontro tra "Big" Kenny Alphin e John Rich è giunta a una pausa di riflessione, visto che l'ultimo sforzo in studio dei B&R sulla lunga distanza è del 2007. Però i due countryrockers non sono rimasti con le mani in mano e, nel corso del 2009, hanno pubblicato un disco solista ciascuno ("Son Of A Preacher Man" per Rich e, più recentemente, "The Quiet Times Of A Rock And Roll Farm Boy" per Big) e la raccolta di successi, oggetto di questa recensione.

Per chi non li conoscesse, i Big & Rich sono tra i fondatori di Muzik Mafia, un'associazione di artisti, principalmente di ispirazione country, che vogliono condividere e diffondere il loro amore per la musica senza pregiudizi o limiti di alcun tipo.
E, quando si ascoltano i loro cd, tutto ciò è ben evidente: il loro non è il "solito" country fatto di voci nasali, delicate chitarrine slide e ballate; hanno, invece, un sound potente che mescola riff hard rock o funky a violini country conditi da intermezzi rap (courtesy of Cowboy Troy, afro-americano e membro del partito repubblicano, un personaggio che sembra uscito da un romanzo di Joe R. Lansdale, probabilmente l'unico country rapper della storia).
D'altronde le stesse collaborazioni con John Legend, Bon Jovi e Wycleaf Jean sono una prova dell'incapacità dei Big&Rich di rimanere artisticamente stagnanti, con buona pace dei country freaks più ortodossi.
Ad ogni modo, anche i nostri amano talvolta indulgere in qualcosa di più canonico, come una ballata: l'ultimo studio cd ne contiene diverse, peraltro più varie ed interessanti dei classici lenti country noiosi e melensi.

Nelle loro liriche, Kenny e John alternano argomenti più festaioli e frivoli a momenti più intensi e toccanti. Ci raccontano storie di truck driver strafottenti ("Kiss My Ass"), di cowboy strafottenti ("Save A Horse…"), di tour strafottenti ("Comin' To Your City") - ebbene sì, hanno quell'attitudine un po' strafottente da simpatici matti redneck - ma allo stesso tempo sono capaci di raccontare episodi di violenza domestica ("Holy Water") o cantare tragiche operazioni di guerra realmente accadute in Vietnam ("8th Of November").

Questo Greatest Hits, di cui è possibile acquistare separatamente anche la versione DVD (contenente però solo nove promo-video), è composto da qualche classico tratto dai tre studio album, da una canzone presente nell'EP "Big & Rich's Super Galactic Fan Pak" e dall'inedito "The Man I Am Right Now".
Un buon inizio per chi volesse entrare in contatto con l'accattivante follia di questa coppia con base a Nashville (e dove se no?!); il mio consiglio, però, è quello di dedicarsi da subito all'intera discografia: perchè procrastinare l'ascolto di perle come "Radio", "Soul Shaker", "Please Man" o l'imperdibile versione acustica di "You Shook Me All Night Long", criminosamente escluse da questo Greatest Hits?

 

Tracklist di Greatest Hits

  • 01. Rollin' (The Ballad Of Big & Rich)   (Big Kenny, John Rich, Cowboy Troy) 4:52
  • 02. Wild West Show   (Big Kenny, John Rich, Blair Daly) 4:00
  • 03. Save A Horse (Ride A Cowboy)   (Big Kenny, John Rich) 3:21
  • 04. Holy Water   (Big Kenny, John Rich, Vicki McGehee, Jeff Cohen) 4:17
  • 05. Big Time   (Big Kenny, John Rich, Angie Aparo) 3:58
  • 06. Comin' To Your City   (Big Kenny, John Rich) 3:29
  • 07. Never Mind Me   (Big Kenny, John Rich, Rodney Clawson) 3:26
  • 08. 8th Of November   (Big Kenny, John Rich) 3:30
  • 09. Lost In This Moment   (John Rich, Keith Anderson, Rodney Clawson) 3:33
  • 10. Between Raising Hell And Amazing Grace   (Big Kenny, Earl James) 3:43
  • 11. Loud   (Kirsti Manna, Darla Perlozzi, Danny Myrick) 3:02
  • 12. Jalapeño   (John Rich) 2:59
  • 13. The Man I Am Right Now   (John Rich, Vicky McGehee) 3:26
  • 14. Everybody's Rockin   (Big Kenny) 3:19
  • 15. Kick My Ass   (Big Kenny, John Rich, Bryan Wayne) 4:59


Discografia dei Big & Rich

  • Horse Of A Different Color (2004 Warner Bros.)
  • Big & Rich's Super Galactic Fan Pak EP+DVD (2004 Warner Bros.)
  • Comin' To Your City (2005 Warner Bros.)
  • Between Raising Hell And Amazing Grace (2007 Warner Bros.)
  • Big & Rich's Super Galactic Fan Pak vol. 2 EP+DVD (2008 Warner Bros.)
  • Greatest Hits (2009 Warner Bros.)


