standard thompson mn4tbh front cover

  • Release Date: 2 March 2010
  • Label: In The Groove Music
  • Producer: Drew Lerdal

 

  • Mike HJ - vocals, guitars
  • Aaron Winter - guitar, vocals
  • Dan Behrens - bass, vocals
  • Drew Lerdal - keyboards, guitars, vocals
  • Jordan Keating - drums, samples


[voto: 4]

It's since 1996 that Standard Thompson is kicking around but since then only the singer, Mike HJ, sticked around; the fellow members join this "journey" from 2007 on and Drew Lerdal, the keyboardist, took a stable membership on last October, while producing this new CD.

To me, this combo based in Minneapolis, is a pleasant find and after I listened to a few preview on their website, I decided to delve into the whole "More Noise For The Broken Hearted".

Reading their bio, it turns out they started as a punk rock band and by the time passed by they got bewitched by a more mainstream sound. This last CD is the right melt down of a certain pop punk ala Quietdrive with some hit parade adult alternative like The Calling's; you may find the perfect label in their website: "Melodic, hook driven guitar pop rock with power and catchy simplicity that you can't help but to sing along with". That's the simple truth, this record will make you sing for its whole (short) length.

MN4TBH  starts in a unique way for a band of this genre: an instrumental overture steals the main theme of the title track, shifts it into an epic ride -it could easily be a soundtrack for a Steven Spielberg's adventure movie- and brings you to the first real song of the album. "More Noise..." is one of this CD's anthem: urgent and melodic at its finest, it won't get off of your ears anymore. There is no time to breathe between this and the sunny "Life Of Sunday Mornings", another catchy song with an acoustic flavour.

"Fireworks" has a Vanessa Carlton styled piano in evidence that skillfully melts down with an electric arrangement. The first three songs are some of the album's highlights, but they're not the only ones: take a listen to the power ballad "White Noise" or the sweet "Leaving Season".

The last ballad, "Words To Get Back", is like the son of a weird relationship between Poison and Nine Days.

The vital and good for dancing "Everything You Need" is present also in a "Wes Anderson Style" version, which I believe it is related to the director famous for his unconventional movies where pop folk music is often a main character; in fact, this version of the song has been slowed down and arranged in an acoustic way with bow accompaniment.

If you should be confused by my praise, take advantage of the surprise we are making: the band -confident about the goodness of their music- decided to offer the weChameleon readers a free download of their whole album.

We ask you to download it from this link, take a listen and leave a feedback in this review. And, most importantly, keep on supporting the good music: if you like MN4TBH, buy it!

 

Tracklist of More Noise For The Broken Hearted

  • 01. Overture For The Broken Hearted   2:05
  • 02. More Noise For The Broken Hearted   3:35
  • 03. Life Of Sunday Mornings   3:33
  • 04. Fireworks   3:04
  • 05. Sad Girls   3:34
  • 06. White Noise   4:49
  • 07. Everything You Need   2:45
  • 08. Leaving Season   3:57
  • 09. Phase   3:17
  • 10. Words To Get Back 4:16
  • 11. Everything You Need (Wes Anderson Style)   3:54


Discography of Standard Thompson

  • Because You're Young (1998 We're Naked Music)
  • Diva (1999 Standard Thompson)
  • Bittersilvermorning (2003 Standard Thompson)
  • It Just Rained Here Yesterday EP (2005 Standard Thompson)
  • More Noise For The Broken Hearted (2010 In The Groove Music)


Links

 

standard thompson mn4tbh front cover

  • Release Date: 2 Marzo 2010
  • Etichetta: In The Groove Music
  • Produttore: Drew Lerdal

 

  • Mike HJ - vocals, guitars
  • Aaron Winter - guitar, vocals
  • Dan Behrens - bass, vocals
  • Drew Lerdal - keyboards, guitars, vocals
  • Jordan Keating - drums, samples


[voto: 4][EN]
E' dal 1996 che gli Standard Thompson sono in circolazione, ma della formazione originale è rimasto solo Mike HJ, il cantante; gli altri membri si sono uniti in questo "viaggio" dal 2007 in poi e Drew Lerdal, il tastierista, è addirittura entrato in pianta stabile, mentre lavorava come produttore di questo nuovo CD, nell'ottobre dello scorso anno.
Per me, questo combo con base a Minneapolis, è una piacevole novità e dopo aver ascoltato delle preview sul suo sito ho voluto approfondire l'ascolto dell'intero "More Noise For The Broken Hearted".

