CRASH KARMA - CRASH KARMA giovedì, 25 marzo 2010 00:12 by madseason

crash karma crash karma front cover

  • Release date: 16 Marzo 2010
  • Etichetta: Crash Karma Ltd. - E1 Music Canada
  • Produttore: Mike Turner

 

  • Edwin - vocals
  • Mike Turner - guitars
  • Amir Epstein - bass
  • Jeff Burrows - drums

[Voto: 3.5]

 

I Crash Karma sono una sorta di supergruppo canadese (anche se a loro il termine dà fastidio), che annovera tra le proprie fila Edwin degli I Mother Earth, Mike Turner, ex chitarrista degli Our Lady Peace (ma lo ricordiamo anche con i Fair Ground di Pete Lesperance), Amir Epstein degli Zygote e Jeff Burrows, ex-Tea Party.

Dopo una serie di incontri e discussioni tra i 4, il gruppo si è ufficialmente formato nel 2008 e ha registrato il disco d'esordio lo scorso anno presso il Pocket Studio di proprietà di Turner, che si è adoperato anche come produttore del disco.

Dei componenti la band, il fulcro creativo, il mastermind che sta dietro all'intero concept è Amir, che ha portato la maggior parte delle idee di base delle canzoni, sviluppate poi con sapienza ed abilità da Edwin, Mike e Jeff.

Il risultato è un album di alternative rock anni '90 che miscela brani più heavy con altri più melodici, con un suono che riflette la storia e le capacità musicali dei quattro e lo speciale legame chimico che si è instaurato fra loro.

Le perle del disco sono "Energy", un rock alternativo dinamico e profondo, con spunti progressive queensrychiani ed un refrain che dà un senso compiuto al brano; "Fight", il secondo singolo estratto dall'album, un hard rock aggressivo ed avvelenato costruito su un gran riff di chitarra. "Man I Used To Be", ritmata, melodica, coinvolgente. "Live A Little", midtempo che sarebbe potuto uscire dalla penna degli Smashing Pumpkins.

Tra le cose meno riuscite cito "On My Own", un alternative metal stucchevole; "Lost", ballad che si gradisce per un minuto, ma che per i rimanenti 3 e mezzo ci ricorda come recensire dischi possa diventare un supplizio; "Like A Wave", un'opener non all'altezza del ruolo; e ci metterei anche il primo singolo, "Awake" -"un viaggio rock psichedelico e percussivo in una consapevolezza superiore" a detta della biografia- che non incide il dovuto: sembra un working demo degli Alter Bridge mai completato.

In sintesi, l'album non parte in maniera memorabile, ma quando finalmente ingrana, ci regala del rock di qualità suonato da veterani che aderiscono ad un credo musicale forse demodé, ma sicuramente ancora in grado di fare proseliti tra chi preferisce la sostanza all'apparenza.

Per il prossimo disco, però, gradirei qualche gran pezzo alla "Energy" in più, please.

 

Tracklist di Crash Karma

  • 01. Like A Wave   3:47
  • 02. Awake   3:57
  • 03. Next Life   3:50
  • 04. Lost   4:37
  • 05. Fight   3:24
  • 06. The Fire   3:39
  • 07. Man I Used To Be   3:46
  • 08. Energy   3:52
  • 09. On My Own   3:38
  • 10. Not About Anger   3:17
  • 11. Live A Little   3:34


Discografia dei Crash Karma

  • Crash Karma (2010 Crash Karma - E1)


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FIREFLIGHT – FOR THOSE WHO WAIT mercoledì, 24 marzo 2010 00:27 by maxare

fireflight for those who wait front cover

  • Release Date: 9 Febbraio 2010
  • Etichetta: Flicker Records
  • Produttore: Rob Hawkins

 

  • Dawn Michele – lead vocals
  • Justin Cox – guitar, background vocals
  • Glenn Drennen – guitar
  • Wendy Drennen – bass, background vocals
  • Phee Shorb - drums

