ART OF CHAOS - DREAMS ep domenica, 7 marzo 2010 20:36 by madseason

art of chaos dreams front cover

  • Release Date: 16 Febbraio 2010
  • Etichetta: Art Of Chaos
  • Produttore: Lee Miles

 

  • Brian Torres - vocals, guitar, bass, drums


[voto: 3.5]

 

 

 

Gli Art Of Chaos sono una rock band di Los Angeles che ha alle spalle un paio di EP e un full length indipendenti usciti tra il 2005 e il 2007.
Parlare di gruppo è forse un po' improprio, considerate le defezioni che hanno trasformato, sul finire del 2008, gli AoC in una one-man band in cui il cantante Brian Torres si occupa anche di tutti gli strumenti e del songwriting.

E' Brian stesso che ci spiega perchè ha ritenuto opportuno continuare la sua carriera artistica mantendendo l'attuale monicker: "Art of Chaos riflette la volontà di trovare la forza per continuare nel tuo lavoro. C'è ancora spazio per credere negli ideali dell'infanzia. Creare arte dal caos... La musica si crea prendendo gli aspetti negativi della vita, scoprendo in questi i risvolti positivi e, quindi, inseguirli. Voglio portare la gente a questa catarsi ed aiutarla a non sentirsi sola in questo universo travolgente."

Data per buona la mission di Torres, resta ora da capire con che strumenti intende portarla a termine.
Musicalmente parlando, "Dreams" è un EP di rock alternativo che fonde un sound più canonico con melodie talora oblique, talora sognanti, ma sempre aperte, a dare la portata della dimensione ambientale in cui si muovono i ritmi vibranti e gli anthem epici dei 6 brani inclusi.
Difficile trovare qualche esplicito riferimento a band similari. Si potrebbero citare gli Incubus per la loro capacità di rendere commerciale il loro tosto e intelligente alternative rock, gli Evanescence più slow per la spazialità e l'evocatività del sound, oppure pensare ad un ardito incontro tra la poesia di Jeff Buckley e il vigore di Alanis Morissette.

Comunque sia, questo è un EP di indubbio valore, e mi auguro già da ora un'ulteriore, definitiva evoluzione della "band" in vista del prossimo full length.


Tracklist di Dreams

  • 01. Dreams   5:05
  • 02. Tightrope   3:17
  • 03. Obsession (Surrender Me)   3:48
  • 04. Sweet Chariot   4:05
  • 05. Just Like You   3:28
  • 06. Hide And Seek   4:57


Discografia degli Art Of Chaos

  • Art Of Chaos EP (2005 Independent Release)
  • Lucid EP (2006 Independent Release)
  • Crimson And Catharsis (2007 Independent Release)
  • Dreams EP (2010 Independent Release)


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THE ROCKET SUMMER – OF MEN AND ANGELS sabato, 6 marzo 2010 00:54 by maxare

the rocket summer of men and angels front cover

  • Release Date: 23 Febbraio 2010
  • Etichetta: Island Def Jam
  • Produttore: Stephen Bryce Avary, CJ Eiriksson

 

  • Stephen Bryce Avary - lead vocals and all instruments

 


[voto: 3]

 

 

Dietro il discutibile monicker di The Rocket Summer si cela una sola persona, il ventisettenne texano Stephen Bryce Avary. La sua voce è stata spesso paragonata a quella di Michael Jackson ma, personalmente, ritengo che sia piuttosto una copia di Taylor Hanson, lead vocalist degli Hanson, il cui timbro vocale ha molto più in comune con the King of Pop di quanto ne possa avere quella di Avary.

Non conosco gli inizi della carriera di questa one-man band e non so il motivo per cui non abbia messo insieme un gruppo vero e proprio; indiscutibilmente il ragazzo ha del talento, ma non così tanto da poter fare tutto da solo sempre ad alto livello. Il suo è un pop rock gradevole, ha una bella voce e le melodie sono piacevoli, ma gli arrangiamenti (soprattutto della chitarra) lasciano talvolta a desiderare; un vero chitarrista professionista e un aiuto in fase di stesura dei brani (Stephen scrive tutto da solo!) potrebbero dare una marcia in più a queste canzoni, togliendo qualche partitura sgraziata.