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TRANSATLANTIC - THE WHIRLWIND giovedì, 14 gennaio 2010 00:35 by max.murgia

transatlantic the whirlwind front cover

  • Release Date: 26 Ottobre 2009
  • Etichetta: InsideOut Music
  • Produttore: Transatlantic
  • Mixing engineer: Richard Mouser

 

  • Neal Morse - vocals, keyboards
  • Roine Stolt - guitar
  • Pete Trewavas - bass
  • Mike Portnoy - drums

[voto: 3]

Dischi come questo dovrebbero essere venduti solo dietro presentazione di ricetta medica, specie a chi poi quel disco lo dovrà anche recensire. Ok, quest'ultimo potrebbe anche non averlo fisicamente pagato, ma già il solo fatto di doverne scrivere rappresenta di per sé uno scotto non da poco.
I motivi? Sono molteplici, a partire dalla caratura dei musicisti coinvolti per proseguire con la qualità del materiale proposto. E' facile dire supergruppo, ancora più semplice è farsi cogliere da un attacco di orticaria non appena questo termine, spesso abusato, viene pronunciato. Ma se è vero come è vero che se assomiglia ad un coniglio, ha le orecchie da coniglio ed il muso da coniglio molto probabilmente si tratta effettivamente di un coniglio, allora i Transatlantic - quanto meno in ambito prog - sono un supergruppo. E come tale si porta dietro un mondo di aspettative, spesso e volentieri destinate a dissolversi come neve al sole.
 
Pur uscendo a circa 8 anni dal precedente lavoro in studio, "The Whirlwind" non sposta di una virgola quanto di positivo ma anche quanto di negativo i Transatlantic hanno espresso fin dall'esordio. Tecnicamente ineccepibili, Portnoy e compagni ci propongono il solito golem a matrice progressiva di cui si fatica a parlarne male, ma che raramente suscita entusiasmo. Il compito viene svolto come sempre con estrema accuratezza, nello spirito di ricreare atmosfere e sonorità di un tempo che fu con la solita cura maniacale a cui i quattro ci hanno sempre abituato. Che poi tutto ciò al giorno d'oggi abbia anche un senso, è tutto da dimostrare.

Resta l'indiscutibile coerenza con cui questo discorso musicale viene portato avanti, e l'indubbia qualità del materiale proposto. A proposito di quest'ultimo, è bene precisare che siamo di fronte all'ennesimo concept-album che si consuma nel "breve" volgere di un'ottantina di minuti in cui vengono visitati e rivisitati tutti gli stilemi e le peculiarità del rock progressivo, incluso il tema principale dell'album che tipicamente torna a farsi vivo ogni quarto d'ora o poco più. Tutto bello, bellissimo ma... che noia! Pur adorando il prog, sciropparsi 77 minuti di suite, per quanto ben suonata e musicalmente non scevra di momenti di vera eccellenza, mette le gonadi a serio rischio di orchite.

Per la cronaca, nell'edizione per ricchi nababbi troviamo anche un bonus disc con altri 4 inediti ed alcune cover, tra cui una buona versione di "The Return Of The Giant Hogweed" dei Genesis.

Detto questo, sono convinto che i quattro abbiano realizzato esattamente l'album che volevano realizzare, francamente sbattendosene anche un po' di quello che critica e pubblico potranno dire. Peccato però che al lato pratico "The Whirlwind" nulla aggiunga e nulla tolga a quanto già sapevamo, e da questo punto di vista, purtroppo, il disco rappresenta una buona occasione persa.