[Voto: 3.5]

 

I Fireflight escono con la quarta release sulla lunga distanza e terza per la Flicker Records, nota etichetta cristiana: questo nuovo For Those Who Wait potrebbe avere un discreto successo in tutto il mondo ma, chissà perchè, il rock di matrice non secolare, al di fuori dei confini USA, non è praticamente considerato. Anzi, i pochi gruppi contemporanei che riescono a sfondare anche al di qua dell'oceano cercano spesso di scrollarsi di dosso l'etichetta di band cristiana, vedi gli esempi passati di Evanescence, P.O.D. e Switchfoot.

Diversi i pezzi da novanta in questo CD, come l'epica title track e opener, che inizia con un arrangiamento d'archi che mi ricorda vagamente una certa "Eleanor Rigby", il primo singolo "Desperate", che è entrato in heavy rotation in tutte le radio rock cristiane, l'orchestrale ballad "Name", che racconta di tragici accadimenti in ospedale o ancora la melodia urgente di "Core Of My Addiction".

La band è spesso e inevitabilmente comparata agli Evanescence, ma rispetto a questi ultimi ha mediamente più brani heavy rock in repertorio e meno ballad. Inoltre, dalla loro, questi cinque ragazzi della Florida hanno diversi fattori: una cantante straordinaria come la ventottenne Dawn Michele, dalla voce potente e pulita (a cui fa occasionalmente da contraltare quella del chitarrista Justin Cox), un muro sonoro di forte impatto grazie alla super produzione di Rob Hawkins e, non ultimo, il fatto che i testi non siano esplicitamente evangelici.

Insomma, un gruppo con tante doti, a cui manca giusto qualche melodia ancora più memorabile per fare il definitivo salto di qualità.

Vi segnalo, infine, un link dove potrete ascoltare l'album per intero: come sempre, se vi piace, compratelo!

Tracklist di For Those Who Wait

  • 01. For Those Who Wait   4:07
  • 02. Desperate   2:54
  • 03. Fire In My Eyes   2:59
  • 04. Core of My Addiction   3:14
  • 05. What I've Overcome   3:05
  • 06. Name   3:49
  • 07. New Perspective   3:20
  • 08. You Give Me That Feeling   3:23
  • 09. All I Need To Be   3:35
  • 10. Recovery Begins   4:54


Discografia dei Fireflight

  • Glam-rok (2002 Eight Track Records)
  • On The Subject Of Moving Forward EP (2004 Independent Release)
  • The Healing Of Harms (2006 Flicker Records)
  • Unbreakable (2008 Flicker Records)
  • For Those Who Wait (2010 Flicker Records)


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EVERMORE - EVERMORE martedì, 23 marzo 2010 00:33 by madseason

evermore evermore front cover

  • Release Date: 12 Marzo 2010
  • Etichetta: Warner Music Group
  • Produttore: Jon Hume

 

  • Jon Hume - vocals, guitars
  • Peter Hume - bass, keyboards, synthesizers
  • Dann Hume - drums, percussion


[Voto: 4]



Con 3 fortunati studio album alle spalle, i neozelandesi Evermore si ripropongono con questa raccolta, impreziosita da tre inediti, che funge anche da debutto internazionale.

Il gruppo, che deve il suo nome al mitico pezzo dei Led Zeppelin "The Battle Of Evermore", è composto dai 3 fratelli Hume, Jon (il maggiore, cantante, chitarrista e produttore), Peter (il bassista/tastierista) e Dann (il "cucciolo", batterista) e si caratterizza per un sound che viaggia tra alternative rock e pop rock mainstream, richiamando la musicalità di band quali Death Cab For Cutie, Keane, Travis, Coldplay, The Fray, rispetto ai quali i nostri hanno una maggiore propensione all'uso di sintetizzatori.