Penso all’opener "Roses", dove una sei-corde più pulita donerebbe maggior eleganza ad una canzone altrimenti grezza. Oppure alla title track, in cui l'utilizzo di una chitarra quasi punk rovina una delle più belle canzoni dell’album. Belle così, invece, risultano "You Gotta Believe”, la pianistica "Let You Go" (potrebbe benissimo essere una hit degli Hanson), "Japanese Exchange Students" o l'appassionante "Nothing Matters".

Insomma, date ad Avary qualche compagno di avventura che lo faccia crescere e potrà diventare un grande artista; al momento rimane uno in mezzo a tanti, senza infamia e senza lode.

Detto questo, onestà critica impone di evidenziare come il mio parere non trovi tutti concordi: pensate che i numerosi fan del nostro texano hanno permesso a "Of Men And Angels" di esordire al numero 1 della classifica di iTunes, mentre su Billboard l'album ha fatto la sua prima comparsa ad una dignitosissima 38ma posizione.
Segnalo, inoltre, che a breve i Rocket Summer accompagneranno due star del calibro di Goo Goo Dolls e OneRepublic in un mini tour di due settimane negli States: mica male!


Tracklist di Of Men And Angels

  • 01. Roses   3.46
  • 02. You Gotta Believe   3.16
  • 03. Hills And Valleys   3.45
  • 04. I Want Something to Live For   3.59
  • 05. Walls   4.48
  • 06. Pull Myself Together (Don't Hate Me)   3.34
  • 07. Of Men and Angels   3.45
  • 08. I Need A Break…But I'd Rather Have A Breakthrough   3.27
  • 09. Nothing Matters   3.25
  • 10. Japanese Exchange Student   3.37
  • 11. Tara, I'm Terrible   3.01
  • 12. Hey!   2.43
  • 13. Let You Go   4.26
  • 14. This Is A Refuge   3.49
  • 15. Light   4.02


Discografia dei The Rocket Summer

  • The Rocket Summer EP (2000 Independent Release)
  • Calendar Days (2003 The Militia Group)
  • Hello, Good Friend (2005 The Militia Group)
  • Do You Feel (2007 Island Def Jam)
  • Of Men And Angels (2010 Island Def Jam)


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THE DREAMS - REVOLT venerdì, 5 marzo 2010 01:14 by madseason

the dreams revolt front cover

  • Release Date: 22 February 2010
  • Etichetta: Black Pelican Entertainment
  • Produttore: Chief 1

 

  • Hans Edward Andreasen - lead vocals, guitar
  • Heini Gilstón Corfitz Andersen - guitar, background vocals
  • Eirikur Gilstón Corfitz Andersen - bass, background vocals
  • Heini Mortensen - drums, percussion

 

[voto: 4]

I The Dreams sono una band di punky alternative rock, originaria delle Isole Fær Øer, in cui si è costituita nel 2004 per poi rilocarsi in Danimarca, assieme al fido produttore Chief 1, nel 2006.

Il loro primo album, "Tazy", è una raccolta di traditional della loro terra d'origine riadattate con spirito rock, mentre il primo disco di canzoni originali è "Den Nye By", pubblicato in Danimarca nel 2008 per l'etichetta indipendente Apache e cantato interamente in danese.
Non so nulla di questi primi due lavori a parte le note biografiche che ho letto in giro, quindi mi sono accostato a questo nuovo "Revolt" con orecchie vergini e una discreta dose di curiosità.

Per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, vi dico subito che questa volta il cantato è in lingua inglese: scelta che si è resa obbligatoria per poter puntare ad un mercato internazionale, come è intenzione dei 4 nordici e della nuova etichetta Black Pelican, che distribuisce l'album sfruttando i canali della Sony Denmark.