 
Tracklist di The Whirlwind

  • 01. Overture / Whirlwind   09:54
  • 02. The Wind Blew Them All Away   06:10
  • 03. On The Powl   06:03
  • 04. A Man Can Feel   06:35
  • 05. Out Of The Night   04:22
  • 06. Rose Colored Glasses   07:54
  • 07. Evermore   04:10
  • 08. Set Us Free   05:03
  • 09. Lay Down Your Life   05:11
  • 10. Pieces Of Heaven   02:17
  • 11. Is It Really Happening   08:11
  • 12. Dancing With Eternal Glory / Whirlwind (Reprise)   12:04


Discografia dei Transatlatic

  • SMTPe (2000 InsideOut Music)
  • Bridge Across Forever (2001 InsideOut Music)
  • The Whirlwind (2009 InsideOut Music)


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ZEBRAHEAD - PANTY RAID martedì, 12 gennaio 2010 00:15 by maxare

zebrahead panty raid front cover

  • Release Date: 8 Dicembre 2009
  • Etichetta: Sony BMG
  • Produttore: Jason Freese

 

  • Matty Lewis - vocals, rhythm guitar
  • Ali Tabatabaee - rap vocals
  • Greg Bergdorf - lead guitar
  • Ben Osmundson - bass
  • Ed Udhus - drums, percussion

[voto: 4]

 

Eravate alla disperata ricerca del disco da mettere ad una festa, il disco che accontentasse un po’ tutti facendo ballare il piedino e muovere la testa ai rocker più incalliti e che facesse, al contempo, scatenare gli amanti della pista?
Beh, gli Zebrahead vi hanno accontentato: la band di Orange County, che visse il suo momento di gloria in Italia nel 2000 con il singolo “Playmate Of The Year”, ha sfornato un nuovo cd composto da sole cover di reginette del pop da classifica.

Il risultato è uno dei rari dischi di cover che, a mio parere, valga la pena di ascoltare; il modo più corretto di interpretare un album di questo tipo è prendere canzoni che nulla hanno a che vedere con il tuo stile e stravolgerle. Non a caso, l’unica cover che non regge il confronto è quella di “Girlfriend” di Avril Lavigne: non solo non aggiunge niente all’originale, ma perde anche in energia.

Alcune canzoni, quali “Jenny From The Block” o “Spice Up Your Life”, sono puro divertimento, mentre ad altre i nostri "testadizebra" sono riusciti a dare nuova linfa, quasi fossero classici del rapcore e  del pop-punk californiano; ascoltare per credere “Survivor” o “Beautiful” di Christina Aguilera.
Fun’n’roll for your ears!

Da non perderli dal vivo il prossimo 18 aprile al Bloom di Mezzago (MI); maggiori info nella sezione concerti.


Tracklist di Panty Raid

  • 01. Survivor   (Knowles, Knowles, Dent) original version by Destiny's Child 03:26
  • 02. Girls Just Want To Have Fun   (Hazard) orig. ver. by Cyndi Lauper 02:05
  • 03. Underneath It All   (Stefani, Stewart) orig. ver. by No Doubt 03:14
  • 04. Trouble   (Blake, Askew) orig. ver. by Shampoo 02:28
  • 05. London Bridge   (Ferguson, Garrett, Hartnett, Jones) orig. ver. by Fergie 02:25
  • 06. Beautiful   (Perry) orig. ver. by Christina Aguilera 03:05
  • 07. Girlfriend   (Lavigne, Gottwald) orig. ver. by Avril Lavigne 03:06
  • 08. The Sweet Escape   (Stefani, Thiam, Tuinfort) orig. ver. by Gwen Stefani ft. Akon 02:53
  • 09. Intro   00:16
  • 10. Jenny From The Block   (Lopez, Oliver, mrDEYO, Barnes, Olivier, Arbex, Parker, Sterling, Oliver) orig. ver. by Jennifer Lopez 02:39
  • 11. Rehab   (Winehouse) orig. ver. by Amy Winehouse 03:09
  • 12. Spice Up Your Life   (Stannard, Rowe, Spice Girls) orig. ver. by Spice Girls 02:27
  • 13. Intro   00:11
  • 14. Ooops!...I Did It Again   (Martin, Yacoub) orig. ver. by Britney Spears 02:11
  • 15. Get The Party Started   (Perry) orig. ver. by Pink 02:25
  • 16. Mickey   (Chapman, Chinn) orig. ver. by Toni Basil 02:46
  • 17. All I Want For Christmas Is You (Jap. bonus track)   (Carey, Afanasieff) orig. ver. by Mariah Carey 02:56
  • 18. Who Let The Dogs Out? (ghost track)   (Douglas) orig. ver. by Baha Men 03:35