Gli Evermore possono contare su una già consistente collezione di brani dalla costruzione molto curata, dal forte appeal commerciale, ma non per questo dozzinali, spesso resi vitali da riff, di tastiera o di chitarra che sia, estremamente coinvolgenti.

Potrei citare tutti i 15 brani dell'album, d'altronde siamo di fronte al meglio della produzione dei neozelandesi. Mi limito a sottolineare il brillante up tempo con tanto di synth distorti della danzereccia "Hey Boys And Girls", dal terzo lavoro, la rock opera "Truth Of The World"; il lirismo dell'intensa e melanconica "Dreams Call Out To Me", dal disco d'esordio "Dreams"; il brio del gioiellino in stile U2/Coldplay "Running", dal secondo "Real Life"; l'anthemica "Between The Lines"; l'inedita "Underground", una versione aggiornata -con una spruzzata di elettronica moderna- di band britpop come Blur, Pulp e Supergrass.

"Evermore" è un ottimo punto di partenza per chi non ha mai avuto la fortuna di ascoltare prima d'ora la musica dei fratelli Hume. Per chi ne è già appassionato, è un piacevole ripasso e l'occasione per gustare tre validissime tracce mai pubblicate prima (la già citata "Underground", la synth driven "This Is Love" e "Throwitaway", pop rock danzereccio dal gusto retrò).

Tracklist di Evermore

  • 01. Underground   3:42
  • 02. Hey Boys And Girls   4:48
  • 03. Running   4:24
  • 04. For One Day   4:10
  • 05. This Is Love   4:34
  • 06. Light Surrounding You   3:56
  • 07. Between The Lines   4:11
  • 08. It's Too Late (Ride On)   3:58
  • 09. Never Let You Go   4:16
  • 10. Everybody's Doing It   4:38
  • 11. Throwitaway   3:40
  • 12. Can You Hear Me?   4:11
  • 13. Unbreakable   3:31
  • 14. Front Page Story / Diamonds In The River   5:23
  • 15. Dreams Call Out To Me   4:33


Discografia degli Evermore

  • Dreams (2004 Warner)
  • Real Life (2006 Warner)
  • Truth Of The World: Welcome To The Show (2009 Warner)
  • Evermore (2010 Warner)


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HOTSTREETS - HOTSTREETS lunedì, 22 marzo 2010 00:12 by madseason

hotstreets hotstreets front cover

  • Release Date: 4 February 2010
  • Label: Carlos Media Corp
  • Producer: Ethan Kaufmann

 

  • David Amezcua - vocals, guitars, bass, drums

 


[Voto: 4.5]

 

 

I don't know how many of you have had the chance to listen to the excellent major debut album by Under The Influence Of Giants, a band from Los Angeles often compared to the Scissor Sisters; with that CD they reached the top of the Heatseekers Billboard chart in 2006.

Well, the bassist of that brilliant pop/rock/soul/funk/blues band is none other than our David Amezcua from Hollywood , deus-ex-machina of this new band called Hotstreets, where the bearded artist sings, plays guitars, drums, writes music and lyrics and, obviously, plays bass guitar.

David boasts different important collaborations in his curriculum vitae, besides UtIoG he played live with Hoobastank, Ryan Cabrera and others and he declares to be influenced by a plethora of artists of different genres like pop, soul, rock and funk.

The versatility of his tastes is clearly reflected in his compositions. Starting from the funky westcoast sound that pervades the opener "Dr. Doctor" to the concluding easy listening "SNL", it is a sequence of beautiful and wonderfully arranged pop songs, where the 70/80s sound of legends like Chicago, Toto, Prince, Steely Dan, Bee Gees, Survivor, George Michael, Supertramp and ELO is skilfully melted with a more contemporary sound like the one of Maroon 5, Mika, Jamiroquai, The Feeling, Orson and Donkeyboy. Everything is driven by the thin voice of David, a crossover of Michael Jackson, Jake Shears of Scissor Sisters and Adam Levine of Maroon 5.

