A SOUND MIND - HARMONIA mercoledì, 16 dicembre 2009 18:08 by madseason

a sound mind harmonia front cover

  • Release Date: 16 Novembre 2009
  • Etichetta: 7us Media Group (H'ART distribution)
  • Produttore: A Sound Mind

 

  • Anthony Kupinic - vocals, keyboards
  • Glenn Parkinson - guitar
  • Andrew Bishop - bass
  • Kiran Khan - drums

 

[voto: 4.5]

Questi cangurini sono bravi davvero. Non è da tutti esordire sulla lunga distanza con un disco di pop rock orchestrale e alternativo di tale maturità e bellezza.

Gli A Sound Mind vengono da Melbourne e hanno già venduto nella sola città natale oltre 15.000 copie del loro disco senza il supporto di una major, senza promozione, senza un tubo, solo grazie al passaparola degli appassionati. E lo stesso stanno facendo in Europa, dove il loro album full lenght è appena stato pubblicato, a poco più di un anno dalla data di uscita della release australiana.

E si capisce perchè gli ASM stanno andando così bene: innanzitutto sono guidati dal talentuoso cantante/tastierista Anthony Kupinic, che ha una voce espressiva, originale, che usa in modo molto vario. Un sogno per la maggior parte dei gruppi in circolazione. E poi hanno questa capacità di fondere suoni orchestrati e strumenti acustici in un grandioso pop rock sinfonico a volte epico, a volte intimistico, a volte potente, a volte leggero ma sempre e comunque fresco, coinvolgente e mai pretenzioso.

Come se non bastasse, Kupinic e soci sono anche dei generosi; oltre ad autoprodursi, hanno creato anche un network di distribuzione online: la parte di soldi di ogni disco venduto da destinare alla casa discografica che dovrebbe occuparsi della distribuzione, viene invece destinata ad un ente benefico a scelta del cliente!

Una nota: la versione europea di Harmonia contiene la bonus "Ash To Flame", recuperata dal mini "So Thankful", pubblicato nel 2006 e prodotto da Adrian Hannon.

 

Tracklist di Harmonia

  • 01. Medulla   1:23
  • 02. Empathy   5:49
  • 03. The Power To Dream   5:11
  • 04. Grace   4:18
  • 05. Fall For You   3:19
  • 06. Enjoying The Pain   4:10
  • 07. Comma Hiatus   0:57
  • 08. Venus & Mars   6:38
  • 09. So Thankful   3:50
  • 10. Catharsis   5:26
  • 11. The Horizon   5:55
  • 12. Always & Forever   3:45
  • 13. Harmonia   1:27
  • 14. Ash To Flame (bonus track)   4.56

 

Discografia degli A Sound Mind

  • So Thankful EP (2006 Dark Chocolate)
  • Harmonia (2007 Word Of Mouth Music)
  • Harmonia (2009 7us Media Group)

 

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PAINKILLER HOTEL - BLACK ROSES domenica, 13 dicembre 2009 22:00 by madseason

painkiller hotel black roses front cover

  • Release Date: 27 Ottobre 2009
  • Etichetta: Rock Ridge Music
  • Produttore: Chris Sevier
  • Mixing Engineer: George Tutko
  • Mastering Engineer: Rodney Mills

 

  • Kevin "Eddie Prez" Presbrey - vocals, guitar
  • Klaus Luchs - lead guitar
  • Adam Harker - bass
  • Nate Green - drums

[voto: 4]

Scelta controcorrente quella degli americani (da Aurora, Illinois) Painkiller Hotel, di seguire le orme di gruppi come Tonic, Greenwheel, Live, Creed, Matchbox Twenty, Better Than Ezra, protagonisti della scena rock melodico/alternativa a cavallo dell'anno 2000, piuttosto che lanciarsi nell'odierno e remunerativo corporate rock alla Nickelback/Daughtry/3 Doors Down, nel synth rock tanto in voga ultimamente o nel melodic (finto)punk modaiolo e facilone.

Il risultato, al di là di qualche prevedibile ovvietà per un gruppo all'esordio, è più che buono e il frontman Kevin Presbrey (co-autore di tutti i brani assieme al produttore, nonché aiuto-chitarra/tastiere, Sevier Becoming) riesce, con il suo trasporto lirico e spirituale, a coinvolgere ed appassionare l'ascoltatore. Come prova, prestate orecchio a "Becomig Someone Else", figlia bastarda di Even Flow dei Pearl Jam e Home dei Dream Theater, oppure il primo singolo estratto dall'album, "Lead Me On", che sembra uscito dalla penna di Kevin Griffin, o ancora la matchboxtwentyana opener "How Was I Supposed To Know".