Mi piace l'attitudine dei Dreams: schietta e diretta come si conviene ad una punk band, anche se alle composizioni dei "rivoltosi" non mancano influenze più variegate, una certa scaltrezza tecnico-compositiva ed una buona dose di melodia che le rende fruibili da un pubblico eterogeneo.

Il primo singolo estratto da "Revolt", "Under The Sun" è, ad esempio, un rock melodico moderno debitore del sound dei The Rasmus, con l'addizione di una cantilena africana a dare un tocco esotico al brano, mentre il secondo singolo, nonché title track dell'album, è una sparata di melodic punk rock dal buon appeal commerciale. "We Are The Murderers" è un attacco frontale che incrocia i Lostprophets con i rocker americani Luna Halo. Curiosa "Black Sheep", un'incalzante marcetta da Oktoberfest con refrain tormentone, impreziosita da un assolo tagliente. "United We Fall" ha un gran tiro ma, tutto sommato, è trascurabile. "Not Sad Forever" è uno slow con un refrain che ibrida gli Hanoi Rocks e gli HIM (curiosamente, due band finniche), mentre "The Optimist" è un brano dall'ampio respiro melodico, tosto nella non banale costruzione. "Too Late To Cry", uno scandi-rock moderno e godibilissimo, lascia velocemente il posto all'elettropunk ipnotico di "This Is Not A Lovesong", cover di un pezzo del 1983 dei P.I.L. di Johnny Rotten; a chiudere questo lavoro arriva "Insomnia Suite", un brano di oltre 7 minuti che contiene tutti gli elementi che caratterizzano il sound di "Revolt": praticamente, una summa dell'album.

I The Dreams sono la prima vera sorpresa di questo inizio di 2010 e non esito un istante a caldeggiarveli.

Tracklist di Revolt

  • 01. Revolt   3:30
  • 02. We Are The Murderers   3:27
  • 03. Under The Sun   3:51
  • 04. Black Sheep   2:57
  • 05. United We Fall   3:17
  • 06. Not Sad Forever   3:25
  • 07. The Optimist   3:37
  • 08. Too Late To Cry   3:11
  • 09. This Is Not A Lovesong   2:13
  • 10. Insomnia Suite   7:09


Discografia dei The Dreams

  • Tazy (2006 Independent Release)
  • Den Nye By (2008 Apache Records)
  • Revolt (2010 Black Pelican)


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TURIN BRAKES - OUTBURSTS mercoledì, 3 marzo 2010 01:45 by madseason

turin brakes outbursts front cover

  • Release Date: 1 Marzo 2010
  • Etichetta: Cooking Vinyl
  • Produttore: Turin Brakes

 

  • Olly Knights - vocals, guitars
  • Gale Paridjanian - vocals, guitars

[voto: 3.5]

 

 


I Turin Brakes sono spesso stati comparati alle molte band di stampo acustico emerse sul finire degli anni 90, come Elbow, Puressence e Starsailor, sicuramente per "colpa" del primo album, quel "The Optimist LP" che portava un contributo elettrico piuttosto modesto. Ma i TB hanno costantemente cercato di evolvere il proprio sound: già il secondo album "Ether Song" presentava molte più chitarre elettriche, oltre che ad un suono meno solare. Il terzo lavoro, "JackInABox" era una sintesi dei primi due, con l'aggiunta di qualche influenza funky. Il successivo "Dark On Fire" presentava una produzione più brillante e corposa, nonostante fosse un disco registrato prevalentemente in presa diretta davanti ad un'audience.

Su questo nuovo "Outburst", scritto, suonato e prodotto quasi interamente da Olly e Gale, i due britannici di Balham (Londra) riscoprono il sound dell'esordio, acustico, malinconico e meditativo, senza perdere la sensibilità pop che ha fatto la fortuna della loro hit "Painkiller" (dal secondo album).
Ora i TB, giunti alla piena maturità artistica, possono finalmente lasciare da parte le politiche commerciali delle case discografiche e le conseguenti ricche produzioni - un inutile orpello per il loro sound - e concentrarsi sulla loro ispirazione originale, su quella spontaneità che aveva così ben caratterizzato "The Optimist".