Discografia degli Zebrahead

  • Yellow (1998 Doctor Dream Records)
  • Waste Of Mind (1998 Columbia Records)
  • Playmate Of The Year (2000 Columbia Records)
  • Stupid Fat Americans EP (2001 Sony BMG)
  • MFZB (2003 Sony BMG)
  • Waste Of MFZB (2004 Sony BMG)
  • Broadcast To The World (2006 Sony BMG)
  • Not The New Album EP (2008 Sony BMG)
  • Phoenix (2008 Sony BMG)
  • Panty Raid (2009 Sony BMG)


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BROKEN HALO - STARS ALIGN domenica, 10 gennaio 2010 19:19 by madseason

broken halo stars align front cover

  • Release Date: 29 Ottobre 2009
  • Etichetta: Indipendent Release
  • Produttore: John Paul Peters

 

  • Doug McArthur - vocals
  • Jared Daniels - guitar
  • Devon Mymko - bass
  • Kyle Patterson - drums

 

[voto:3.5]

I Broken Halo si dichiarano uno dei gruppi rock più popolari della loro città, Winnipeg, capitale della provincia di Manitoba, nel Canada centrale.
Non so quanti gruppi rock di risonanza possa vantare Winnipeg, che conosco in termini musicali giusto come città natale della famosa songwriter (nonché moglie del cantante degli Our Lady Peace, Raine Maida) Chantal Kreviazuk, sta di fatto che questi BH non sembrano proprio un bluff.

"Stars Align", disponibile alla modica cifra di 5$, segue di un paio d'anni il loro esordio sulla lunga distanza e potrebbe essere la chiave di volta per uscire dalla loro aia e farsi conoscere a livello internazionale come la promettente band che in effetti sono.

Guidati da Doug McArthur, un cantante potente dalla timbrica interessante, assimilabile in alcuni frangenti addirittura a quella di Glenn "The Voice" Hughes, i 4 canadesi si producono in 5 brani (+ 1) che spaziano dal rock corposo e al contempo melodico e sinuoso dei Ra, a quello più heavy e tosto dei post-grungers Cold, con qualche spruzzata di dark alternative metal alla Tool.

Notevole il lavoro del chitarrista Jared Daniels, il cui stile regala alle composizioni vibrazioni talora blues, talora funky, mentre la sezione ritmica, pur senza brillare, svolge il suo compito con precisione e sicurezza.

Personalmente ho un debole per l'anthemica e cultiana "Control", ma tutti i brani dell'ep meritano un plauso.

Diamo fiducia a questi giovani e talentuosi canadesi. Sapranno ripagarla.

 

Tracklist di Stars Align

  • 01. Have You Ever   4:06
  • 02. Rooftops   3:47
  • 03. Stars Align   3:23
  • 04. Control   3:23
  • 05. Bad Situation   2:54
  • 06. Rooftops Radio Edit   3:47


Discografia dei Broken Halo

  • Broken Halo (2007 Independent Release)
  • Stars Align (2009 Independent Release)


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GUN - POPKILLER domenica, 10 gennaio 2010 15:30 by amaranth

gun popkiller front cover

  • Release Date: 16 Novembre 2009
  • Etichetta: Townsend Records
  • Produttore: Gun
  • Mixing engineer: Stephen Harris

 

  • Toby Jepson - vocals, guitar
  • Giuliano Gizzi - guitars
  • Dante Gizzi - bass
  • Gordon McNeil - drums

[voto: 4]

 

C'è ancora qualcuno che si ricorda degli scozzesi GUN? Magari qualche impavido hard rocker che ha in casa "Taking On The World", "Gallus" e "Swagger"? I più distratti ricorderanno la riuscitissima cover in heavy rotation nei mid-nineties di "Word Up" dei Cameo, quelli più attenti una piccola/grande band di hard rock dal piglio melodico e moderno, i cui dischi si riascoltano con piacere ancora oggi.

Sbandati all'indomani della pubblicazione del controverso "0141 632 6326" tornano oggi in pista con l'ex singer dei Little Angels, Toby Jepson (al posto di Mark Rankin), un tour in UK per rodarsi e questo Ep per tastare il polso al pubblico, e spero alla luce della qualità dei quattro brani proposti, come antipasto ad un futuro full length album.