Dalla bio risulta che gli inizi della band sono trascorsi all'insegna del punk rock e che nel tempo i ragazzi si sono lasciati affascinare da un sound più mainstream. Quest'ultimo CD è il giusto incontro tra un certo pop punk alla Quietdrive e l'adult alternative da classifica in stile The Calling; la definizione perfetta la si può trovare nel loro sito: "Melodic, hook driven guitar pop rock with power and catchy simplicity that you can't help but to sing along with". Ed è proprio vero, questo disco vi farà cantare per tutta la sua (breve) durata.

MN4TBH inizia in maniera particolare per un gruppo di questo genere: un'ouverture strumentale riprende il tema portante della title track, lo trasforma in una cavalcata epica -che potrebbe tranquillamente essere la colonna sonora di un film d'avventura di Steven Spielberg- e porta alla prima vera e propria canzone dell'album. "More Noise…" è uno degli anthem del CD: urgente e melodica al punto giusto, non uscirà più dalle vostre orecchie. Non un attimo di respiro tra questa e la solare "Life Of Sunday Mornings", altra catchy song questa volta dal sapore acustico.
"Fireworks" vede un piano alla Vanessa Carlton in evidenza mescolarsi sapientemente con un arrangiamento elettrico. Queste prime tre canzoni sono tra gli highlights dell'album, ma non gli unici: ascoltate la potente ballad "White Noise" o la più dolce "Leaving Season". L'ultimo slow, "Words To Get Back", sembra figlio di uno strano rapporto tra Poison e Nine Days.
La vitale e ballabile "Everything You Need" è qui presente anche in versione "Wes Anderson Style", che immagino si riferisca al regista noto per i suoi film stravaganti in cui le musiche pop folk sono spesso protagoniste; questa versione della canzone è infatti rallentata e arrangiata in chiave acustica con accompagnamento di archi.

Se siete rimasti perplessi dalle mie parole di elogio, approfittate di questa sorpresa che vi facciamo: la band -convinta della bontà della propia musica- ha deciso di mettere a disposizione dei lettori di weChameleon l'album per intero!
Vi chiediamo di scaricarlo da questo link, ascoltarlo e lasciare un feedback in questa recensione. E, soprattutto, di continuare a supportare la buona musica: se MN4TBH vi piace, acquistatelo!

Tracklist di More Noise For The Broken Hearted

  • 01. Overture For The Broken Hearted   2:05
  • 02. More Noise For The Broken Hearted   3:35
  • 03. Life Of Sunday Mornings   3:33
  • 04. Fireworks   3:04
  • 05. Sad Girls   3:34
  • 06. White Noise   4:49
  • 07. Everything You Need   2:45
  • 08. Leaving Season   3:57
  • 09. Phase   3:17
  • 10. Words To Get Back 4:16
  • 11. Everything You Need (Wes Anderson Style)   3:54


Discografia degli Standard Thompson

  • Because You're Young (1998 We're Naked Music)
  • Diva (1999 Standard Thompson)
  • Bittersilvermorning (2003 Standard Thompson)
  • It Just Rained Here Yesterday EP (2005 Standard Thompson)
  • More Noise For The Broken Hearted (2010 In The Groove Music)


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CHASEN - THAT WAS THEN, THIS IS NOW sabato, 13 marzo 2010 17:00 by madseason

chasen that was then this is now front cover

  • Release Date: 9 Marzo 2010
  • Etichetta: INO Records - Columbia Sony
  • Produttore: Rob Hawkins
  • Mixing engineer: Ainslie Grosser

 

  • Chasen Callahan – lead vocals, guitar
  • Evan Silver – guitar, background vocals
  • Jared Barber – bass, background vocals
  • Aaron Lord – drums

[voto: 4]

Ci vorrebbe una bella carrettata di faccine sorridenti per descrivere la qualità di questo disco: varrebbero sicuramente più delle parole che sto per scrivere.