If we would like to compare Hotstreets' sound with his mother-band, we may notice that UtIoG had a more sharpened dance beat and a more theatrical vein of insanity than Amezcua's compositions, while the Hotstreets' leader is focused to reach an audience who mainly loves classic, smooth and adult oriented sounds.

Anyway, with Under The Influence Of Giants or by himself, David Amezcua is a first-class artist and if you indentify yourself with the references of my review, buy his music pronto. 


Tracklist of Hotstreets

  • 01. Dr. Doctor   3:45
  • 02. Complicated   3:14
  • 03. Hush   3:05
  • 04. She's A Sleep Machine   3:19
  • 05. Just A Little Bit   2:57
  • 06. The Last Call   3:02
  • 07. Aim To Lose   3:49
  • 08. Condescending Paradise   3:05
  • 09. Something To Belong   2:32
  • 10. SNL   3:33


Discography of Hotstreets

  • Hotstreets (2010 Carlos Media Corp)


Links

HOTSTREETS - HOTSTREETS lunedì, 22 marzo 2010 00:12 by madseason

hotstreets hotstreets front cover

  • Release Date: 4 Febbraio 2010
  • Etichetta: Carlos Media Corp
  • Produttore: Ethan Kaufmann

 

  • David Amezcua - vocals, guitars, bass, drums

 


[Voto: 4.5][EN]

 

 

Non so quanti di voi abbiano avuto occasione di ascoltare l'ottimo disco di debutto su major degli Under the Influence of Giants, una band di Los Angeles, spesso paragonata agli Scissor Sisters, che arrivò con quell'album in vetta alla Top Heatseekers chart di Billboard nel 2006.
Bene, il bassista di quella geniale band di pop/rock/soul/funk/blues altri non è che il nostro David Amezcua da Hollywood, deus-ex-machina di questi nuovi Hotstreets, in cui il barbuto artista ricopre il ruolo di cantante, chitarrista, batterista, autore di musica e testi oltre a quello, ovviamente, di bass player.

David vanta nel suo curriculum, oltre agli UtIoG, importanti collaborazioni con Hoobastank e Ryan Cabrera (tra gli altri), per i quali ha suonato il basso in tour, e si dichiara influenzato da una pletora di artisti che svariano tra il pop e il soul, tra il rock e il funk.

La poliedricità dei suoi gusti si riflette evidentemente nelle sue composizioni. A partire dal funky westcoast sound che permea l'opener "Dr. Doctor", per finire con l'easy listening di "SNL", è un susseguirsi di belle canzoni pop mirabilmente arrangiate, in cui il sound di icone degli anni 70/80 come Chicago, Toto, Prince, Steely Dan, Bee Gees, Survivor, George Michael, Supertramp ed ELO viene fuso sapientemente con quello di protagonisti delle classifiche di oggi come Maroon 5, Mika, Jamiroquai, The Feeling, Orson e Donkeyboy. Il tutto guidato dall'esile voce di David, un incrocio tra Michael Jackson, Jake Shears dei Scissor Sisters e Adam Levine dei Maroon 5.

Se vogliamo fare una comparazione con il sound della band madre, possiamo notare come gli UtIoG abbiano un dance beat ben più marcato rispetto a quello delle composizioni di Amezcua e una vena di follia generale più plateale, mentre il leader degli Hotstreets sembra puntare ad un audience che ama suoni maggiormente classici, levigati ed adult oriented.

Comunque sia, da solo o con gli Under, David Amezcua si rivela un artista di prim'ordine e se vi ritrovate tra i riferimenti del mio commento, affrettatevi a conoscere la sua musica.

