• Release date: April 27, 2010
  • Label: SideOneDummy – Rude Records
  • Producer: Ted Hutt

 

  • Style: Rock, Punk
  • Related bands: Bruce Springsteen, The Gaslight Anthem, John Mellencamp, The Clash, D Generation, Ryan Adams, Butch Walker

[voto: 3.5][EN]

Intro:
Album di debutto per i St. Marks Social di Jesse Malin il quale, dopo una decennale carriera solista, torna ad essere il leader di una band.

Best Tracks:
Burn The Bridge, Revelations, Burning The Bowery, All The Way From Moscow

Notes:
Jesse Malin, benché criminosamente snobbato dal grande pubblico, è un artista apprezzato da diversi colleghi, spesso più noti di lui come Lucinda Williams, Ryan Adams o Bruce Springsteen (grazie al quale l'ho scoperto nel 2007, avendo i due cantato insieme in "Broken Radio" da "Glitter In The Gutter").

In questa nuova avventura troviamo Jesse accompagnato da una vera e propria band, anche se la sua voce nasale e il tipico modo di cantare, a volte sgraziato altre delicatamente sommesso, persino nei pezzi più rock, sono talmente caratteristici che, probabilmente, farebbero ricondurre al suo solo nome qualsiasi progetto in cui dovesse cantare. Rispetto agli ultimi dischi, comunque, la maggiore differenza che noto è nell'uso delle chitarre, più distorte, sporche, a tratti punk (ascoltate gli inni "Burning The Bowery" e "Burn The Bridge") e con qualche influenza brit, mentre le chitarre acustiche e folk sono relegate a una manciata di canzoni (es.: "The Archer" e "Revelations"). Invece, le melodie sono tipiche del quarantaduenne newyorkese, le canzoni sono pervase di umori urbani e notturni (penso alla clashiana "Disco Ghetto"), spesso malinconiche, da "loser" ma mai profondamente disperate.

Non è il meglio di quanto prodotto finora da Jesse Malin, però le sue canzoni riescono sempre nell’intento di catturarmi ed entrarmi dentro e in questo senso anche il nuovo "Love It To Life" non delude.


Band

  • Jesse Malin – vocals
  • Randy Schrager – drums
  • Matt Hogan – guitars
  • Tommy USA – bass


 
Tracklist

  • 01. Burning The Bowery 3:35
  • 02. All The Way From Moscow 4:04
  • 03. The Archer 3:41
  • 04. St. Mark's Sunset 3:12
  • 05. Lowlife In A High Rise 3:39
  • 06. Disco Ghetto 3:44
  • 07. Burn The Bridge 2:55
  • 08. Revelations 4:03
  • 09. Hey You (3:58)
  • 10. Lonely At Heart 3:57

 

Discography

  • The Fine Art Of Self Destruction (2002 Artemis)
  • The Heat (2004 Artemis)
  • Glitter In The Gutter (2007 One Little Indian)
  • On Your Sleeve (2008 One Little Indian)
  • Mercury Retrograde (2008 One Little Indian)
  • Love It To Life (2010 SideOneDummy)


Link suggeriti

LOSTPROPHETS - MILANO 23/04/2010 martedì, 27 aprile 2010 19:03 by Lys (funinthecorner)

Non stiamo certamente parlando della celebre (?) serie televisiva, ma si può tranquillamente, anche in questo caso, parlare di leggende e miti sfatati.
Qualcuno potrebbe accusarci di poca obiettività, e forse non avrebbero tutti i torti, però quando le opinioni vengono condivise da decine e poi centinaia di fans e anche dalla band stessa, allora si può parlare di fatti.
Quindi, di comune accordo, abbiamo deciso che è decisamente arrivata l'ora anche per noi fan italiani di smontare qualche leggenda metropolitana.
La band, che per la seconda volta dopo sei lunghi anni ci ha finalmente fatto visita e, nonostante i membri abbiano dormito ben poco durante il viaggio in tourbus da Monaco, non ha risparmiato saluti e sorrisi ai fan presenti davanti all'entrata del locale e l'esibizione è stata tutt'altro che carente.