Il brano d'apertura di Outburst, nonché primo singolo "Sea Change", dà il via ad una collezione di brani apparentemente semplici, immediati, ma che rivelano, ascolto dopo ascolto, nuove sfumature e una profondità che sfugge alla prima impressione.
"Sea Change" è aperta da chitarrine acustiche che intessono una classica trama folk, che le voci e le percussioni conducono successivamente in territori "Fleetwood Mac", in un piacevolissimo crescendo epico. Crescendo che caratterizza anche la deliziosa e vigorosa (in termini turinbrakesi, si intende) "Rocket Song", mentre la successiva "Paper Heart" è un delicato valzer che ben rappresenta la capacità della band di costruire ballate intense e non banali.
"Will Power" rivela influenze U2, con il suo svolgimento alla "With Or Without You"; più avanti nella scaletta, "Never Stops" ibrida il sound classico del gruppo con sonorità country, mentre in "The Letting Down" è un gospel quasi sussurrato a lasciare il suo marchio su una linea melodica blues.

Le altre chicche del disco ve le lascio scoprire da soli, con un'avvertenza per quei frequentatori di weChameleon avvezzi a sonorità ben più fragorose: approach with care!


Tracklist di Outbursts

  • 01. Sea Change   4:02
  • 02. Mirror   2:56
  • 03. Rocket Song   3:23
  • 04. Paper Heart   3:46
  • 05. The Invitation   3:29
  • 06. Will Power   3:59
  • 07. Apocolips   3:39
  • 08. Embryos   3:11
  • 09. Never Stops   4:11
  • 10. The Letting Down   4:03
  • 11. Radio Silence   4:06
  • 12. Outbursts   5:05


Discografia dei Turin Brakes

  • The Optimist LP (2001 Source/Astralwerks)
  • Ether Song (2003 Source/Astralwerks)
  • JackInABox (2005 Source/Astralwerks)
  • Dark On Fire (2007 Source/Astralwerks)
  • Outbursts (2010 Cooking Vinyl)


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LIFEHOUSE – SMOKE AND MIRRORS lunedì, 1 marzo 2010 18:15 by maxare

lifehouse smoke & mirrors front cover

  • Release Date: 1 marzo 2010
  • Etichetta: Dreamworks/Geffen
  • Produttore: Jude Cole

 

  • Jason Wade - vocals, guitars
  • Ben Carey - guitars
  • Rick Woolstenhulme Jr. - bass
  • Bryce Soderberg - drums


[voto: 4.5]

Finalmente è giunto il momento per i Lifehouse di dare un naturale successore a quel "Who We Are" che, uscito ormai nel 2007, ha venduto più di tre milioni di copie nel mondo, mica noccioline di questi tempi.
Nel nuovo "Smoke & Mirrors" - di cui è stata rimandata più volte l’uscita - sono poche le novità introdotte: su tutte, l’ingresso ufficiale in formazione del chitarrista Ben Carey e l’aggiunta al songwriting di una spruzzatina di elettronica e di ritmi più "ballabili", come testimoniano le anthemiche "Here Today Gone Tomorrow" e "Halfway Gone", quest'ultima primo singolo estratto dall'album.

Anche questa volta il rocker di culto Jude Cole produce e scrive buona parte dell’album, tanto da poterlo considerare un membro aggiuntivo a tutti gli effetti.

Fin dalle note iniziali del disco, i Lifehouse lasciano intuire che non hanno intenzione di andare a caccia di melodie particolarmente ricercate, e non a caso si parte subito con una "All In" da cantare a squarciagola con le braccia alzate al cielo. Tuttavia, si può dire che siamo in presenza di un lavoro piuttosto vario: "Nerve Damage" è un blues moderno che parte da un arpeggio rubacchiato a "Stairway To Heaven" e giunge a un ritornello (appunto) nervoso; la title track, invece, è un midwestern rock nella più classica tradizione americana.
In "Had Enough" abbiamo addirittura una collaborazione in fase di scrittura con Richard Marx e, soprattutto, con Chris Daughtry, il quale impreziosisce uno dei pezzi più pregiati dell’album con una performance degna della sua discografia.