I Chasen vengono da Greenville, città di 50.000 anime della Carolina del Sud, e sono al loro esordio per la INO Records, etichetta di Nashville specializzata in CCM (Contemporary Christian Music), che gode dei canali di distribuzione della Sony.
Incidere per la INO vuol dire avere compagni di etichetta di successo come MercyMe, Decyfer Down, 33Miles, Building 429, The Afters, P.O.D., Stellar Kart e Flyleaf ma, credetemi, i Chasen non hanno nulla da invidiare a questi signori.

Intendiamoci, quello di Callahan e soci è pop rock, niente di rivoluzionario o particolarmente originale. No, pop rock e basta. Però lo sanno fare bene. Fottutamente bene (ok, non dovrei usare queste espressioni con un gruppo cristiano...). E con personalità e convinzione dei propri mezzi.
Basta ascoltare l'opener "Castaway", costruita su un trascinante riff di tastiere che, con il contributo delle chitarre e di una sezione ritmica pulsante, ci porta subito in territori da arena rock. Oppure il primo singolo, "On And On", con la sua bella trama acustica su cui si stende una linea melodica semplice ma avvincente, perfetta per i passaggi radio.

Il cantante e songwriter Chasen Callahan non fa nulla per nascondere il proprio credo nei testi delle dieci canzoni, ma il buon gusto ed il sound di derivazione secolare del gruppo diluiscono l'attitudine alla predica tipica di band di questo genere, rendendo le composizioni assolutamente digeribili anche a chi nutre diffidenza nei confronti del rock cristiano.

E d'altronde sarebbe un crimine rinunciare per "questioni di fede" a piccole gemme come la piano driven "Leave You Alone" o la hansoniana "One In A Million" .
Per non parlare dell'energica "Bullet", un anthem dal gran tiro e dalla costruzione squisita, o della oltremodo catchy "Eyes Of A Rescue", che non sfigurerebbe nel repertorio degli Switchfoot.

Mi fermo qui, le altre tracce scopritele voi dopo aver acquistato "That Was Then, This Is Now", un album che sarà tra i migliori del suo genere nel 2010.

Tracklist di That Was Then, This Is Now

  • 01. Castaway   3:13
  • 02. Love In Your Name   2:59
  • 03. On And On   3:36
  • 04. Leave You Alone   3:29
  • 05. Airplanes   3:42
  • 06. One In A Million   2:46
  • 07. Bullet   3:10
  • 08. Eyes Of A Rescue   3:17
  • 09. Slow Down   3:57
  • 10. There Is Love   4:01


Discografia dei Chasen

  • Another Way Of Life (2006 Independent Release)
  • Shine Through The Stars (2008 OMG Records)
  • That Was Then, This Is Now (2010 INO Records - Columbia)


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VV.AA. - ALMOST ALICE giovedì, 11 marzo 2010 13:55 by maxare

almost alice

  • Release Date: 2 Marzo 2010
  • Etichetta: Buena Vista

[voto: 4]

 

 

 

 

 

Iniziamo subito precisando che "Almost Alice" non è la colonna sonora dell’ultimo blockbuster di Tim Burton "Alice In Wonderland", ma una raccolta di inediti semplicemente ispirati alle avventure di Alice raccontate su carta da Lewis Carroll.

Solo una canzone è presente nel film ed è "Alice" di Avril Lavigne, il primo singolo estratto da questo CD e di cui è stato prodotto anche un bel video con diversi riferimenti alla stessa pellicola (Video della Settimana su queste pagine, poco tempo fa). E’ un brano molto ispirato e intenso; pare che Avril abbia messo da parte le divagazioni bambinesche (ma divertenti) dell’ultimo CD e sia tornata ad un sound più introspettivo, in linea con quello del secondo album "Under My Skin".

Tutte le canzoni della raccolta, eccetto due, sono inediti scritti per l’occasione; la prima delle due eccezioni è un brano già presente nella versione animata da Walt Disney nel 1951 delle storie di Alice: "Very Good Advice" è qui interpretata da Robert Smith, leader dei Cure, il quale con la sua stralunata voce, la prende e ne restituisce una versione trasognata e bislacca, trasformando la protagonista in una Alice in veste dark. Il secondo brano non inedito è interpretato da Grace Potter And The Nocturnals, i quali coverizzano, senza stravolgerla, la lisergica "White Rabbit", storico inno hippy dei Jefferson Airplane, all'epoca interpretato da molti come un invito all'utilizzo di droghe.