Tracklist di Hotstreets

  • 01. Dr. Doctor   3:45
  • 02. Complicated   3:14
  • 03. Hush   3:05
  • 04. She's A Sleep Machine   3:19
  • 05. Just A Little Bit   2:57
  • 06. The Last Call   3:02
  • 07. Aim To Lose   3:49
  • 08. Condescending Paradise   3:05
  • 09. Something To Belong   2:32
  • 10. SNL   3:33


Discografia degli Hotstreets

  • Hotstreets (2010 Carlos Media Corp)


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500 Miles To Memphis We've Built Up To NOTHING front cover

  • Release Date: 14 Febbraio 2010
  • Etichetta: Deep Elm Records/Good Friends Records
  • Produttore: Ryan Malott & Erwin Musper

 

  • Ryan Malott – vocals, guitar
  • Noah Sugarman – guitar, vocals
  • David Rhodes Brown – lap steel
  • Elaina Brown – keyboards, vocals, tuba
  • Jeff Snyder – bass
  • Kevin Hogle – drums, percussion

[voto: 3.5][en]

Ryan Malott deve essere il frutto nato dalla relazione tra il più irriverente cantautore country della storia e il più impertinente dei cantanti punk, ovvero Mr. Johnny Cash e Fat Mike dei NOFX. Non si può spiegare altrimenti la provenienza di questo talento, capace di fondere due generi distanti come country e punk in maniera assolutamente naturale.

Ma la ricetta di questa band dal suono bastardo è  più complessa, fondamentalmente si possono trovare le influenze più disparate: dal funky al power pop, dal brit-pop alla musica mariachi.

Ryan è cantante oltre che compositore unico, inoltre si è occupato anche della produzione insieme all'olandese Erwin Musper (che qualcuno potrà ricordare per i suoi lavori con Zinatra, Scorpions, Paul Laine e Def Leppard); i due hanno fatto un lavoro eccelso, sono riusciti a dare il giusto risalto sia agli strumenti più rock che a quelli tipici del country come lap steel e violino, in modo tale che nessuno strumento prevalga mai sull'altro.

Diversi i brani da segnalare: "It's Alright" parte come se fosse una canzone dei NOFX e prosegue con una melanconica melodia country per poi tornare su stacchi hardcore. La country & western & punk "Six Foot Hole" ha un ritornello che sembra rubato alla recente discografia dei Green Day, mentre l'irresistibile funky rock "By Accident" potrebbe essere apprezzato dai fan dei Big&Rich. Il rock'n'roll di "Barfly" ci racconta storie di alcol e droga ma non si può resistere alla sua melodia scanzonata; con "Shots" torna un furioso riff hardcore che fa da sottofondo al racconto di una disperata ricerca di un negozio di liquori. "Lead Me On" è incredibilmente una classica ballata country senza altre influenze particolari. La lunga ed epica "Everybody Needs An Enemy" alterna passaggi lenti ad altri uptempo fino a portarci al gran finale strumentale dove i sei di Cincinnati potrebbero venire scambiati per una versione hard dei Coldplay.

Sono divertenti questi 500 Miles To Memphis, così chiamati per le cinquecento miglia che separano Memphis dalla natìa città dell'Ohio; pur raccontando spesso storie di alcol, droga e crimini vari (insomma i testi non sono proprio "easy"), hanno il potere di renderti allegra la giornata.
Forse non sono per tutti, ma chi è un po' più aperto di vedute non si faccia intimorire da sonorità che possono sembrare estranee tra loro e dia una chance a questa country punk gang.

Tracklist di We've Built Up To NOTHING

  • 01. …   0:36
  • 02. It's Alright   4:21
  • 03. Let It Go   4:00
  • 04. Six Foot Hole   2:50
  • 05. Barfly   3:31
  • 06. By Accident   3:01
  • 07. East Texas Angel   3:31
  • 08. Moonlight   4:49
  • 09. No Sympathy   3:35
  • 10. You Loved Me Once   4:24
  • 11. Dejas   1:44
  • 12. Shots   3:00
  • 13. Lead Me On   4:07
  • 14. Everybody Needs An Enemy   9:18
  • 15. We've Built Up To NOTHING   2:48