Aprendo con It's Not The End Of The World But I Can See It From Here, a mio avviso una scelta azzeccata per riscaldare un po' l'ambiente, proseguendo poi con Burn Burn,  Can’t Catch Tomorrow e Last Summer, dove il frontman Ian Watkins incita i fans a cantare assieme a lui e a quanto pare non rimane deluso e commenta con un sorriso, "Fuckin' awesome!".
Dopo For He’s A Jolly Good Felon, l'ultimo singolo uscito, è stata la volta di A Town Called Hypocrysy, per poi passare a ormai celeberrimi inni come Where We Belong e Rooftops, durante le quali era quasi impossibile distinguere la voce di Ian sotto i cori dei fans esultanti.
Dopo una veloce consultazione (dovuta all'organizzazione del concerto e agli scarsi 60 minuti in totale concessi alla band) decidono di esibirsi in Shinobi Vs. Dragon Ninja, molto apprezzata dagli amanti del primo album.
Concludono con una magnifica Everyday Combat, sostituendola a The Light That Shines Twice As Bright, per appunto scarsità di tempo a disposizione e, come abbiamo poi appreso da Lee successivamente, perché la band non voleva "rovinare" l'atmosfera surriscaldata che si era creata dopo Shinobi.

 Per quanto la band potesse essere poco convinta della scelta di fare tappa in Italia, si è dovuta ricredere dopo aver ricevuto un accoglienza calorosa: ogni singola persona conosceva le parole di ogni canzone e ha cantato dall'inizio alla fine. Sicuramente molto azzeccata la setlist, che in sostanza ha dato la precedenza ai brani più famosi ed orecchiabili per poi far spazio ai soli tre singoli provenienti dalla loro ultima fatica, The Betrayed.
Osservando la folla presente al concerto, abbiamo potuto notare che l'età media si aggirava attorno ai 20 anni, e in generale era composta per la maggioranza dai fan che seguono la band sin quasi dagli esordi.

Perfetta presenza scenica, con un Jamie scatenato che si arrampica sulla batteria di Luke Johnson, e geniali gli interventi di Ian, che non si risparmia in ammiccamenti e maliziosi inviti ad un misterioso party privato in camera sua esteso alle fanciulle presenti nella folla.

DAY OF FIRE - LOSING ALL martedì, 27 aprile 2010 12:15 by amaranth

 

  • Release date: January 16, 2010
  • Label: Razor&Tie
  • Producer: Roger Masson

  • Style: Modern Hard Rock, Christian Rock
  • Related bands: Nickelback, Shinedown

[Voto:3]

Intro:
Terzo studio album per la band capitananta da Joshua Brown, nel suo percorso di redenzione dall'eroina a Gesù Cristo.

Best Tracks:
Lately, Cold Addiction, The Dark Hills

Notes:
Il debutto dei Day Of Fire (2004) è uno di quei dischi che pur appartenendo ad un genere ormai iper inflazionato, si riesce ancora oggi ad ascoltare con piacere, forte di una serie di piccole/grandi gemme di post-grunge radiofonico. Un platter in anticipo sulle tendenze odierne, ma non esattamente il "corporate rock" dalle melodie smaltate che sta spopolando di questi tempi negli States. Josh Brown e soci non aggiornano il sound alle nuove tendenze, anzi a ben vedere "Losing All", tranne qualche raro episodio, suona in larga parte ruvido, come testimonia lo sporco rock n' roll di "Light Em Up", "When I See You", e l'ottima "Cold Addiction". Prezzemolino Daughtry scrive insieme a Brown "Hello Heartache", e una scontata "Airplane", ma il vertice del platter è raggiunto dalla sofferta "The Dark Hills". Un buon ritorno, ma il debutto era decisamente un altra cosa, se non lo conoscete andate a recuperarvelo!