Un plauso per finire alla resa sonora del disco, merito del già citato Chris Sevier, scelto da Presbrey con la volontà di assicurare al suo progetto "un producer alla Desmond Child, in grado di dare un aiuto nel perfezionare i brani" e di George Tutko, abile uomo-mixer dalla comprovata esperienza (tra le sue infinite collaborazioni, John Mellencamp, Duran Duran, Kiss, Alias, Blondie, Rod Stewart, Rolling Stones, XYZ).

Una nota: Black Roses uscì originariamente nel maggio del 2007 per la Severe Records di Nashville, per poi essere stampato a beneficio di un'audience più vasta dalla Rock Ridge, casa di, tra gli altri, Sister Hazel, Mr. North, Stroke 9 e Chris Volz.

 

Tracklist di Black Roses

  • 01. How Was I Supposed To Know   4:00
  • 02. Brightest Flame   4:19
  • 03. Voice In My Head   2:49
  • 04. You Don't Know What You're Missing   2:58
  • 05. Becoming Someone Else   4:07
  • 06. All I Ever Wanted   4:02
  • 07. Lead Me On   4:18
  • 08. Changes   3:56
  • 09. Weakness   4:08
  • 10. So Far Away   4:41

 

Discografia dei Painkiller Hotel

  • Black Roses (2007 Severe Records)
  • Black Roses (2009 Rock Ridge Music)

 

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CARPARK NORTH - GRATEFUL venerdì, 11 dicembre 2009 22:17 by amaranth

carpork north grateful front cover

  • Release Date: 8 Settembre 2008
  • Etichetta: Copenhagen Records
  • Produttore: Carpark North

 

  • Lau Højen - vocals, guitar
  • Søren Balsner - bass, synthesizers
  • Morten Thorhauge - drums

 

 

[voto: 5]

Questo trio danese aveva già fatto parlare di se con il precedente "All Things to All People", trascinato dal singolo "Human", all'insegna di un pop rock elettronico melodicamente "nordico", ma questo terzo studio album "Grateful" supera di gran lunga le più rosee aspettative! 11 Canzoni, 11 gioielli di synth rock dove melodie, ricerca sonora, produzione e arrangiamenti sono miscelati e bilanciati alla perfezione.

Lau Højen (voce, chitarra), Søren Balsner (basso, synth), Morten Thorhauge (batteria), al secolo Carpark North, scrivono a loro modo il rock del terzo millennio, dove l'elettronica è al servizio delle ritmiche rock e le melodie incontrano arrangiamenti sofisticati senza mai soffocare la dinamica delle canzoni. "The power of AC/DC, the soundscapes of Jean Michel Jarre, the simplicity of Kraftwerk and the melodies of the Beatles and Mozart", cosi cita la loro bio, ma a mio parere c'è molto di più, ogni singola influenza si incontra e si fonde in un songwriting unico e fantasioso nella stesura. Immaginate dei Muse in piena folgorazione electro rock, meno ruffiani e artisticamente più profondi ed elaborati, ma nello stesso tempo senza barocchismi e con un senso melodico pop dal trademark tipicamente nordeuropeo.

L'urgenza di "More" setta subito toni e frequenze del disco per i 43 minuti dell'opera, che si susseguono con enfasi dal trascinante singolo "Shall We Be Grateful" alla tensione melodica di "Save Me From Myself", dai girotondi elettronici di Lost (Peace), alla potenza delle melodie nella siderale "The Everlasting Tie" e nel riff synth rock definitivo di "Last Song". Tutto è magicamente elaborato in unico flusso sonoro dove tutti gli strumenti sono accordati come se fossero una vera e propria orchestra. Ma ancora, la vorticosa "Bring The Lights" con il suo refrain simmetrico scuote i sensi prima di scardinare le ultime resistenze emotive dell'ascoltatore sulle note di "Cancer". A chiusura, in calce a cotanta grazia musicale, ancora gran dispiego di tastiere e synth su "Shutdown": i ritmi rallentano e una progressione di note estasianti crea quell'atmosfera tipica di qualcosa di imponente che sta per finire.

Se siete stanchi della solita musica, se vi lamentate che non escono più i dischi di una volta, sappiate che al sottoscritto (e a tutta la redazione di weChameleon) l'ascolto di "Grateful" ha provocato la sensazione di esser al cospetto di qualcosa di effettivamente unico, tipico di quei dischi che ti inchiodano al primo ascolto e che si lasciano ascoltare per molti anni a venire. Il rock del futuro si ferma al "parcheggio nord".