Discografia dei 500 Miles To Memphis

  • 500 Miles To Memphis (2005 3rd Silo Records)
  • Sunshine In A Shot Glass (2007 Deep Elm Records)
  • We've Built Up To NOTHING (2010 Deep Elm Records/Good Friends Records)


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DEPSWA - DISTORTED AMERICAN DREAM venerdì, 19 marzo 2010 00:30 by madseason

depswa distorted american dream front cover

  • Release Date: 16 March 2010
  • Label: Tears & Smiles Recordings
  • Producer: Toby Wright, Logan Mader

 

  • Jeremy Penick - vocals, guitars
  • Dan Noonan - guitars
  • Ryan Burchfield - bass
  • Steve White - drums

[voto: 3.7]

 

Alternative rockers Depswa were disclosed to the mainstream audience in 2003 with "Two Angels And A Dream", an excellent record where nu-metal, so popular in the previous years, was mediated by a full, richer sound, with many elaborate melodies and "larger-than-life" refrains, made memorable even thanks to a dynamic and magnificent production by console star Howard Benson.

Unfortunately, TAaaD sales were disappointing and the band decided to take an indie road, because of lack of support from major Geffen, their label at that time.

Now, after many ups and downs and a few line-up changes, the band from Modesto ( California ) comes back with a new album (originally intended as a 7 tracks EP), released in these days thanks to Tears & Smiles Recordings label, created by the guys themselves.

This time Toby Wright and Logan Mader are behind the knobs; they may be not as famous as Benson but they have both experience and skills needed to act successfully even without a magnificent budget.

The honour to baptize Depswa's come back goes to the puzzling title track, "Distorted American Dream": a crossover of midwestern rock'n'roll and powerful hard rock with a surprising (for the old fans) harmonica, but it is only partly indicative of the new road taken by the band. On the contrary, since the following "Right Now" they jump in the past to seven years ago, with loud guitars and devastating rhythmics that annihilated us on TAaaD and that interchanges with more melodic moments, made precious by the beautiful stentorian and touching voice of Jeremy Penick.

Similar words may be spent with the next "Take It Back" and with "The Biggest Part", a bright example of strength enslaved by a classy melody.

Instead, the heavy and ripetitive "Performance After The Show" brings us to unusual territories for these Californians, on the border of stoner rock, while "Would I Lie", another "sinister" track, pursues Blind Faith's ghosts of blues, with an extra certain something of strength and the unmistakable Penick's mark to seal another quality performance.

The title of "Peace And Serenity" says it all, in fact it is an acoustic, delicate, peaceful and melancholy track that Depswa chooses to close the album the same way they opens it: bewildering us.

Well, rather than a new starting-point, this excellent Distorted American Dream seems like being an intermediate stop for the guys from California, a block in the evolutionary phase of an hungry band, who is searching for revenge and for a new identity.

 

Tracklist Distorted American Dream

  • 01. Distorted American Dream   3:38
  • 02. Right Now   3:40
  • 03. Take It Back   3:39
  • 04. 10 Kinds of Lonely   4:28
  • 05. Performance After The Show   3:47
  • 06. Would I Lie   4:00
  • 07. The Way I Am   3:31
  • 08. Hold On   4:01
  • 09. Cut You Out   3:53
  • 10. One Drop   3:36
  • 11. Down In A Hole   3:55
  • 12. The Biggest Part   3:16
  • 13. Peace & Serenity   3:01


Discography

  • Faithless ep (2000 Independent Release)
  • Two Angels And A Dream (2003 Geffen Records)
  • Distorted American Dream (2010 Tears & Smiles Recordings)


Links

DEPSWA - DISTORTED AMERICAN DREAM venerdì, 19 marzo 2010 00:30 by madseason

depswa distorted american dream front cover

  • Release Date: 16 Marzo 2010
  • Etichetta: Tears & Smiles Recordings
  • Produttore: Toby Wright, Logan Mader