Band

  • Joshua Brown - Vocals
  • Joe Pangallo - Guitar
  • Chris Pangallo - Bass
  • Zach Simms - Drums


 
Tracklist

  • 01. Light Em Up (4:02)
  • 02. Hello Heartache (3:48)
  • 03. When I See You (3:09)
  • 04. Airplane (3:45)
  • 05. Lately (3:50)
  • 06. Cold Addiction (4:16)
  • 07. Landslide (4:37)
  • 08. Never Goodbye (5:15)
  • 09. Hey You (3:58)
  • 10. We Are No One (4:05)
  • 11. Long Highway (5:11)
  • 12. Strange (0:57)
  • 13. The Dark Hills (5:12)

   

Discography

  • Day Of Fire (2004 Essential)
  • Cut & Move (2006 Essential)
  • Losing All (2010 Razor & Tie)


Link suggeriti

 

 

  • Release date: March 31, 2010
  • Label: self-produced

 

  • Style: Pop Punk
  • Related bands: Simple Plan, Gob, Sum41, Blink182, Sugar Ray

[Voto:3.5]

Intro
After the very good debut in 2006, we lost tracks of this pop punk band from Jacksonville, Florida. Now, we meet them again with this new EP (download it for free at the band's official website) composed by as much as eight tracks, waiting for the album to be released.

Best tracks
2 Days, Feelin' Out Inside, Supernova, I'm Alive

Notes
I do not believe that originality is a word we may use speaking about pop punk and in this case also we are not speaking about a record destined to change this genre's history; I must say, nevertheless, that the group of songs contained in this EP is top notch and they surely rock. Let's add a very good production, even though self made, and quality arrangement and that's it.
Then, be prepared to jump and sing along "2 Days", "Stealin' Your Heart" or "Supernova", true anthems that are not lower to those of more famous bands.
The nearly hip-hop "Feeling Out Inside" and the dance remix of "Death Said", originally featured on "This Is Where You Belong", give some moments of breathing to an EP that would be otherwise too monothematic.

The Band

  • Luke Walker – vocals, bass
  • Fin Leavell – vocals, guitars
  • Chris Wilson – drums, fun

 

Tracklist

  • 01. 2 Days 3:34
  • 02. Stealin' Your Heart 3:36
  • 03. Feeling Out Inside 3:22
  • 04. So Called Life 3:47
  • 05. Supernova 3:49
  • 06. At My Service 3:35
  • 07. I'm Alive 4:04
  • 08. Death Said (Gods Paparazzi Remix) 4:29

 

Discography

  • This Is Where You Belong (2006 Virgin Records)
  • Believe Nothing Explore Everything EP (2010 self-produced)

 

Suggested links

 

  • Release Date: March 31, 2010
  • Label: self-produced

 

  • Style: Pop Punk
  • Related bands: Simple Plan, Gob, Sum41, Blink182, Sugar Ray

[Voto:3.5][EN]

Intro
Dopo un ottimo debutto nel 2006 si erano un po' perse le tracce di questa pop punk band da Jacksonville, Florida. Li ritroviamo con questo EP (scaricabile gratuitamente presso il sito ufficiale della band) di ben 8 tracce in attesa dell'uscita del nuovo album.

Best tracks
2 Days, Feelin' Out Inside, Supernova, I'm Alive

Notes
Non credo si possa parlare di originalità quando si parla di pop punk e neanche in questo caso siamo davanti a un disco che cambierà la storia del genere; c'è da dire, però, che il gruppo di canzoni presenti in questo EP è di buon livello e la loro porca figura la fanno degnamente. Aggiungiamo un'ottima produzione, seppur indipendente, e arrangiamenti di qualità e il gioco è fatto.
Allora preparatevi a saltare e cantare con loro "2 Days", "Stealin' Your Heart" o "Supernova", veri e propri anthem del genere che nulla hanno da invidiare a nomi ben più famosi. La quasi hip-hop "Feeling Out Inside" e il remix dance di "Death Said", presente in origine su "This Is Where You Belong", danno un attimo di respiro ad un EP altrimenti troppo monotematico.