Tracklist di Grateful

  • 01. More   3:26
  • 02. Shall We Be Grateful   3:24
  • 03. Save Me From Myself   4:04
  • 04. Leave My Place   4:37
  • 05. Lost (Peace)   4:12
  • 06. Last Song   3:51
  • 07. The Everlasting Tie   3:57
  • 08. Within My Reach   4:00
  • 09. Bring The Lights   3:16
  • 10. Cancer   4:00
  • 11. Shutdown   4:13


Discografia dei Carpark North

  • Carstereo (Demo) (2000 Independent Release)
  • 40 Days (EP) (2002 EMI-Medley)
  • Carpark North (2003 EMI-Medley)
  • All Things To All People (2005 EMI)
  • Grateful (2008 Copenhagen Records)


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TRAIN - SAVE ME SAN FRANCISCO giovedì, 10 dicembre 2009 20:24 by madseason

train save me san francisco front cover

  • Release Date: 27 Ottobre 2009
  • Etichetta: Columbia Records
  • Produttore: Martin Terfe

 

  • Pat Monahan - vocals
  • Jimmy Stafford - guitars
  • Scott Underwood - drums

 

[voto: 4]

 

Buona parte della critica è stata dura, se non impietosa, con "For Me, It's You", il precedente disco dei Train. Io lo apprezzai, pur considerandolo inferiore a "My Private Nation" che continuo a considerare il loro lavoro migliore.

Il suono meno iperprodotto di questo nuovo album sembra aver parzialmente riconciliato i critici con il gruppo di Pat Monahan, che è tornato in alcuni frangenti al rock più "rootsy" dei primi cd, mentre in altri frangenti ritroviamo i Train più maturi e patinati della seconda parte di carriera.

Non tutte le composizioni di SMSF sono memorabili, un paio strappano qualche sbadiglio (vedi "Breakfast In Bed"), però quando i Train si lanciano in pezzi come la titletrack - clamorosa - o "You Already Know", guidate dalla splendida voce soulrock di Monahan, è una festa.

Dategli una chance!

 

Tracklist di Save Me San Francisco

  • 01. Save Me, San Francisco   4:09
  • 02. Hey, Soul Sister   3:36
  • 03. I Got You   3:47
  • 04. Parachute   3:30
  • 05. This Ain't Goodbye   4:23
  • 06. If It's Love   3:59
  • 07. You Already Know   4:42
  • 08. Words   3:29
  • 09. Brick By Brick   3:39
  • 10. Breakfast In Bed   4:54
  • 11. Marry Me   3:25

 

Discografia dei Train

  • Train (1998 Aware - Columbia Records)
  • Drops of Jupiter (2001 Columbia Records)
  • My Private Nation (2003 Columbia Records)
  • Alive At Last (2004 Columbia Records)
  • For Me, It's You  (2006 Columbia Records)
  • Save Me San Francisco (2009 Columbia Records)

 

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UNTIL JUNE - SOUND OF DEFEAT ep giovedì, 10 dicembre 2009 11:56 by madseason

until june sound of defeat front cover

  • Release Date: 19 Maggio 2009
  • Etichetta: Authentik Artists Inc.
  • Produttore: Dave Darling

 

  • Josh Ballard - vocals, piano
  • Dan Ballard - guitar
  • Daniel Dempsey - drums

 

 

[voto: 4.5]

Gli Until June, da Hollywood, CA, imposero, con il loro disco d'esordio, l'hit supercatchy "Sleepless" al vertice di molte charts internazionali, con un clamoroso primo posto nella classifica dei singoli greci nel maggio 2008. E anche in Italia, soprattutto grazie a Virgin, furono omaggiati di numerosi passaggi radiofonici.

Con questo ep, Josh & Co. provano a piazzare qualche altra importante bandierina del loro impero in espansione tra USA, Europa e Sud-Est Asiatico, forti della loro irresistibile miscela di melodicissimo pop/rock indipendente, piano rock, voci falsettate e testi emozionanti.

D'altronde basterebbe che tutti avessero la chance di ascoltare l'opener e primo singolo estratto da SOF, "The Man Who Lost His Soul" e per gli Until June sarebbe fatta: fatico a trovare un pezzo targato 2009 più trascinante di questo.