Il resto dell'album alterna artisti mainstream ad altri più di culto o in fase di maturazione. Di questi ultimi segnalo l'ottima "The Technicolor Phase" della electropop one-man band Owl City, quasi dei Buggles del nuovo millennio; o ancora i Metro Station, composti dai fratelli di Miley Cyrus e Mitchell Musso (protagonisti di "Hannah Montana"), i quali con "Where's My Angel" offrono un catchy electropop ballabile.

La band pop punk All Time Low esegue la decisa semi-ballad "Painting Flowers", mentre i Motion City Soundtrack offrono un ottimo power pop dal sapore acustico con "Always Running Out Of Time". "Follow Me Down" dei 3OH!3 ft. Neon Hitch (co-autrice del successo "Blah Blah Blah" della nuova stella del pop Kesha) è stato pubblicato come secondo singolo con scarso successo. Infine, la popstar estone Kerli è presente in ben due brani (staranno mica cercando di lanciarla negli USA?!): il primo è un duetto con i Tokio Hotel in una canzone scritta da Andreas Carlsson e Desmond Child, "Strange", un bell’anthem dal flavour vagamente gotico; la seconda canzone è il divertente pop dance "Tea Party", uscito come terzo singolo della compilation.

Dal lato "artisti noti" abbiamo i Plain White T’s che presentano "Welcome To Mystery", brano che evoca atmosfere magiche e rende bene l’idea del mondo immaginato da Lewis Carroll; "The Poison" dei The All-American Rejects, invece, esula dallo standard della band ed è divisa in due parti: inizia come una bellissima ballad pop-folk e tutto d’un tratto diventa una marcia inquietante e malsana.

Mark Hoppus dei Blink-182 e Pete Wentz dei Fall Out Boy si alleano nella discreta emo-song "In Transit": da personaggi di questo calibro ci si deve aspettare di meglio. I Franz Ferdinand si esibiscono in un brano piuttosto particolare: "The Lobster Quadrille" è la loro personale versione dark di un brano da cartone animato, operazione riuscita in pieno.

La traccia degli Shinedown "Her Name Is Alice" è una ballad dall’atmosfera maligna con pianoforte e voce di Brent Smith (più hetfieldiano che mai) in bella evidenza.

Last but not least, gli australiani Wolfmother che attaccano con un riff settantiano la loro "Fell Down A Hole", una delle canzoni migliori di questa band.

Magari nessuna di queste canzoni entrerà tra i classici del rock, ma devo ammettere che l’ascolto ripetuto dell’album non mi ha stancato anzi, mi ha divertito e spesso trasportato mentalmente nel paese delle meraviglie, tra bianconigli e cappellai matti. Mediamente la qualità è piuttosto alta e anche i pezzi più pop, pur adolescenziali, sono piacevoli da ascoltare.

Se siete tra coloro i quali pensano che la musica debba seguire sempre uno scopo più "alto" che non sia solo quello di intrattenere e divertire, ebbene, state alla larga da questa compilation; altrimenti, entrate in questo mondo incantato e …enjoy!

 

Tracklist di Almost Alice

  • 01. Avril Lavigne "Alice"   3:35 
  • 02. The All-American Rejects "The Poison"   3:53 
  • 03. Owl City "The Technicolor Phase"   4:27 
  • 04. Shinedown "Her Name Is Alice"   3:38 
  • 05. All Time Low "Painting Flowers"   3:25 
  • 06. Metro Station "Where's My Angel"   3:39 
  • 07. Tokio Hotel and Kerli "Strange"   3:51 
  • 08. 3OH!3 featuring Neon Hitch "Follow Me Down"   3:23 
  • 09. Robert Smith "Very Good Advice"   2:58 
  • 10. Mark Hoppus with Pete Wentz "In Transit"   4:02 
  • 11. Plain White T's "Welcome to Mystery"   4:28 
  • 12. Kerli "Tea Party"   3:29 
  • 13. Franz Ferdinand "The Lobster Quadrille"   2:08 
  • 14. Motion City Soundtrack "Always Running Out of Time"   3:00 
  • 15. Wolfmother "Fell Down a Hole"   5:04 
  • 16. Grace Potter and the Nocturnals "White Rabbit"   3:21