The Band

  • Luke Walker – vocals, bass
  • Fin Leavell – vocals, guitars
  • Chris Wilson – drums, fun

 

Tracklist

  • 01. 2 Days 3:34
  • 02. Stealin' Your Heart 3:36
  • 03. Feeling Out Inside 3:22
  • 04. So Called Life 3:47
  • 05. Supernova 3:49
  • 06. At My Service 3:35
  • 07. I'm Alive 4:04
  • 08. Death Said (Gods Paparazzi Remix) 4:29

 

Discography

  • This Is Where You Belong (2006 Virgin Records)
  • Believe Nothing Explore Everything EP (2010 self-produced)

 

Suggested links

The Crash Moderns  - In Case You're Not Listening EP

 

  • Release Date: February 16, 2010
  • Label: Independent Release
  • Producer: Mike Lisa

 

  • Style: Powerpop, Pop Rock
  • Related bands: Bowling For Soup, New Found Glory, Weezer, Sugarcult, Cheap Trick, Marvelous 3

[Voto:3.5][EN]

Intro
EP costituito da 4 brani che appariranno sul nuovo, imminente album della powerpop band newyorkese.

Best tracks
Anywhere You Go, Tragically Beautiful

Notes
In questa sorta di preview di quello che sarà il nuovo cd dei Crash Moderns, i nostri cinque confermano le loro prerogative, confezionando 4 solide tracce di powerpop energico influenzato dai classici gruppi americani del genere e da una certa synth wave di ascendenza britannica molto in voga oggi, presentato con una verve glam che ci riporta all'attitudine degli Hanoi Rocks.
Rilevo però che nessuna della quattro composizioni del pur validissimo EP è così memorabile da costruirci sopra un singolo vincente che possa far fare ai newyorkesi il salto di qualità in termini di popolarità e, quindi, di portafoglio. Vedremo, e sentiremo, se l'album nuovo proporrà una carta vincente anche su questo fronte. Stay tuned!

 

The Band

  • Danny Roselle - vocals, guitars
  • Mikey Vranek - guitars
  • Tommy Eichmann - moog, wurlitzer, synth, background vocals
  • Anthony Costa - bass, background vocals
  • Greg Wirbickas - drums

 

Tracklist

  • 01. Anywhere You Go   3:57
  • 02. I Could "Wake Up Virginia"   3:39
  • 03. Tragically Beautiful   3:43
  • 04. Something Like Tonight   4:17

 

Discography

  • The Crash Moderns EP (2004 Independent Release)
  • Good Night Glamour, Good Morning Disaster (2008 Near Records)
  • In Case You're Listening EP (2010 Independent Release)

 

Suggested links

The Crash Moderns  - In Case You're Not Listening EP

 

  • Release date: February 16, 2010
  • Label: Independent Release
  • Producer: Mike Lisa

 

  • Style: Powerpop, Pop Rock
  • Related bands: Bowling For Soup, New Found Glory, Weezer, Sugarcult, Cheap Trick, Marvelous 3

[Voto:3.5]

Intro
This EP includes four tracks that will be part of the upcoming album of the NYC powerpop band.

Best tracks
Anywhere You Go, Tragically Beautiful

Notes
We may consider this EP like a preview of what the new cd by The Crash Moderns will be; the five guys confirm their properties, releasing four strong and energetic powerpop tracks influenced by the classic american band of this genre together with a certain Britannic synth wave so fashionable nowadays, and proposed with a glam verve that brings us back to the Hanoi Rocks attitude.
In my opionion, though, none of the four compositions from this surely worthy EP could be a potential hit single in the current music market. Anyway, I hope I am wrong and the new album will have a strong feedback from the audience. Stay tuned!

 

The Band

  • Danny Roselle - vocals, guitars
  • Mikey Vranek - guitars
  • Tommy Eichmann - moog, wurlitzer, synth, background vocals
  • Anthony Costa - bass, background vocals
  • Greg Wirbickas - drums

 

Tracklist

  • 01. Anywhere You Go   3:57
  • 02. I Could "Wake Up Virginia"   3:39
  • 03. Tragically Beautiful   3:43
  • 04. Something Like Tonight   4:17

 

Discography

  • The Crash Moderns EP (2004 Independent Release)
  • Good Night Glamour, Good Morning Disaster (2008 Near Records)
  • In Case You're Listening EP (2010 Independent Release)

 