Se non l'avete già fatto, vi sollecito a scoprire una band indie che, con il necessario supporto promozionale/mediatico (tipo l'inclusione di "In My Head" in un recente episodio di Grey's Anatomy), potrà imporsi in tutti i mercati mainstream, nessuno escluso.

 

Tracklist di Sound Of Defeat

  • 01. The Man Who Lost His Soul   3:06
  • 02. Baby (Hope You Understand)   2:54
  • 03. Sound Of Defeat   3:38
  • 04. The World Ends Tonight   3:14
  • 05. Nobody Knows You   2:55
  • 06. In My Head   3:25

 

Discografia degli Until June

  • The EP (2006 Flicker Records)
  • Until June (2007 Flicker Records)
  • Sound Of Defeat (2009 Authentik Artists)

 

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VERTICAL HORIZON - BURNING THE DAYS mercoledì, 9 dicembre 2009 20:37 by madseason

vertical horizon front cover

  • Release Date: 22 Settembre 2009
  • Etichetta: Outfall Records
  • Produttore: Matt Scannell, Richard Marx

 

  • Matt Scannell - lead vocals, lead guitar
  • Keith Kane - guitar, vocals
  • Sean Hurley - bass, vocals

 

 

[voto: 4.5]

Il periodo d'oro per i Vertical Horizon (doppio disco di platino per "Everything You Want" del 1999) è finito da un pezzo. Coinvolti in una girandola di cambiamenti organizzativi della loro etichetta del tempo, la RCA, e con i nuovi manager che hanno creduto zero nella loro musica, affossando il successivo e bellissimo "Go" con ritardi vergognosi e mancanza di promozione, Scannell e soci hanno dovuto giocoforza intraprendere la strada indipendente per poter dare un seguito alla loro storia musicale. Ecco allora la re-release indipendente di Go (reintitolato in maniera informatichese "Go 2.0") nel 2005 e ora questo nuovo BTD.

C'è da dire che la caparbietà è una dote che non manca ai Vertical Horizon. Prodotto in proprio, scritto e suonato con l'aiuto di qualche amico, tipo Richard Marx, con cui Matt fa coppia artistica da diversi anni, o il divino batterista dei Rush, Neil Peart, Burning The Days ha uno stile più affine a quello di Go - di cui sembra una versione ancora più matura - che a quello di EYW, ossia più poprock de-luxe - talvolta energico, anthemico, talvolta soft e d'atmosfera - che l'alternative rock post grunge che li ha resi famosi a cavallo dell'anno 2000. Questo vuol dire però rimanere lontano da quello che è il clima musicale odierno, ossia da ciò che fa classifica e porta a vendite importanti.

Poco male per i fan storici, che hanno seguito con affetto ed entusiamo la band nella sua evoluzione e nelle sue peripezie, e che ora hanno un'altra dozzina di composizoni a disposizione per godere della classe di Scannell, Kane e Hurley (questi ultimi due, a onor del vero, sembrano più session-man che membri effettivi: il pallino dei VerHor è evidentemente  in mano a Matt Scannell). Dubito però che BTD porti ai Verticals nuovi adepti. Per non parlare della critica modaiola, che punta sistematicamente alla new sensation del giorno o all'underground che più underground ci sono solo i fossili di trilobite, e il resto: cestino.

Per quanto mi riguarda, quando sento pezzi come "All Is Said & Done" o come la super-grower "Welcome To The Bottom", trascinate dalla voce intensa ed emozionante di Scannell, sono a posto e posso anche soprassedere a qualche momento un po' troppo prevedibile, come "Carrying On" e "Can You Help Me".

Lunga vita ai Vertical Horizon e corta vita ai critici "di tendenza".

 

Tracklist di Burning The Days

  • 01. All Is Said & Done   4:24
  • 02. The Lucky One   3:55
  • 03. The Middle Ground   4:25
  • 04. I Believe In You   3:24
  • 05. Save Me From Myself   4:18
  • 06. Carrying On   3:36
  • 07. Back To You   3:34
  • 08. Can You Help Me   3:59
  • 09. Afterglow   3:59
  • 10. Here   3:41
  • 11. Welcome To The Bottom   5:48
  • 12. Even Now   6:44

 

Discografia dei Vertical Horizon

  • There And Back Again (1992 RCA Records)
  • Running On Ice (1995 RCA Records)
  • Live Stages (1997 Rhythmic - RCA Records)
  • Everything You Want (1999 RCA Records)
  • Go (2003 RCA Records)
  • Go 2.0 (2005 Hybrid Recordings)
  • Burning The Days (2009 Outfall Records)