 

  • Jeremy Penick - vocals, guitars
  • Dan Noonan - guitars
  • Ryan Burchfield - bass
  • Steve White - drums

[voto: 3.7][EN]

 

Gli alternative rockers Depswa si rivelarono al grande pubblico nel 2003 con "Two Angels And A Dream", un ottimo disco in cui le influenze del nu-metal imperante nel lustro precedente venivano mediate da un suono più rotondo, ricco di elaborate melodie e con refrain "larger-than-life", memorabili grazie anche ad una produzione dinamica e lussuosa, opera della star della consolle Howard Benson.

Purtroppo le vendite di TAaaD, che uscì per l'importante major Geffen, furono deludenti e la band, stante lo scarso supporto da parte dell'etichetta, decise di intraprendere la strada indipendente.
Ora, dopo varie vicissitudini e un paio di modifiche di lineup, il gruppo originario di Modesto (California) si ripresenta con un nuovo album (inteso originariamente come EP a 7 tracce) che esce proprio in questi giorni grazie alla label Tears & Smiles Recordings, creata dagli stessi artisti.

Questa volta alle manopole troviamo Toby Wright e Logan Mader, che non saranno famosi come Benson ma hanno l'esperienza e la destrezza necessaria per muoversi con successo anche in ambiti che non prevedono budget faraonici.

L'onore di battezzare il ritorno sulla scena dei Depswa tocca alla spiazzante titletrack, "Distorted American Dream": un incrocio di midwestern rock'n'roll e potente hard rock con tanto di armonica che lascia sorpresi i vecchi fan ma che è solo parzialmente indicativa della nuova strada intrapresa dalla band. Anzi, già dalla successiva "Right Now" si ritorna indietro di 7 anni, con quelle chitarre fragorose e quella ritmica devastante che ci avevano annichilito ai tempi di TAaaD, e che si alternano ai momenti più melodici impreziositi dalla bella voce stentorea ed emozionante di Jeremy Penick.
Discorso analogo si potrebbe fare con la successiva, cadenzata e obliqua "Take It Back" e con "The Biggest Part", fulgido esempio di potenza asservita alla melodia di classe.

E non ci si discosta molto da sonorità già sperimentate neanche con le power ballad "10 Kinds Of Lonely" e "Hold On".

Invece la heavy e ripetitiva "Performance After The Show" ci porta in territori inconsueti per i californiani, alla frontiera dello stoner rock, mentre "Would I Lie", altra traccia "sinistra", rincorre i fantasmi blues dei Blind Faith, ma con un extra quid di potenza e il marchio inconfondibile di Penick a sigillare un'altra performance di qualità.
"Peace And Serenity" ha un titolo che parla da solo: un brano acustico, delicato, tranquillo e malinconico che i Depswa scelgono per chiudere l'album così come l'avevano aperto, disorientandoci.

Insomma, più che un nuovo punto di partenza, questo comunque ottimo Distorted American Dream sembra una tappa intermedia per i californiani, un tassello nella fase evolutiva di una band affamata, in cerca di rivincite, ma anche di una nuova identità.


Tracklist di Distorted American Dream

  • 01. Distorted American Dream   3:38
  • 02. Right Now   3:40
  • 03. Take It Back   3:39
  • 04. 10 Kinds of Lonely   4:28
  • 05. Performance After The Show   3:47
  • 06. Would I Lie   4:00
  • 07. The Way I Am   3:31
  • 08. Hold On   4:01
  • 09. Cut You Out   3:53
  • 10. One Drop   3:36
  • 11. Down In A Hole   3:55
  • 12. The Biggest Part   3:16
  • 13. Peace & Serenity   3:01


Discografia dei Depswa

  • Faithless ep (2000 Independent Release)
  • Two Angels And A Dream (2003 Geffen Records)
  • Distorted American Dream (2010 Tears & Smiles Recordings)


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