Suggested links

DAVE BARNES – WHAT WE WANT, WHAT WE GET giovedì, 22 aprile 2010 09:00 by maxare

Dave Barnes What We Want, What We Get front cover

  • Release Date: April 6, 2010
  • Label: Razor & Tie
  • Producer: Ed Cash
  • Engineered by: Paul Moak
  • Mixed by: Tom Laune
  • Mastered by: Bob Ludwig

 

  • Style: Adult Contemporary, Acoustic Pop, Soul, Fusion, Westcoast
  • Related bands: Hall & Oates, Eric Clapton, Jonny Lang, Train, Chicago, Toto, Steely Dan

[voto: 4.5][EN]
Intro
Dave Barnes è un cantautore (e comico) trentaquattrenne con base a Nashville, uno di quegli artisti che mi fan chiedere perché alla radio devono trasmettere sempre e solo le stesse quattro canzoni. Questo è il suo secondo album per una major e il quarto contando i primi due autoprodotti.

Best tracks
Little Lies, What I Need, What We Want What We Get, Chameleon, Someone’s Somebody

Notes
L’album, pur essendo influenzato da diversi stili, ha continuità d’ascolto. Questa varietà è voluta dallo stesso Dave che dichiara di volersi concentrare sulle singole canzoni piuttosto che pensare all’insieme del cd.
Così brani di acoustic pop scanzonato come “Look So Easy” e, soprattutto, l’opener “Little Lies” (impossibile evitare di canticchiarla fin dal primo ascolto) si alternano alle adult contemporary rock “God Gave Me You”, primo singolo, e “My Love, My Enemy”.
La parte centrale di WWW, WWG è dedicata a sonorità raffinate che abbracciano più generi, dal soul alla fusion ed è in questi brani che il lavoro di arrangiamento e produzione risalta maggiormente. La title track è uno slow sensuale alla Hall & Oates in cui la voce calda e avvolgente di Dave è protagonista assoluta. “Chameleon” è invece la canzone che avrebbe scritto Donald Fagen se avesse collaborato con i Chicago, mentre “Someone’s Somebody” sembra la sua personalissima versione di “Georgy Porgy” dei Toto, tra i preferiti di Dave.
L’amico di lunga data Jonny Lang, chitarrista e cantante di fama crescente anche in Europa, presta la voce nel gioiello “What I Need”, un incrocio tra l’Eric Clapton degli 80s e ancora H&O.
L’unica canzone sottotono è “Amen”, posta in chiusura e salvata solo dall’interpretazione sentita di Barnes, un cantante che meriterebbe air play anche in Italia.

Band

  • Dave Barnes – vocals, acoustic guitar
  • Drew Ramsey – electric guitar, background vocals
  • Akil Thompson – electric guitar
  • Ben Shive – keyboards
  • David Labruyere – bass
  • Paul Mabury – drums
  • background vocals: Ed Cash, Annie Barnes, Matt Wertz, Scott Cash, Jason Eskridge, Shannon Sanders
  • bdditional guitars: Paul Moak, Dan Dugmore, David Johnson
  • horns: Max Abrams, Steve Patrick, Roy Agee


Tracklist

  • 01. Little Lies   (D. Barnes) 2:47
  • 02. God Gave Me You   (D. Barnes) 3:49
  • 03. What I Need (ft. Jonny Lang)   (D. Barnes, G. Dixon) 4:02
  • 04. What We Want, What We Get   (D. Barnes) 3:40
  • 05. Chameleon   (D. Barnes) 3:42
  • 06. Someone’s Somebody   (D. Barnes) 4:19
  • 07. Look So Easy   (D. Barnes, T. Dabbs) 3:43
  • 08. You Do The Same For Me   (D. Barnes) 5:21
  • 09. My Love, My Enemy   (D. Barnes) 4:01
  • 10. Amen   (D. Barnes) 4:17


Discography

  • Three, Then Four EP (2002 self produced)
  • Brother, Bring The Sun (2004 Aware)
  • Chasing Mississippi (2006 Aware)
  • Me And You And The World (2008 Razor & Tie)
  • You, The Night, & Candlelight EP (2009 Razor & Tie)
  • What We Want, What We Get (2010 Razor & Tie)


Suggested links