 

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DANGER DANGER - REVOLVE martedì, 8 dicembre 2009 17:30 by amaranth

danger danger revolve front cover

  • Release Date: 18 Settembre 2009
  • Etichetta: Frontiers Records
  • Produttore: Bruno Ravel

 

  • Ted Poley - vocals
  • Rob Marchello - guitars
  • Bruno Ravel - bass, guitars
  • Steve West - drums

 

[voto: 4]

A nove anni dello splendido "Return Of The Great Gildersleeves" Bruno Ravel&Co. tornano in pista con un nuovo album a base di quell'hard rock melodico a stelle e strisce già forgiato alla perfezione in dischi quali "Danger Danger" e "Screw It". Scanzonato, tracotante, irriverente, il cui unico "impegno" è divertire e divertirsi!

Nulla di nuovo alla luce del sole, se non la presenza di nuovo guitar-player, il virtuoso Rob Marchello (già da qualche anno nei ranghi dei D2) e il rientro in pianta stabile di Ted Poley che in "Revolve" canta potente e melodico come non mai! Hard rock melodico e sfrontato fedele allo stile Danger Danger, una serie di brani classici ma dal suono moderno, che non sfigurerebbero in un ipotetico best of della loro discografia. Fulgido esempio ne sono le bombe melodiche dal titolo di "That's What I'm Talking About", "Ghost Of Love", l'AOR cristallino di "Hearts On The Highway", la spassosissima "Keep On Keepin' On" e la defleppardiana "F.U.$", con un testo fenomenale! Una manciata di canzoni tra le migliori del genere in questo 2009.

Welcome Back D2!


Tracklist di Revolve

  • 01. Thats What I'm Talking About   04:19
  • 02. Ghost Of Love   04:52
  • 03. Killin' Love   05:27
  • 04. Hearts On The Highway   04:19
  • 05. Fugitive   04:02
  • 06. Keep On Keepin' On   04:56
  • 07. Rocket To Your Heart   04:38
  • 08. F.U.$   04:53
  • 09. Beautiful Regret   04:41
  • 10. Never Give Up   04:45
  • 11. Dirty Mind   03:49


Discografia dei Danger Danger

  • Danger Danger (1989)
  • Down And Dirty Live! (Live - 1990)
  • Screw It (1991)
  • Dawn (1995)
  • Four The Hard Way (1997)
  • The Return Of The Great Gildersleeves (2000)
  • Cockroach (2001)
  • Rare Cuts (Compilation - 2003)
  • Live And Nude (Live - 2005)
  • Revolve (2009)

 

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DECYFER DOWN - CRASH martedì, 8 dicembre 2009 16:16 by amaranth

decyfer down crash front cover

  • Release Date: 9 Maggio 2009
  • Etichetta: Ino Records
  • Produttore: Paul Ebersold

 

  • TJ Harris - vocals, acoustic guitar, bass (in studio)
  • Brandon Mills - guitar
  • Chris Clonts - guitar
  • Josh Oliver - drums, percussion

 

[voto: 3]

Il secondo disco dei Decyfer Down non cambia le carte in tavola rispetto al debutto di qualche anno fa "End Of Grey", ma l'innesto di un nuovo singer, TJ Harris già nei Fighting Instinct (altra band del filone cristiano), da una maggior impronta radio friendly ai questi christian modern rockers.

Se ad un primo assaggio "Crash" risulta fin troppo in linea con tanto "corporate rock" a stelle e strisce (3 Doors Down, Nickelback, Shinedown e compagnia bella), è il songwriting solido ed una manciata di canzoni che filano via che è un piacere a fare la differenza e a stare sopra alla mediocrità di tante band del genere. "Desperate", ripescata dal repertorio dei Fighting Instinct, "Crash", "Over Your Head" gli highlights di un disco pieno di hooks e cori che non faranno prigionieri.

Modern Hard Rock with Balls!

 

Tracklist di Crash

  • 01. Crash   3:51
  • 02. Desperate   2:55 (Fighting Instinct cover)
  • 03. Fading   4:11
  • 04. Best I Can   3:38 (3:53 for Caleb Oliver Version, which is not on the album)
  • 05. Ride With Me   3:23
  • 06. Wasting Away   4:03
  • 07. Over My Head   3:54
  • 08. Moving On   3:45
  • 09. The Life   3:49
  • 10. Forever With You   4:09

 

Discografia dei Decyfer Down:

  • End Of Grey (2006)
  • Crash EP (2009)
  • Crash (2009)

 

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