 

Popkiller è un esauriente biglietto da visita dei "nuovi" Gun, una band di rock moderno, fresco e perchè no, pronta a rientrare nell'airplay odierno. Un pezzo come "Seraphina" non faticherebbe di certo a sfondare nelle rock charts, così come il power pop della title track, mentre l'opener "Let The Hair Down", è scanzonato "union-jack" rock, che mi ha ricordato un'altra rock band made in UK dei nineties, i Terrorvision.

 

L'esperienza dei vecchi rocker al servizio di hooks moderni e melodie catchy, bentornati GUN!

Tracklist di Popkiller

  • 01. Let Your Hair Down   3:37
  • 02. Seraphina   4:37
  • 03. Pop Killer   3:38
  • 04. Ripping Up The Letters   3:55
  • 05. The Only   3:18

 

Discografia dei GUN

  • Taking on the World (1989 A&M)
  • Gallus (1992 A&M)
  • Swagger (1994 A&M)
  • 0141 632 6326 (1997 A&M)
  • The Collection (2003 A&M)
  • The River Sessions (2005 River Records)
  • Popkiller (2009 Townsend Records)


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ALBERTA CROSS - BROKEN SIDE OF TIME sabato, 9 gennaio 2010 16:46 by max.murgia

alberta cross broken side of time front cover

  • Release Date: 22 Settembre 2009
  • Etichetta: ATO Records - Red
  • Produttore: Mike McCarthy

 

  • Petter Ericson Stakee - vocals, guitar
  • Sam Kearney - guitar
  • Alec Higgins - keyboards
  • Terry Wolfers - bass
  • Austin Beede - drums

[voto: 4]

 

Un po' troppo ottimisticamente etichettati come "il futuro del rock", esordiscono sulla lunga distanza gli Alberta Cross, inglesi d'estrazione ma oramai americani di adozione che danno così un seguito al buon mini d'esordio uscito un paio di anni or sono.

Adottati musicalmente da Dave Matthews e dalla sua ATO Records che pubblica questo "Broken Side Of Time", gli Alberta Cross si portano dietro un carico di aspettative forse eccessivo: va bene l'ottimismo, ma caricare sulle spalle di una così giovane formazione un simile fardello rischia di essere controproducente. E sarebbe un vero peccato, perché, nel loro piccolo, gli Alberta Cross non sono affatto male. Il loro rock di stampo classico che spesso e volentieri mostra guizzi alternative e discese blues si lascia apprezzare nonostante le non particolarmente spiccate doti di originalità, ed a patto di entrare in sintonia con l'approccio vocale di Petter Ericson Stakee, un cantante le cui tonalità si muovono su coordinate piuttosto elevate. Dovendo azzardare un paragone, provate a pensare ad un'improbabile mix di Perry Farrell (Jane's Addicition), Andrew Stockdale (Wolfmother) e Cedric Bixler-Zavala (Mars Volta).

Nel complesso il disco risulta piacevole da ascoltare, i dieci brani di cui si compone pur non evidenziando grandi picchi si mantengono su livelli qualitativi più che accettabili, ma risulta presto chiaro che i cinque raggiungono il massimo dell'efficacia quando spingono sull'acceleratore: le chitarre prendono il sopravvento, i toni si fanno più cupi  ed il carattere della band inizia ad assumere una propria identità. Mettiamola in questi termini: se i Kings Of Leon avessero un lato oscuro, molto probabilmente suonerebbero esattamente così.


Tracklist di Broken Side Of Time

  • 01. Song Three Blues   (Stakee) 3:17
  • 02. Atx   (Alberta Cross, Stakee) 4:45
  • 03. Taking Control   (Stakee) 4:21
  • 04. Old Man Chicago   (Stakee) 3:08
  • 05. Broken Side Of Time   (Stakee) 5:15
  • 06. Rise From The Shadows   (Kearney, Stakee) 6:49
  • 07. City Walls   (Kearney, Stakee) 3:36
  • 08. The Thief & The Heartbreaker   (Stakee) 4:41
  • 09. Leave Us And Forgive Us   (Stakee) 3:22
  • 10. Ghost Of City Life   (Stakee) 5:19


Discografia degli Alberta Cross

  • The Thief & The Heartbreaker (2007 Geffen Records)
  • Broken Side Of Time (2009 ATO Records)

 
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