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brothers at sea this is a redemption melody front cover

  • Release Date: 25 Febbraio 2010
  • Etichetta: Independent Release
  • Produttore: Kyle Black
  • Mixing engineer: Kyle Black

 

  • Carson Leith - vocals, guitar
  • Landon Maslyn - guitar, vocals
  • Jason Leith - keyboards, piano
  • Logan Post - bass
  • Hayden Coplen - drums

[voto: 3.5]
Carson, Landon, Jason, Logan e Hayden sono 5 amici losangeleni di neanche vent'anni che con "This Is A Redemption Melody" sono già alla seconda prova in studio, dopo il mini "Giants & Orphans" uscito sotto il monicker di Sun From Shadow due anni fa.

Quello che sorprende dei Brothers At Sea è come, nonostante la giovanissima età ed una identità musicale non ancora pienamente compiuta, siano in grado di comporre brani maturi, costruiti con abilità e confidenza nei propri mezzi, con arrangiamenti che la maggior parte delle band di liceali possono solo sognarsi.

Il sound del gruppo si muove su coordinate alternative rock e piano pop rock, con un debito da pagare a gruppi come Jimmy Eat World, The Fray, Jack's Mannequin e Better Than Ezra.

Personalmente ho un debole per il rock pulsante di "On My Shoulder" e per la delicata e bucolica "Sad Freedom", ma tutte e 5 le tracce che compongono questo ep hanno valore.
E considerato che i Brothers At Sea mettono a disposizione "This Is A Redemption Melody" per il download gratuito, l'imperativo diventa d'obbligo: scaricatelo!

 

Tracklist di This Is A Redemption Melody

  • 01. For Being Brave   03:38
  • 02. The Atlantic   03:45
  • 03. On My Shoulder   03:23
  • 04. Sun In Her Eyes   03:33
  • 05. Sad Freedom   04:34


Discografia dei Brothers At Sea

  • Giants & Orphans (2008 Independent Release) come Sun From Shadow
  • This Is A Redemption Melody (2010 Independent Release)


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ART OF CHAOS - DREAMS ep domenica, 7 marzo 2010 20:36 by madseason

art of chaos dreams front cover

  • Release Date: 16 Febbraio 2010
  • Etichetta: Art Of Chaos
  • Produttore: Lee Miles

 

  • Brian Torres - vocals, guitar, bass, drums


[voto: 3.5]

 

 

 

Gli Art Of Chaos sono una rock band di Los Angeles che ha alle spalle un paio di EP e un full length indipendenti usciti tra il 2005 e il 2007.
Parlare di gruppo è forse un po' improprio, considerate le defezioni che hanno trasformato, sul finire del 2008, gli AoC in una one-man band in cui il cantante Brian Torres si occupa anche di tutti gli strumenti e del songwriting.

E' Brian stesso che ci spiega perchè ha ritenuto opportuno continuare la sua carriera artistica mantendendo l'attuale monicker: "Art of Chaos riflette la volontà di trovare la forza per continuare nel tuo lavoro. C'è ancora spazio per credere negli ideali dell'infanzia. Creare arte dal caos... La musica si crea prendendo gli aspetti negativi della vita, scoprendo in questi i risvolti positivi e, quindi, inseguirli. Voglio portare la gente a questa catarsi ed aiutarla a non sentirsi sola in questo universo travolgente."

Data per buona la mission di Torres, resta ora da capire con che strumenti intende portarla a termine.
Musicalmente parlando, "Dreams" è un EP di rock alternativo che fonde un sound più canonico con melodie talora oblique, talora sognanti, ma sempre aperte, a dare la portata della dimensione ambientale in cui si muovono i ritmi vibranti e gli anthem epici dei 6 brani inclusi.
Difficile trovare qualche esplicito riferimento a band similari. Si potrebbero citare gli Incubus per la loro capacità di rendere commerciale il loro tosto e intelligente alternative rock, gli Evanescence più slow per la spazialità e l'evocatività del sound, oppure pensare ad un ardito incontro tra la poesia di Jeff Buckley e il vigore di Alanis Morissette.