La voce graffiante di Jason Wade è, per chi scrive, tra le migliori del nuovo millennio: il trentenne californiano è in grado di cantare le tracce più rock con una grinta senza pari e, allo stesso tempo, sa dare calore alle ballad più intense, che su S&M non mancano di certo: "It Is What It Is" e "By Your Side" sono le più emozionanti, anche se nessuna delle due eguaglia la bellezza di "Broken" dal precedente album.

Chi ha amato "Who We Are" del 2007, non potrà fare a meno di apprezzare anche quest’ultima release che finirà, a meno di colossali sorprese, nella mia Top10 del 2010.


Tracklist di Smoke & Mirrors

  • 01. All In   (Jason Wade, Jude Cole) 3.54
  • 02. Nerve Damage   (Jason Wade, Jude Cole 4.27
  • 03. Had Enough   (feat. Chris Daughtry) (Jason Wade, Chris Daughtry, Richard Marx) 3.45
  • 04. Halfway Gone   (Jason Wade, Jude Cole, Kevin Rudolf, Jacob Kasher) 3.14
  • 05. It Is What It Is   (Jason Wade, Jude Cole) 3.20
  • 06. From Where You Are   (Jason Wade) 3.06
  • 07. Smoke & Mirrors   (Jason Wade, Jude Cole) 4.25
  • 08. Falling In   (Jason Wade, Kevin Rudolf) 3.44
  • 09. Wrecking Ball   (Jason Wade)  4.24
  • 10. Here Tomorrow Gone Today   (Jason Wade)  3.09
  • 11. By Your Side   (Jason Wade) 4.08
  • 12. In Your Skin   (Jason Wade, Jude Cole) 3.24


Discografia dei Lifehouse

  • No Name Face (2000 DreamWorks)
  • Stanley Climbfall (2002 DreamWorks)
  • Lifehouse (2005 Geffen)
  • Who We Are (2007 Geffen)
  • Smoke & Mirrors (2010 Geffen)


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STARFIELD - THE SAVING ONE domenica, 28 febbraio 2010 15:00 by madseason

starfield the saving one front cover

  • Release date: 23 Febbraio 2010
  • Etichetta: Sparrow Records
  • Produttore: Ian Eskelin, Starfield

 

  • Tim Neufeld - lead vocals, guitars
  • Jon Neufeld - guitars, vocals
  • James Johnston - bass
  • Dave Lalonde - drums

 


[voto: 2.5]

La recensione del nuovo album degli Starfield mi dà l'occasione di spendere due parole sul rock d'ispirazione cristiana, movimento che origina alla fine degli anni '60 del novecento in contrapposizione al rock secolare, la "musica di satana" per antonomasia, e si consolida nel tempo grazie ad artisti dal rilevante successo commerciale, come Petra, Stryper, Amy Grant, White Heart, Jars Of Clay, Creed, Skillet e tanti altri.
Un fenomeno che, nella conservatrice America del nord, terra in cui i pastori evangelici proliferano come ratti, assume dimensioni tali da portare Billboard a includere, negli anni 80, tra le sue chart, anche classifiche dedicate esplicitamente ad artisti cristiani.

Tra questi, è opportuno fare un distinguo tra quelli che citano esplicitamente nei loro testi il proprio credo, si considerano parte dell'industria cristiana contemporanea (CCM) e, cucendosi addosso un ruolo evangelico, suonano prevalentemente per il mercato cristiano; e quelli che, pur avendo radici non secolari e scrivendo spesso brani dal contenuto spirituale, considerano il loro mercato di riferimento quello "laico" e si rivolgono ad un'audience che trascende i confini religiosi (vedi Switchfoot, Evanescence, Creed, in una certa misura anche Collective Soul e Lifehouse).