Comunque sia, questo è un EP di indubbio valore, e mi auguro già da ora un'ulteriore, definitiva evoluzione della "band" in vista del prossimo full length.


Tracklist di Dreams

  • 01. Dreams   5:05
  • 02. Tightrope   3:17
  • 03. Obsession (Surrender Me)   3:48
  • 04. Sweet Chariot   4:05
  • 05. Just Like You   3:28
  • 06. Hide And Seek   4:57


Discografia degli Art Of Chaos

  • Art Of Chaos EP (2005 Independent Release)
  • Lucid EP (2006 Independent Release)
  • Crimson And Catharsis (2007 Independent Release)
  • Dreams EP (2010 Independent Release)


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THE ROCKET SUMMER – OF MEN AND ANGELS sabato, 6 marzo 2010 00:54 by maxare

the rocket summer of men and angels front cover

  • Release Date: 23 Febbraio 2010
  • Etichetta: Island Def Jam
  • Produttore: Stephen Bryce Avary, CJ Eiriksson

 

  • Stephen Bryce Avary - lead vocals and all instruments

 


[voto: 3]

 

 

Dietro il discutibile monicker di The Rocket Summer si cela una sola persona, il ventisettenne texano Stephen Bryce Avary. La sua voce è stata spesso paragonata a quella di Michael Jackson ma, personalmente, ritengo che sia piuttosto una copia di Taylor Hanson, lead vocalist degli Hanson, il cui timbro vocale ha molto più in comune con the King of Pop di quanto ne possa avere quella di Avary.

Non conosco gli inizi della carriera di questa one-man band e non so il motivo per cui non abbia messo insieme un gruppo vero e proprio; indiscutibilmente il ragazzo ha del talento, ma non così tanto da poter fare tutto da solo sempre ad alto livello. Il suo è un pop rock gradevole, ha una bella voce e le melodie sono piacevoli, ma gli arrangiamenti (soprattutto della chitarra) lasciano talvolta a desiderare; un vero chitarrista professionista e un aiuto in fase di stesura dei brani (Stephen scrive tutto da solo!) potrebbero dare una marcia in più a queste canzoni, togliendo qualche partitura sgraziata.

Penso all’opener "Roses", dove una sei-corde più pulita donerebbe maggior eleganza ad una canzone altrimenti grezza. Oppure alla title track, in cui l'utilizzo di una chitarra quasi punk rovina una delle più belle canzoni dell’album. Belle così, invece, risultano "You Gotta Believe”, la pianistica "Let You Go" (potrebbe benissimo essere una hit degli Hanson), "Japanese Exchange Students" o l'appassionante "Nothing Matters".

Insomma, date ad Avary qualche compagno di avventura che lo faccia crescere e potrà diventare un grande artista; al momento rimane uno in mezzo a tanti, senza infamia e senza lode.

Detto questo, onestà critica impone di evidenziare come il mio parere non trovi tutti concordi: pensate che i numerosi fan del nostro texano hanno permesso a "Of Men And Angels" di esordire al numero 1 della classifica di iTunes, mentre su Billboard l'album ha fatto la sua prima comparsa ad una dignitosissima 38ma posizione.
Segnalo, inoltre, che a breve i Rocket Summer accompagneranno due star del calibro di Goo Goo Dolls e OneRepublic in un mini tour di due settimane negli States: mica male!


Tracklist di Of Men And Angels

  • 01. Roses   3.46
  • 02. You Gotta Believe   3.16
  • 03. Hills And Valleys   3.45
  • 04. I Want Something to Live For   3.59
  • 05. Walls   4.48
  • 06. Pull Myself Together (Don't Hate Me)   3.34
  • 07. Of Men and Angels   3.45
  • 08. I Need A Break…But I'd Rather Have A Breakthrough   3.27
  • 09. Nothing Matters   3.25
  • 10. Japanese Exchange Student   3.37
  • 11. Tara, I'm Terrible   3.01
  • 12. Hey!   2.43
  • 13. Let You Go   4.26
  • 14. This Is A Refuge   3.49
  • 15. Light   4.02


Discografia dei The Rocket Summer

  • The Rocket Summer EP (2000 Independent Release)
  • Calendar Days (2003 The Militia Group)
  • Hello, Good Friend (2005 The Militia Group)
  • Do You Feel (2007 Island Def Jam)
  • Of Men And Angels (2010 Island Def Jam)


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THE DREAMS - REVOLT venerdì, 5 marzo 2010 01:14 by madseason

the dreams revolt front cover

  • Release Date: 22 February 2010
  • Etichetta: Black Pelican Entertainment
  • Produttore: Chief 1

 

  • Hans Edward Andreasen - lead vocals, guitar
  • Heini Gilstón Corfitz Andersen - guitar, background vocals
  • Eirikur Gilstón Corfitz Andersen - bass, background vocals
  • Heini Mortensen - drums, percussion

 

[voto: 4]

I The Dreams sono una band di punky alternative rock, originaria delle Isole Fær Øer, in cui si è costituita nel 2004 per poi rilocarsi in Danimarca, assieme al fido produttore Chief 1, nel 2006.

Il loro primo album, "Tazy", è una raccolta di traditional della loro terra d'origine riadattate con spirito rock, mentre il primo disco di canzoni originali è "Den Nye By", pubblicato in Danimarca nel 2008 per l'etichetta indipendente Apache e cantato interamente in danese.
Non so nulla di questi primi due lavori a parte le note biografiche che ho letto in giro, quindi mi sono accostato a questo nuovo "Revolt" con orecchie vergini e una discreta dose di curiosità.

Per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, vi dico subito che questa volta il cantato è in lingua inglese: scelta che si è resa obbligatoria per poter puntare ad un mercato internazionale, come è intenzione dei 4 nordici e della nuova etichetta Black Pelican, che distribuisce l'album sfruttando i canali della Sony Denmark.

Mi piace l'attitudine dei Dreams: schietta e diretta come si conviene ad una punk band, anche se alle composizioni dei "rivoltosi" non mancano influenze più variegate, una certa scaltrezza tecnico-compositiva ed una buona dose di melodia che le rende fruibili da un pubblico eterogeneo.

Il primo singolo estratto da "Revolt", "Under The Sun" è, ad esempio, un rock melodico moderno debitore del sound dei The Rasmus, con l'addizione di una cantilena africana a dare un tocco esotico al brano, mentre il secondo singolo, nonché title track dell'album, è una sparata di melodic punk rock dal buon appeal commerciale. "We Are The Murderers" è un attacco frontale che incrocia i Lostprophets con i rocker americani Luna Halo. Curiosa "Black Sheep", un'incalzante marcetta da Oktoberfest con refrain tormentone, impreziosita da un assolo tagliente. "United We Fall" ha un gran tiro ma, tutto sommato, è trascurabile. "Not Sad Forever" è uno slow con un refrain che ibrida gli Hanoi Rocks e gli HIM (curiosamente, due band finniche), mentre "The Optimist" è un brano dall'ampio respiro melodico, tosto nella non banale costruzione. "Too Late To Cry", uno scandi-rock moderno e godibilissimo, lascia velocemente il posto all'elettropunk ipnotico di "This Is Not A Lovesong", cover di un pezzo del 1983 dei P.I.L. di Johnny Rotten; a chiudere questo lavoro arriva "Insomnia Suite", un brano di oltre 7 minuti che contiene tutti gli elementi che caratterizzano il sound di "Revolt": praticamente, una summa dell'album.

I The Dreams sono la prima vera sorpresa di questo inizio di 2010 e non esito un istante a caldeggiarveli.

Tracklist di Revolt

  • 01. Revolt   3:30
  • 02. We Are The Murderers   3:27
  • 03. Under The Sun   3:51
  • 04. Black Sheep   2:57
  • 05. United We Fall   3:17
  • 06. Not Sad Forever   3:25
  • 07. The Optimist   3:37
  • 08. Too Late To Cry   3:11
  • 09. This Is Not A Lovesong   2:13
  • 10. Insomnia Suite   7:09


Discografia dei The Dreams

  • Tazy (2006 Independent Release)
  • Den Nye By (2008 Apache Records)
  • Revolt (2010 Black Pelican)


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