I canadesi Starfield appartengono alla prima categoria, e d'altronde i titoli delle loro canzoni ("No Other Saviour", "Rediscover You", "Glory Is Rising"...) lasciano pochi dubbi in merito.
Provo a valutare il loro sound scorporandolo dalle liriche intrise di fede: sicuramente siamo al cospetto di brani di valido pop-rock radiofonico contemporaneo, spesso anthemico, in qualche caso più intimistico, brillantemente eseguiti, con arrangiamenti impeccabili e una produzione allo stato dell'arte. Insomma, musica che farà la felicità di chi ama artisti come Building 429, MercyMe, Across The Sky, Matthew West e Julian Drive.

Personalmente, trovo quest'attitudine da predicatori alla lunga stucchevole, e mi chiedo fino a che punto si tratti di sincera ispirazione che viene dai Cieli e se non sia piuttosto una mossa scaltra per mantenersi ben ancorati ad un mercato importante come quello della CCM.


Tracklist di The Saving One

  • 01. The Saving One   4:05
  • 02. Rediscover You   3:19
  • 03. Declaration Of Dependence   4:21
  • 04. No Other Saviour   4:22
  • 05. Something To Say   3:52
  • 06. Absolutely   3:58
  • 07. Overwhelm   3:57
  • 08. Top Of Our Lungs   3:15
  • 09. Glory Is Rising   3:42
  • 10. I Need A Father   3:27


Discografia degli Starfield

  • Starfield (2004 Sparrow Records)
  • Beauty In The Broken (2006 Sparrow Records)
  • I Will Go (2008 Sparrow Records)
  • The Saving One (2010 Sparrow Records)


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ERIK HASSLE - PIECES sabato, 27 febbraio 2010 16:00 by madseason

erik hassle pieces front cover

  • Release Date: 22 Febbraio 2010
  • Etichetta: Universal Island Records

 

[voto: 3]

 

 

 

 


Lo svedesotto Erik Hassle, forte dei consensi ricevuti in patria, prova a conquistare anche i mercati internazionali riproponendo a beneficio di tout le monde il suo debut album dell'anno scorso rafforzato da 4 tracce remixate ed una "brand new".
Erik è un ventunenne cantante/compositore originario di Katrineholm (paese a 150 Km sud-ovest di Stoccolma), londinese di stanza, che prova a distinguersi dalla selva di artisti (o pseudo tali) da chart mainstream, facendo leva sulla sua bella voce soul e su un songwriting elettropoprock, molto pop e poco rock, piuttosto scaltro ed arricchito da una produzione davvero grassa.

E' evidente che l'album ha come ascoltatori di riferimento i giovani in età da college, gente che può identificarsi in testi come "You don't know what you got till you're missing it a lot, I had to go throw it away, I was wrong from the start, from the bottom of my heart I apologize" (dal primo singolo "Hurtful", pubblicato lo scorso 8 Febbraio).
Ma è altrettanto evidente che "Pieces" è ricco di pezzi radiofonici molto catchy, costruiti su melodie cangianti che sfociano in grandi refrain che catturano all'istante qualsiasi ascoltatore, anche chi è solitamente avvezzo a sonorità più "adult oriented". Un paio di esempi? L'ironica "Don't Bring Flowers After I'm Dead", l'irresistibile opener "Bump In The Road" o la stessa "Hurtful".

Poi ci sono un paio di tracce in cui i produttori calcano troppo la mano e, con l'ansia di vendere un prodotto più che corroborare il sound di un artista, tirano fuori linee di basso ultramarcate, batterie sintetiche che pestano sopra le righe ed improbabili giri di synth che possono andare bene giusto in una discoteca tamarra della bergamasca. Ascoltate "Standing Where You Left Me" per credere.

Comunque sia, Erik Hassle è un giovane artista interessante. Lo affiancherei a un songwriter di peso, che lo aiuti a sviluppare il suo stile, e ad un buon parrucchiere, che gli sfoltisca quel ridicolo ciuffo che sfugge alla legge di gravità.


Tracklist di Pieces

  • 01. Bump In The Road   (Grizzly, Mack, Hassle) 4:00
  • 02. Hurtful   (Grizzly, Mack, Tommy Tysper, Hassle) 3:03
  • 03. Don't Bring Flowers (New Mix)   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:15
  • 04. Isn't It Obvious   (Fredrik Berger, Hassle) 3:26
  • 05. The Thanks I Get (New Mix)   (Grizzly, Hassle, Tysper, Mack) 4:33
  • 06. Standing Where You Left Me   (L. Kronlund, Grizzly, Hassle, Tysper, Mack) 3:20
  • 07. Bitter End (New Mix)   (Hassle, Tysper) 3:53
  • 08. First Time   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:05
  • 09. Love Me To Pieces   (Hassle, Tysper, Max Martin, Mack) 3:09
  • 10. Wanna Be Loved (New Mix)   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:59
  • 11. Back To Bed   (Berger, Grizzly, Hassle) 4:02
  • 12. Amelia   (Grizzly, Mack, Tysper, Hassle) 3:14


Discografia di Erik Hassle

  • Hassle (2009 Artist Company Ten)
  • Pieces (2010 Universal Island Records)


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STORY OF THE YEAR - THE CONSTANT venerdì, 26 febbraio 2010 22:37 by madseason

story of the year the constant front cover

  • Release Date: 16 Febbraio 2010
  • Etichetta: Epitaph Records
  • Produttore: Michael "Elvis" Baskette

 

  • Dan Marsala - vocals
  • Ryan Phillips - guitar
  • Philip Sneed - guitar, vocals
  • Adam Russell - bass, vocals
  • Josh Wills - drums, percussion

[voto: 2.5]


Non sono mai stato un fan degli Story Of The Year e del loro emo/post-hardcore alla Thrice, The Used, Breaking Benjamin e simili. Li ho sempre trovati poco originali ed eccessivamente ripetitivi; con le loro scariche di chitarre alternate a refrain ruffiani e derivativi e un'attitudine da rocker senza compromessi un po' posticcia, li trovo più adatti a ragazzini facilmente impressionabili che ad appassionati di rock navigati.

"The Constant", il loro nuovo album, prodotto in maniera ineccepibile dall'esperto Michael Baskette, non mi sembra che cambi le carte in tavola in maniera sostanziale: qualche pezzo tirato con aperture su chorus da "pugno al cielo" -"To The Burial" e "Time Goes On" i meglio riusciti- qualche altro più aggressivo -"Won Threw Ate", ad esempio- un paio di numeri più melodici -tipo "The Ghost Of You And I", che potrebbe funzionare come singolo per le radio rock- una power ballad pianistica anni '80 -"Holding On To You"- e il gioco degli SotY è fatto.

Insomma, anche con questo lavoro Dan Marsala e soci dimostrano di essere un gruppo più di maniera che di creatività. E se già non vi piacevano, non sarà "The Constant" a farvi cambiare idea. I fan, invece, sanno già cosa aspettarsi e non rimarranno delusi.

Tracklist di The Constant

  • 01. The Children Sing   4:07
  • 02. The Ghost Of You And I   3:55
  • 03. I'm Alive   4:15
  • 04. To The Burial   3:48
  • 05. The Dream Is Over   3:52
  • 06. Remember A Time   4:05
  • 07. Holding On To You   3:43
  • 08. Won Threw Ate   3:44
  • 09. Ten Years Down   3:53
  • 10. Time Goes On   4:06
  • 11. Eye For An Eye   2:15


Discografia dei Story Of The Year

  • Page Avenue (2003 Maverick)
  • In The Wake Of Determination (2005 Maverick)
  • The Black Swan (2008 Epitaph Records)
  • The Constant (2010 Epitaph Records)


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